martedì 20 novembre 2018

Super Mario Bros - Il Film: tutta un'altra storia


Super Mario Bros è senza dubbio uno dei videogiochi che abbiamo amato di più e il suo successo è stato tale che, nel tempo, ha convinto la Nintendo a riproporre nuovi capitoli (con conseguenti gadget, giocattoli e articoli di vario genere) disponibili ancora oggi sulle console dell'omonimo marchio di ultima generazione: Super Mario Bros, Super Mario Bros 2, Super Mario Bros 3, Super Mario Land, Super Mario World, Super Mario Land 2, Super Mario 64 e tanti altri ancora fino ad arrivare all'ultimo Super Mario Odyssey per Nintendo Switch. Dalle sale giochi alla Nintendo il passo è sempre stato breve e anche chi non è stato un amante estremo della nota azienda giapponese ha potuto passare un po' del proprio tempo libero nel meraviglioso mondo di Mario.



Nel 1993 i registi Rocky Morton, Annabel Jankel, Roland Joffé e Dean Semler decisero di girare un film su Super Mario Bros, realizzando una pellicola che però aveva ben poco in comune con la trama originale: dimenticate gli otto mondi, i funghi che danno poteri e vite, dimenticate le tartarughe e i Goomba (quelli veri), così come la principessa Peach e il vero Boswer.

domenica 18 novembre 2018

La morte di Topolino: la leggenda del suicidio nell'episodio perduto


Topolino è sicuramente uno dei personaggi più amati e rappresentativi del mondo dell'intrattenimento, infatti, a novant'anni esatti dalla sua nascita, continua a riempire le nostre vite con le sue interessanti storie grazie a un incalcolabile numero di cortometraggi, lungometraggi e vivaci fumetti ancora oggi acquistabili in edicola. Eppure, come in molti sapete, da un bel po' di tempo sul web gira un video del leggendario topo antropomorfo (nato dalla matita di Walt Disney nel 1928) protagonista di una situazione tanto macabra quanto raccapricciante ma che di certo lancia un'importante riflessione su alcune tematiche che tra poco vedremo.

venerdì 16 novembre 2018

Memorie in ripostiglio: Commodore Amiga 600, la mia collezione di floppy disc


Che il ripostiglio di casa mia fosse ancora pieno di meraviglie legate alla mia infanzia è un fatto risaputo, ma arrivare a credere che sia il Paese delle Meraviglie allora mi fa capire che a 32 anni una persona può essere ancora capace di stupirsi.

In un angolo di un armadio ho trovato una collezione che pensavo perduta, cioè i videogiochi in formato floppy disc del mio Amiga 600, tutti contenuti all'interno di uno scatolo un tempo appartenuto a un joystick. Ebbene, la stragrande maggioranza di essi sono riusciti a sopravvivere alle intemperie del tempo e non hanno perso né colore né impatto visivo. Purtroppo, non ho avuto modo di provarli dato che dovrei mettere tutto sottosopra per montare il vecchio pc home e rituffarmi in lungo viaggio nel passato. 

Ad ogni modo, convinto di non avere più questi piccoli reperti, tempo fa pubblicai un articolo, Commodore Amiga 600 i miei primi videogiochi (Parte I), dove provai a parlare dei videogiochi a cui più era legato cercando di sfruttare la memoria e le risorse del web. Adesso però posso continuare il mio piccolo lavoro e riprendere da dove ero rimasto.

giovedì 15 novembre 2018

Spot Nike, The Airport 1998: lo spettacolo brasiliano e il tormentone Mas Que Nada


Anno 1998, i mondiali di calcio in Francia sono ormai vicini e la nazionale brasiliana è considerata come la favorita per la vittoria finale, oltre a essere catalogata come la squadra più forte in assoluto.
Ronaldo, Romario, Leonardo, Denilson, Rivaldo, Cafu, Roberto Carlos, Dunga, Aldair e tanti altri erano i giocatori che ogni ct avrebbe voluto avere a disposizione in quel periodo, specie se si tiene conto che quel Brasile era anche campione in carica e che di lì a poco avrebbe disputato tre finali consecutive. Erano gli uomini del momento, ognuno militante in un club importante, ognuno super titolato campione, ognuno desideroso di non fermarsi mai.

