martedì 15 marzo 2022

Cinema - Il Padrino: 50 anni fa usciva il film che cambiò la storia dei gangster movie

Cinema - Il Padrino: 50 anni fa usciva il film che cambiò la storia dei gangster movie. Ecco un omaggio al capolavoro di Francis Ford Coppola.

Buon compleanno al film "Il Padrino" che compie 50 anni

Oggi è un giorno importante perché compie gli anni il film "Il Padrino", il massimo capolavoro cinematografico di Francis Ford Coppola che nel 1972 riscrisse le regole sui lungometraggi di mafia (o gangster movie per i cultori del genere). 

"The Godfther" fu scritto e diretto dallo stesso Coppola. Alla sceneggiatura prese parte anche l'immancabile Mario Puzo, autore dell'omonimo romanzo a cui il film è liberamente ispirato. Nel cast fecero parte Marlo Brando, Al PacinoJames Caan, Robert Duvall, John Cazale, Richard S. Castellano, Gianni Russo, Talia Shire e Diane Keaton. Le interpretazioni furono tutte di altissimo livello, in particolare quella di Brando nella parte del capofamiglia Vito Corleone: tale performance non solo l'ha trasformato in una vera e propria icona ma gli valse anche il premio Oscar come migliore attore nel 1973 (che non ritirò come forma di protesta per le ingiustizie verso le minoranze etniche).

Il successo di critica e pubblico convinse la produzione a realizzare il secondo capitolo qualche anno dopo, per poi concludere la trama con "Il Padrino" parte III e regalare agli amanti dei film di mafia una delle più grandi trilogie della settima arte. 


La trama in breve

I fatti sono ambientati nella seconda metà degli anni 40 e si avviano verso gli anni 50. Vito Corleone è un capofamiglia potente e rispettato. I tempi però stanno per cambiare e le rivalità con le altre famiglie malavitose tendono a inasprirsi. Ecco che entrano in scena i figli del padrino, in particolare Sonnie e Michael (Al Pacino). Sarà proprio quest'ultimo a caricarsi tutto il peso degli affari di famiglia quando il padre comincerà a essere messo in discussione dal sistema criminale. Si passa dal declino di un boss per vedere quindi la scalata al potere del suo successore. Possiamo chiudere qui con la trama, altrimenti ne usciamo domani mattina. 


La realizzazione del film 

Come già anticipato, questo film è liberamente ispirato all'omonimo romanzo dello scrittore italoamericano Mario Puzo del 1969. Il libro ebbe un successo straordinario riuscendo a vendere una decina di milioni copie e finendo così tra le migliori opere letterarie del Nuovo Mondo

Il realtà, dietro al testo c'è una storia molto interessante che parte proprio dalla conclamata Hollywood. Inizialmente, "Il Padrino" di Puzo girava sotto forma di bozza tra le file della Paramount Pictures. Era il 1967 quando il vicepresidente Peter Bart lesse le prime 60 pagine del manoscritto: per questo motivo a Puzo furono offerte ingenti somme di denaro per terminare l'opera e poi eventualmente cedere i diritti per una trasposizione cinematografica. E così fu! Del resto lo scrittore non aveva altra scelta dato che aveva il vizio del gioco d'azzardo e ingenti furono i debiti che aveva accumulato a causa di questa sua malattia. 

Lo scrittore e sceneggiatore Mario Puzo

La Paramount tuttavia cercò di muoversi con molta attenzione e con i piedi di piombo dato che in precedenza aveva fallito con "La Fratellanza", film del 1968 che la critica attaccò con una particolare violenza: in un certo senso fu la prima pellicola a vedere l'occhio della regia quasi "simpatizzante" nei confronti degli uomini dell'onorata società. Il flop commerciale de "La Fratellanza" portò la major americana a vivere quella che fu la sua crisi economica più nera. "Il Padrino", dunque, si presentò come un progetto tanto desiderato quanto pericoloso ai fini della produzione. 

