giovedì 17 giugno 2021

Diabolik R 720 - Il Drago di Giada: recensione della ristampa

 
È in edicola il mensile Diabolik R con la ristampa del numero cronologico 720 dal titolo "Il Drago di Giada". Si tratta di una delle storie recenti più famose del re del terrore, infatti, la prima edizione fu pubblicata nel febbraio 2007 e dunque appartiene all'Anno XLVI (n.2). Il soggetto è Mario Gomboli e Tito Faraci, la sceneggiatura porta la firma di Patricia Martinelli, mentre i disegni sono di Giuseppe Barbati e Tullio Brunone. Infine, la copertina è opera di Sergio e Paolo Zaniboni
La trama in breve (no spoiler)

Diabolik ed Eva Kant hanno rubato il prezioso Drago di Giada che interessa anche a un individuo molto ricco di Clerville. Tuttavia perché il genio del crimine ha messo in piedi un piano così complicato per un singolo furto? C'è qualcosa dietro?

Recensione

Personalmente credo che "Il Drago di Giada" sia una delle migliori storie di Diabolik realizzate negli anni 2000. La trama è lineare, precisa e il colpo di scena è servito al momento giusto. Quelle che sembrano contraddizioni sono soli indizi legati al genio di Diabolik, quindi segnali che possono essere colti dai lettori attenti ma non da una banda di banditi sprovveduti e convinti di fare la cosa giusto: nessuno però può ingannare Diabolik come un pivello! 

I disegni mantengono fedelmente la tradizione degli ultimi decenni: semplici, puliti, chiari ed Eva Kant è sempre bellissima (non si può non amarla). Tra l'altro in questo volume è possibile notare anche qualcosa del vecchio  Diabolik con gli elementi più nuovi: lo rivediamo pronto a uccidere pur di portare il bottino a casa e di salvare la pelle, ma nel contempo riesce a mantenere quel codice etico che lo porta ad "ammazzare quando serve" (notate attentamente le virgolette). 

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