In quell'anno, proprio in occasione dei mondiali, la Nike Football mise in piede uno spot straordinario intitolato "The Airport", dove gli uomini di Mario Zagallo diedero vita a un divertente siparietto che accese ulteriormente la già calda aria che si respirava in quei giorni ormai lontani e carichi di nostalgia.

mercoledì 14 novembre 2018

Il mio omaggio a Stan Lee: alcuni miei numeri di Spiderman


Per circa due giorni ho pensato se valesse la pena dedicare un post al compianto Stan Lee. Certo, un blogger con la passione del fumetto non può non parlare di zio Stan, sarebbe come chiedere alla buon'anima di Gianni Brera di non raccontare il calcio. 

Tantissimi sono stati gli articoli, gli omaggi e i pensieri al creatore di alcuni dei più grandi supereroi dell'universo Marvel, anche da parte di chi non lo conosceva per nulla, a tal punto da ricordarlo come il padre di Batman... Batman? Vabbè, è risaputo che ormai gli ignoranti e gli imbecilli avranno sempre parola in capitoli di libri che non hanno mai letto (ammesso che sappiano anche leggere).

La scomparsa di Stan Lee mi ha un po' messo a disagio, forse per via del personaggio che era, per i tanti cameo all'interno dei film Marvel o perché era semplicemente uno di noi. Insomma, Stan Lee per arrivare dov'era arrivato è stato prima di tutto un ragazzo pieno di sogni e speranze, uno che certamente sapeva il fatto suo. Ha creato uomini eccezionali con super-poteri e super-problemi, ma ai nostri occhi Spiderman, Hulk, Iron Man, Daredevil e gli X-Men (o meglio alcuni di loro) saranno sempre la materializzazione cartacea di tutto ciò che ogni ragazzino ha sempre desiderato essere.

lunedì 12 novembre 2018

Devilman vol. IV: una nuova età oscura tra follia umana, guerre totali, razzismo e l'Apocalisse di Giovanni


L'Armageddon è ormai vicino. Il mondo sta per conoscere l'invasione dei demoni e il genere umano sembra impreparato a fronteggiare una minaccia così grande, soprannaturale, sconosciuta ma soprattutto... demoniaca.

Nel quarto volume di Devilman, Go Nagai non solo da il via alla propria visione dell'Apocalisse ma recupera anche quei riferimenti alla cultura del mondo occidentale che risulta tanto onnipresente nei primi due volumi quanto assente nel terzo: religione cristiana, demonologia cristiana e Medioevo europeo faranno nuovamente la loro comparsa lungo le tavole del mangaka grazie a una nuova epoca oscura (ricordarsi quella del XVI secolo) che introduce i versetti dell'Apocalisse di Giovanni.

È possibile consultare un'ampia introduzione al mondo dei demoni e l'analisi completa di tutta l'opera al seguente link: 

venerdì 9 novembre 2018

Le memorie del fuoco


E la triste orchestra del cupo maestro
fa il suo ingresso sul palco della vita
Le lacrime del sibilante violino
Il lamento dell'arrendevole contrabbasso
Il boato assordante dello strepitante tamburo
Il fulmineo battere dei sediziosi piatti
Il brontolio insistente del grasso trombone
L'urlo furioso del solitario oboe
La voce rassegnata del fioco violino
Le note afflitte dell'errante pianoforte

Su nel cielo, come l'ira di Dio
l'attempata mano del tetro maestro,
la bacchetta sui capi dei musicisti
come la falce di chi indossa l'abito nero
si strappan via le note
si buttan giù le teste
le anime van vagando,
inseguendo i fugaci suoni
di vite abbandonate al fato
e all'amore che fugge
e mai più torna nella casa del cuore

La triste colonna sonora della mia vita
è tutta qui
tra i fantasmi del passato
le cose perdute
e il mondo che fa solo da contorno
a milioni di visi pallidi
dalla morale assuefatta alla modernità del male
e dagli ostacoli dell'eterno giudizio divino

La melanconiche sinfonie dei ricordi
di quell'angelo dal viso di bambina
dei capelli che sanno di fiori di pesco
di quell'aurea celestiale
che fugge e si dissolve tra le mani
lasciando il buio sui palmi
e l'angoscia oltre le porte del cuore.