Serviva quindi un produttore esecutivo con i fiocchi, uno davvero bravo a creare film di successo mondiale. Il 23 marzo 1970 la scelta ricadde su Albert S. Ruddy, colui che lavorò alla produzione della saga di successo di James Bond. C'era però una prima controversia da superare: il personaggio di Johnny Fontane. Quest'ultimo infatti era totalmente ispirato a Frank Sinatra, con la sola differenza che Fontane è un'artista legato alla mafia. "The Voice" decise di opporsi a quella situazione, cercando di evitare assonanze che potessero effettivamente rimandare a lui (sarebbe stato in effetti un grave danno di immagine).


Altro punto complicato riguardava la rappresentazione delle cinque famiglie malavitose descritte da Mario Puzo nel romanzo. I gruppi egemoni della storia sono infatti i Corleone, i Barrese, i Tartaglia, gli Stracci e i Cuneo. Ebbene, è evidente che questa struttura criminale è ispirata a fatti di storia vera, cioè alle vere cinque famiglia mafiose di New York (quelle fondate da Lucky Luciano): i Genovese, i Bonanno, i Gambino, i Colombo e i Lucchese (la famiglia protagonista in "GodFellas!" di Martin Scorsese). Proprio il superboss Joseph Colombo dell'omonimo clan tentò a tutti i costi di boicottare la pellicola a partire dalla sua realizzazione: fu infatti avanzata l'accusa di denigrazione nei confronti degli italoamericani. Ruddy, secondo le fonti, sarebbe stato costretto a incontrarsi con lo stesso Colombo e trovare un accordo consistente nell'eliminazione della parola "mafia" all'interno dell'adattamento audiovisivo de "Il Padrino"

Il boss Joseph Colombo

Scontri tra regia e produzione 

Ci furono non poche liti tra la regia, affidata a Coppola, e la produzione. La prima consistette nel periodo storico di ambientazione: la Paramount voleva un film adattato agli anni 60/70 ma Coppola era fermamente convinto che la soluzione migliore fosse lasciare tutto com'era, quindi al 1945 per poi proseguire (strategia che poi si mostrerà vincente ai fini della trilogia). 

Inoltre, Ballard tentò a tutti i costi di girare la pellicola nell'economica città di Saint Louis, ma Coppola si mostrò contrario anche su questo particolare dato che il romanzo era ambientato a New York. Questo comportò un sempre più significativo aumento del budget che vide il passaggio da 2,5 milioni di dollari a 7 milioni. Come se non bastasse, i rincari furono dovuti anche dall'insoddisfazione di Coppola nelle fasi dei casting


Il regista doveva rendere "Il Padrino" come uno dei suoi film più belli di sempre. La prova è riscontrabile ad esempio nella scena dell'omicidio Sollozzo: fu ripetuta tante di quelle volte da far registrare costi importanti, oltre all'esasperazione degli attori e dello staff. Diatribe (ma non gravi) anche sul numero di scene violente da inserire all'interno del lungometraggio: per citarne una, quella di Connie (l'unica figlia femmina di don Vito) che spacca i piatti dopo aver scoperto il tradimento del marito, non era prevista nella sceneggiatura iniziale. La morte di Sonnie invece è stata pensata dopo come omaggio al film "Gangster Story". 

E pensare che Coppola era stato ingaggiato per risparmiare sul contratto dell'autore. Le prime scelte infatti furono Sergio Leone, Peter Bogdanovich, Elia Kazan, Arthur Penn e Costa Gavras e Sam Peckinpah. 


Gli attori

Il ruolo di Vito Corleone è stato al centro di una vera lotta che Coppola voleva a tutti i costi vincere. I nomi erano tantissimi per ottenere la parte del protagonista: Ernest Borgnine, Edward G. Robinson, Orson Welles, George C. Scott e addirittura il nostro Gian Maria Volonté, senza dimenticare Burt Lancaster e Laurence Oliver. Quest'ultimo fu tuttavia messo da parte per via dell'età e anche perché era malato. La scelta ricadde su Marlo Brando che però non convinceva del tutto i produttori. Infatti, la star di "Fronte del Porto" in quel periodo era reduce da una lunga serie di insuccessi al cinema e aveva 47 anni. 