Mi butto nelle memorie del fuoco
che nella notte fredda
e nel crepuscolo del cuore
bruciano come le fiamme
che ardono l'Inferno

Il nulla sotto i piedi
Il buio davanti agli occhi
Il caos nella testa
I demoni nel cuore
Va tutto bene... vai avanti e oltrepassa la siepe

Il nero corvo osserva dall'alto
I topi si rifugiano
I gatti cacciano
I ratti osservano
I cani ringhiano

Il giaguaro sorveglia il suo frutteto
Le tenebre avvolgono il mondo
Silenzio assordante
Gli alberi muoiono
I rami ti indicano la via
Ma la luce non c'è
E la luna va via

L'uomo senza volto appare nel bosco
con l'abito da morte tende la bianca e scheletrica mano
Il fanciullo lo fissa e attende ignaro Azrael
che passa e tutto porta via

La follia distrugge i popoli
E intanto il diavolo balla sul mondo
Mentre gli uomini aspettano gli angeli

L' amore che strugge
La donna che fugge
Gli amici che vanno
Il padre che invecchia
La madre che muore
Il fratello che lotta
La vita sorride ai bugiardi
Chi ride inganna chi piange
Chi piange deride sé stesso.”

Cosa sarà mai un sentiero spinato
Quando il cuore sovrasta la ragione?
I dolori dell'anima
Le ferite dello spirito
Nulla fa più male di un cuore che piange
Saranno le stelle a dare risposte
Saranno quelle spente a riaccendere la speranza
Alzati e cammina
La vita riparte proprio ora
La vita comincia proprio qui.


mercoledì 7 novembre 2018

Annuncio: nuovo blocco dei contenuti su Facebook, ci rivediamo il 12 novembre



Cari amici e lettori,
per la seconda volta in una settimana Facebook mi impedisce di interagire con i gruppi e le pagine, per questo motivo il blog sarà fermo fino a lunedì 12 novembre con nuovi post e nuove interazioni. Approfitterò di questo periodo per lavorare sul miglioramento del blog e per conoscere quanta più gente possibile per estendere i miei orizzonti. Per qualsiasi cosa potete aggiungermi su Facebook (mi trovate sempre come Pakos D. Early), su Instagram e Twitter, oltre a mettere like alla pagine de "La Puteca di Pakos" e aggiungervi all'omonimo gruppo.
Per tutto il resto, grazie a tutti voi che mi state dando un aiuto prezioso affinché il mio blog possa crescere sempre di più.
A presto
Pakos D.Early

lunedì 5 novembre 2018

Memorie in ripostiglio: Power Rangers Dragonzord



In queste settimane, mentre ero intento a fare un po' di pulizia all'interno del mio ricchissimo ripostiglio, mi è capitato di imbattermi in uno dei tanti bei ricordi della mia infanzia. Un giocattolo, anzi due giocattoli, contenuti in un unico scatolone che ho custodito così gelosamente fino a scordarmelo completamente: Dragonzord più Green Ranger della fortunata serie tv anni '90 dei Power Rangers.

martedì 30 ottobre 2018

Spot Nike, The Beach 1997: sabbia, sole e pallonate al ritmo di Bossa Nova


Otto calciatori di livello internazionale, una spiaggia, un pallone e Bossa Nova di Quincy Jones: si tratta di The Beach, il secondo leggendario e nostalgico spot della Nike Football girato nel 1997. Dopo il grande successo ottenuto due anni prima da Cantona, Maldini e compagni grazie a Good vs Evil, questa volta ci troviamo in una caldissima spiaggia di Tenerife, in Spagna, in una partita di beach soccer che vede coinvolti alcuni di quei calciatori considerati come i talenti più promettenti del calcio di fine anni '90 e inizio 2000. 

Una squadra è composta da Ronaldo (il fenomeno), Bobo Vieri, Luis Enrique e Ariel Ortega mentre dall'altra parte troviamo Roberto Carlos, Hernan Crespo, Ibrahim Ba e Nwankwo Kanu. I nostri otto campioni si sfidano per un'intera giornata (racchiusa in circa un minuto) a suon di giocate, mezze sforbiciate, colpi di testa, cannonate imprendibili e qualche siparietto divertente. 

lunedì 29 ottobre 2018

Death In Music 1974-1979: la fine di Elvis e Moon, la strage Lynyrd Skynyrd e l'addio di Vicious


Si conclude la Death In Music anni '70 dedicata alle morti più tragiche, tristi, maledette e inaspettate del panorama musicale di quel periodo. Fino ad ora abbiamo parlato delle premature scomparse di numerosi artisti legati soprattutto al mondo del rock e del soul come i leggendari Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Rory Storm e alcuni membri dei Byrds

In questa mia personale rubrica vediamo gli anni 70' volgere al termine con una lunga serie di eventi nefasti che cambiarono per sempre la storia della musica, facendo quasi da preludio a una sorta di maledizione che vedrà sempre più volti noti della musica passare a miglior vita. Il decennio in questione, riprendendo la storia dal 1974 fino al 1979, vedrà l'addio del re del rock Elvis Presley, la tragica scomparsa di alcuni membri dei Lynyrd Skynyrd e l'addio precoce di un talento sterminato come quello di Sid Vicious

Tutte figure iconiche che hanno segnato profondamente almeno due generazioni e che oggi rientrano di diritto nella leggenda. Oltre a loro, vanno menzionate anche le dipartite di Cass Elliot, Dave Alexander, Tim Buckley, Keith Relf, Tommy Bolin e Keith Moon. 

venerdì 26 ottobre 2018

Fist of the North Star: il terrificante film su Ken il guerriero


Il cinema è da sempre la materializzazione dei nostri sogni grazie al fatto che è l'unico strumento di intrattenimento (a parte la tv) capace di dare a una storia tutto quello che serve: sonorità, dinamicità ma soprattutto realtà

In quanti spesso abbiamo pensato a una proiezione filmica del nostro fumetto o manga preferito, di un libro che ci ha tanto affascinati oppure di una cartone animato o anime che ci è piaciuto così tanto da diventare un'ossessione? Ebbene, a volte è meglio non desiderare cose simili, soprattutto se l'opera è tanto complessa quanto lunga da poter essere racchiusa in una singola pellicola cinematografica. 

Il problema tuttavia non è da ricondurre solo ai tempi di produzione cinematografica ma in particolar modo al budget che una major può avere a disposizione, concretizzando spesso la scellerata idea di realizzare adattamenti scadenti e lontani anni luce dalla trama originale di un prodotto, così lontani da stravolgere ogni particolare di quell'opera e tirare fuori  qualcosa che si trova a metà strada tra il basfemo e la violenza psicologica.

Uno degli esempi più eclatanti riguarda Hokuto No Ken, cioè il mitico Ken Il Guerriero, probabilmente l'anime che ha lasciato maggiormente il segno negli anni '80 per le tematiche profonde che gli hanno permesso di essere più volte recuperato nel tempo con nuovi manga e nuovi adattamenti animati. Un vero e proprio cult, un mito intramontabile che nel 1995 fu lanciato nel mercato home video dal regista Tony Randel (Hellraiser II) con il titolo Fist Of The North Star (in italiano Il Ritorno di Kenshiro).

mercoledì 24 ottobre 2018

Tekken 5: la rinascita di Jinpachi, la supremazia di Jin e l'indizio su Jun Kazama


La saga dei Mishima continua con nuovi interessanti risvolti, spettacolari colpi di scena e ritorni straordinari. Tekken 4 si è concluso con la vittoria canonica di Heihachi Mihima, il quale ha tuttavia fallito nel  piano di catturare Kazuya e Jin per i suoi esperimenti sul gene del diavolo. Nonostante l'ennesimo raggiro di suo nonno che gli ha impedito di poter completare la sua partecipazione al torneo, Jin incontra per la prima volta suo padre, ingaggiando uno scontro che lo vedrà vincitore su entrambi i parenti. 