Brando si presentò al provino inserendo del cotone in bocca e riuscendo così a invecchiare il suo personaggio e a dargli connotati da bulldog. Il trucco poi pensò al resto. C'era ancora una cosa però da stabilire, cioè il contratto dello stesso Brando: avrebbe dovuto rispettare un eventuale clausola di risarcimento in caso di atteggiamenti dannosi nei confronti della realizzazione de "Il Padrino". Dopo una lunga chiacchierata tra Coppola e Brando, la cosa andò decisamente in porto. 

Ecco cosa portava in bocca Brando durante le riprese

Per quanto riguarda il profilo di Robert Duvall (nei panni di Tom Hagen) non ci furono opposizioni. Più complicata invece la situazione di Al Pacino che all'epoca aveva solo recitato in due film e quindi non era ancora molto conosciuto. Inoltre, era considerato troppo basso per la parte di Michael Corleone, essendo quest'ultimo un soldato dell'esercito americano. Cosa fare dunque? Dare la parte a uno tra Jack Nicholson, Dustin Hoffman, Robert Redford e Ryan O'Neal. E perché le cose andarono diversamente? Perché Al Pacino aveva tratti e origini italiane, mentre gli altri no! 

A dire la verità però fu un'altra la storia che risolse il problema legato alla figura di Al Pacino. I produttori lo reputavano così inadatto che decisero di troncare i rapporti con Coppola e licenziarlo. Brando intervenne per risolvere il problema. Come? Minacciando tutti di abbandonare il set. Eppure, ci volle ancora un po' di tempo per convincere la Paramount. Al Pacino infatti riuscì a rompere ogni indugio e a far cadere ogni dubbio su di lui durante le riprese della scena dell'omicidio di Sollozzo

Qui vediamo la svolta nella carriera di Al Pacino

Che poi a volte il destino è qualcosa di strano. Robert De Niro avrebbe dovuto recitare nella saga a partire dal primo film. Era stato infatti scelto per interpretare il ruolo di Sonnie Corleone, ma alla fine si puntò a James Caan. De Niro entrerà a far parte della squadra in occasione del secondo capitolo per immortalare Vito Corleone da giovane. Anche Sylvester Stallone per poco non ottenne un parte, così come anche Stefania Sandrelli che ebbe il coraggio di non mostrarsi interessata per il ruolo di Apollonia (la prima moglie di Michael). 


Le riprese

"Il Padrino - parte I" fu girato tra il 1971 e il 1972. Le scene furono principalmente girate a New York, poi in California e in Sicilia. Non fu facile mettere insieme il progetto con gli impegni che alcuni attori (tra cui Brando) presero con altri registi per altri film. Inoltre, siccome c'erano molti attori semisconosciuti (o del tutto estranei al pubblico), alcuni rimasero vittima dell'emozione quando si trovarono davanti il colosso Brando. Per il resto, le cose andarono avanti in maniera spedita. 


La colonna sonora

La colonna sonora è stata realizzata con le musiche composte da Nino Rota e la direzione di Carlo Savina. Successivamente infatti sono state realizzate delle versioni in LP, Cd, musicassetta. 


L'esordio nel sale cinematografiche

Ed eccoci al 15 marzo 1972, data di esordio de "Il padrino" nelle sale cinematografiche di New York. Nel solo giorno della premiere, il film riuscì a fatturare 15 milioni di dollari in oltre 400 strutture. Il 22 marzo infatti l'opera fu diffusa nel resto del paese a stelle e strisce, mentre in Italia arrivò il 14 settembre dello stesso anno. Tra giugno e novembre, la distribuzione fu completata nel resto del mondo. Non ci volle molto. Successivamente fu poi adattata al mercato home video. 


Incassi e critica

Gli incassi de "Il Padrino" furono considerevoli e il successo fu a dir poco grande. Furono 86 i milioni di dollari incassati in Usa, per un totale di 135 in tutto il continente americano. In generale e a livello mondiale, il capolavoro di Coppola fece registrare quasi 287 milioni di dollari ai botteghini. Per questo motivo è facile dedurre che esercitò una padronanza assoluta nel proprio paese, mentre in Italia i film incassò la bellezza di 10 miliardi di lire. 

La critica sostanzialmente esaltò "Il Padrino" in quanto capolavoro ma una piccola fetta della stampa temeva che potesse avere un impatto molto negativo sull'immaginario collettivo. In effetti, nei decenni è stato un po' così, come del resto è capitato a tanti altri gangster movie (topo GoodFellas e Scarface). Anche i grandi registi dell'epoca (tra cui Kubrick) esprimettero grandi critiche verso l'opera di Coppola, il quale oggi è considerato come il creatore del più grande film di mafia di tutti i tempi. 

"Il Padrino" ebbe in fine 10 candidature agli Oscar del '73, riuscendo ad aggiudicarsi quello per il migliore attore, il miglior film e la migliore sceneggiatura non originale

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17 commenti:

  1. Marlon Brando è sicuramente all'altezza dei grandissimi Al Pacino e De Niro.

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  2. Ecco uno dei film del passato che ho provato a vedere diverse volte, ma senza mai spingermi oltre i primi quaranta minuti.
    Linciatemi, ma per me è noioso e trooooppo lungo.
    Quindi mi spiace ma gna fó. 😜

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    1. Se vuoi vedere gangster movie corti allora posso consigliarti Goodfellas che dura un'ora e mezza. Poi magari me ne faccio venire in mente altri

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    2. Ho cercato delle immagini su Google e mi pare proprio di averlo visto, sai? Ma molti anni fa.
      Non lo ricordo, ma il genere mi piace e visto il cast e la durata, deduco proprio che mi sia piaciuto.

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    3. oh, noi amanti degli U2 abbiamo na memoria di merda, ma tu per ricordarti di un film devi andare su google. Vergogna! HAHAHHAAHAHAHAHAHAHA

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    4. Ahahahaha
      Amore mio, io dimentico completamente film e libri un paio di mesi averli visti e letti, a meno che non mi piacciano così tanto da entrare nella classifica dei miei preferiti. 😅

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  3. "Il padrino" non è un film per gli amanti delle storie di mafia, ma un capolavoro per gli amanti del Cinema con la maiuscola. Alcune pellicole credo vadano viste a prescindere dai propri gusti, purché si ami il cinema di qualità.
    Personalmente il miglior titolo è il secondo, dato che non stravedo per Brando, mentre mi piacciono un sacco Pacino e De Niro.

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    1. Il Padrino è IL FILM. C'è poco da fare. In questa pellicola Coppola è stato a dir poco magistrale, così come gli attori

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  4. Sul film non c'è molto da commentare, essendo un blocco di granito del cinema.
    L'unica cosa che posso commentare è sottolineare la bestialità assurda che hanno fatto alcuni anni fa, nel ridoppiare in toto la pellicola levando le voci storiche: non scrivo oltre perchè sarebbero solo insulti ai responsabili.

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    1. I ridoppiaggi sono generalmente una pratica assurda, dato che ci sarebbero dei film e serie tv tutt'ora inediti in lingua italiana e invece sprecano tempo e soldi nel rifare quello che già c'è!

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    2. Le versione restaura con il doppiaggio nuovo è un abominio ai danni dell'umanità e della cultura. Lo stesso schifo l'hanno fatto con C'era una volta in america: io abolirei questa roba

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  5. Rivelazione shock. Non l'ho mai visto per bene. Purtroppo.

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  6. Denis: il videogioco del Padrino fatto dalla EA e 'l'ultimo lavoro svolto in vita da Marlon Brando che presta il volto per il motion capture e la voce mentre Al Pacino da forfait infatti il Micheal del gioco ha un viso diverso.
    Il film ridoppiato è il Padrino 2 con De Niro con la voce di Pino Insegno, anche i Predatori dell'arca perduta presenta un ridoppiaggio e Ford ha lo voce di Pino Insegno anche li! oddio che voce brutta.

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  7. Li ho visti anni fa. Il tuo post mi ha fatto considerare l'idea che dovrei riguardarli ma non li amai in modo particolare. Quindi non so...
    Tantissime le curiosità che non conoscevo, a partire da Al Pacino che fu scritturato solo grazie al ricatto di Brando ahahah, chi lo avrebbe mai detto!

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  8. Per i 50 anni l'anno prossimo chissà rivedo questo e gli altri ;)

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    1. sicuramente ci sarà un evento speciale in tv! ne sono certo

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