Qui si ferma la trama del quarto capitolo e proprio da qui comincia quella del quinto, dove la Namco introduce il "primo" Mishima, nonché vero fondatore della Zaibatsu: Jinpachi, padre di Heihachi, scomparso misteriosamente quaranta anni prima e tornato in vita per mano di un'entità misteriosa probabilmente riconducibile al gene del diavolo.

martedì 23 ottobre 2018

Spot Nike, Good vs Evil: quando il Colosseo vide Cantona disintegrare il diavolo


Paolo Maldini, Eric Cantona, Patrick Kluivert, Luis Figo, Manuel Rui Costa, Jorge Campos, Ronaldo il fenomeno, Thomas Brolin, Edgar Davids e Ian Wright, tutti insieme in una partita di calcio che deciderà il destino del mondo contro le forze del male e all'interno dell'arena per eccellenza: il Colosseo.

No, non è semplice fantacalcio anni '90 o la squadra dei sogni creata a Winning Eleven o a Fifa, si tratta bensì del primo Nike Football Spot del 1995, cioè Good vs Evil, una pietra miliare della storia della comunicazione pubblicitaria che ancora oggi mantiene salde le sue radici proponendo, anno dopo anno, sempre più nuovi episodi che vedono protagonisti i migliori calciatori degli ultimi ventitre anni.

lunedì 22 ottobre 2018

Fake news e analfabetismo funzionale: quando i social fanno davvero paura


Le fake news sono alcuni dei maggiori pericoli che ognuno di noi può incontrare quotidianamente in internet, specialmente sui social network. Alcune di esse, a volte, appaiono come notizie perfette e apparentemente fondate per via di una serie di fattori legati all'esposizione, alla tematica e alle  descrizioni che spesso possono trarre il lettore in inganno: solo grazie al contributo di attenti esperti della comunicazione è possibile risalire a ciò che si nasconde realmente dietro a questi articoli. 

In altri casi, invece, circolano notizie e meme che scatenano la fantasia o peggio ancora l'ignoranza dei più stolti, coloro che nella maggior parte dei casi vengono catalogati come "analfabeti funzionali", cioè quella categoria di "nuovi mostri" che da tempo dominano la rete spaventando il mondo con affermazioni campate in aria, aberranti qualunquismi, frasi scontate sgrammaticate all'ennesima potenza e una saccenteria tale da indurre anche un premio Nobel a stracciare i propri titoli accademici per poi andare a lavorare presso qualche miniera di carbone sperduta in chissà quale angolo della Terra.

venerdì 19 ottobre 2018

Rayman 2 - The Great Escape: l'evoluzione di un classico indimenticabile


Voglio assolutamente parlarvi di uno dei videogiochi più belli a cui io abbia mai giocato e che ho avuto modo di recuperare nel di recente, durante il tempo libero: Rayman 2 - The Great Escape. Come tutti sicuramente sapete o avrete intuito, si tratta del sequel di Rayman, un platform 2D di successo pubblicato nel 1995 per console Atari Jaguar, Play Station, Sega Saturn e nel 1996 per PC

giovedì 11 ottobre 2018

Devilman vol. III: vecchie e nuove guerre, al via l'era del terrore


Eccoci a un nuovo appuntamento con il mondo di Devilman e del maestro Go Nagai. La nostra attenzione oggi sarà tutta incentrata sul volume III che si mostrerà abbastanza diverso per tematiche e contenuti culturali rispetto alle prime due stampe. 

All'inizio di questo percorso abbiamo potuto scrutare profondi influenze della cultura occidentale in Nagai, specialmente per i continui rimandi alla Divina Commedia di Dante, alla religione e demonologia cristiana, per non parlare anche dei riti e dei culti che ottenebrarono il Medioevo europeo, senza dimenticare le contaminazioni di artisti come Gustave Dorè e Francisco Goya nella realizzazione dei disegni dei suoi mostri. 

venerdì 28 settembre 2018

Tombi: una straordinaria avventura tra mondi fantastici, maiali cattivi e quest


Chi è nato negli anni ottanta e (come me) ha vissuto gran parte della propria preadolescenza negli anni 90' non può essere che un nostalgico, uno di quelli che vive per ricordare i momenti belli di un periodo storico che mai più tornerà. Quando la voglia di rivivere il passato prende il sopravvento, allora non puoi fare altro che ripescare la tua vecchia Play Station e recuperare uno dei giochi più originali che abbia mai visto in tutta la tua vita. 

Nel mio caso, qualche giorno fa mi è capitato di rivivere la folle avventura di Tombi, un ragazzino selvaggio dai capelli rosa la cui missione è liberare le terre in cui è nato e cresciuto dall'invasione di un esercito di maiali cattivi

sabato 22 settembre 2018

Tekken 4: il ritorno di Kazuya e la guerra per la conquista del gene del diavolo


Scusate l'attesa ma finalmente, dopo un periodo di impegni improrogabili, ecco che riprende la nostra rubrica dedicata alla ricostruzione della saga di Tekken e della famiglia Mishima, protagonista di una lotta all'ultimo sangue che ancora lascia molti punti interrogativi sull'esito finale.

Oggi dedicheremo spazio al quarto capitolo della saga che rimetterà il giovane Jin (vincitore del terzo torneo) faccia a faccia non solo con suo nonno Heihachi ma anche con il suo passato e le sue origini sia umane sia demoniache. Inutile girarci intorno: dopo 22 anni lontano dalle scene, Kazuya Mishima sconvolge i fans di Tekken tornando più cattivo e spietato che mai, mosso dall'obiettivo di assorbire il lato oscuro del figlio Jin ed eliminare l'odiato padre una volta per tutte. 

venerdì 21 settembre 2018

Death In Music 1972-1973: dallo sfortunato Rory Storm alla "strage" dei Byrds




Torna la rubrica Death In Music, alla scoperta delle anime più tormentate e sfortunate della storia della musica mondiale. La scorsa volta abbiamo parlato della maledizione del soul e del Club27, toccando argomenti delicati come i decessi di Janis Joplin, Jimi Hendrix e Jim Morrison. 

In questo nuovo articolo ci soffermeremo sul molti artisti che ai più possono sembrare sconosciuti, ma in realtà hanno avuto un ruolo importante negli anni 70', specialmente per i cambiamenti in vista che avrebbero visto un totale distacco dalla vecchia tradizione anni '60. Gli eccessi e l'ironia della sorte fanno da padroni a coloro che hanno dovuto dire addio troppo preso ai loro cari e ai loro fans tra il 1972 e il 1973.


1972: Linda Jones, Leslie Harvey, Clyde McPhatter, Brian Cole, Rory Storm, Billy Murcia, Raymond Jackson, Berry Oakley, Danny Whitten

La prima artista, vittima di una morte tanto prematura quanto tragica, è la cantante soul Linda Jones che il 14 marzo 1972 entrò a far parte del Club27 in seguito al suo decesso dovuto da complicazioni legate ai suoi problemi di diabete. La Jones nacque il 14 dicembre 1944 a Newark, da una famiglia di cantanti gospel che formarono i Jonas Singer

Il primo successo di questa brava interprete della musica anni 60' è sicuramente la ballad Hypnotized, da cui trasse anche il nome per il suo primo album datato 1967. Fu un successo straordinario che la rese celebre in tutto il mondo, occupando la posizione numero 4 della classifica R&B Billboard. Tra gli altri brani che hanno fortificato nel tempo la sua fama e il suo talento si ricordano anche What've I Done, Give My Love A Try, I'll Be Sweeter Tomorrow, That's When I'll Stop Loving You, Stay With Me Forever, Not On The Outside, Your Precious Love. Morì a 27 anni mentre dormiva, probabilmente per motivi legati a problemi di diabete che non le diedero mai tregua. 




Morire sul palco è sicuramente la fine che ogni musicista desidererebbe fare, tranne nel caso in cui si passa a miglior vita dopo essere stati folgorati dalle scariche rilasciate da un microfono bagnato. E' successo al giovane Leslie Harvey, chitarrista degli Stone The Crows deceduto il 3 maggio 1972. Indovinate un po' l'età? 27 anni!

Nato a Glasgow, in Scozia, il 13 settembre 1944 e fratello di Alex Harvery, Leslie legò la sua vita soprattutto alla rock band degli Stone The Crows, ma prima di questo passaggio passò molto tempo tra un gruppo e l'altro: si ricordano la Alex Harvey Soul Band, i Blues Council (sciolti nel 1965 in seguito alla morte di due componenti a causa di un incidente) e i Cartoone. Tra un'esperienza e l'altra, Leslie Harvey prese dunque parte a singoli come Baby Do Not Look Down (Blues Council), Railroad (Cartoone). 

Ebbe addirittura l'occasione di poter a entrar a far parte degli Animals, ma rifiutò. Il 13 settembre 1944, durante una giornata piovosa mentre era impegnato a fare delle prove per un concerto, il giovane chitarrista rimase fulminato dopo aver raccolto ingenuamente un microfono da una pozzanghera accumulatasi sulla base legnosa. Leslie riportò diverse ferite e nonostante svariati tentativi da parte dei medici non riuscì a scampare alla morte. 




Per quanto faccia male ammetterlo, morire per un attacco di cuore a soli 39 anni è una cosa più che possibile e comune: questo è successo al povero Clyde McPhatter, abile cantante specializzato nei generi Rhythm and Blues, Soul e Rock And Roll, nonché membro del famoso quintetto Billy Wards & The Dominoes e cofondatore dei Drifters. Proprio con quest'ultimo gruppo ha raggiunto l'apice della sua carriera grazie a lavori come Money Honey e Such A Night

Per questo motivo, nel 1956, decise di avviare la carriera da solista con la Atlantic Records, la quale, contribuì alla realizzazioni di canzoni come Trasure Of Love, Without Love e Come What May. Dal 1964 cominciò ad aver seri problemi con l'alcol che probabilmente contribuì alla sua morte avvenuta il 13 giugno 1972 per un attacco di cuore che lo stroncò sul nascere. 




Brian Cole, bassista degli Association, morì il 2 agosto 1972 per overdose di eroina a 29 anni, lasciando così tre figli. Il secondogenito Chandler fa attualmente parte dell'ex band del padre occupando il ruolo di chitarrista e vocalist, mentre il più giovane Brant è il batterista dei Blackout Trust




Rory Storm è stato certamente uno dei talenti più sfortunati della musica inglese a cavallo tra gli anni 50' e gli anni 60'. E' stato fondatore e leader della rock band Rory Storm and The Hurricanes che si è esibita a Liverpool proprio negli anni in cui i Beatles avviarono la loro scalata verso il successo mondiale. Ringo Starr, prima di passare dalla parte di John Lennon e Paul McCartney, fu il primo batterista a esibirsi con il gruppo di Rory

Gli Hurricanes tuttavia non riuscirono mai ad avviare una vera e propria carriera discografica, particolare piuttosto grave se si tiene presente che all'epoca erano tra le realtà più promettenti del rock britannico. Purtroppo incisero pochissimi pezzi e nessuno di questi venne pubblicato, se non dopo la morte del loro leader, avvenuta il 28 settembre 1972 per suicidio o presunto tale. 

Dopo la morte di suo padre, infatti, Rory Storm decise di tornare a vivere con sua madre ma nei mesi successivi contrasse un'infezione al torace che lo costrinse a prendere dei sonniferi per poter dormire: il giorno dopo venne ritrovato morto insieme a sua madre, probabilmente deceduta dopo aver scoperto la tragica fine del figlio. 

Stando all'autopsia, Storm non avrebbe ingerito un numero di sonniferi tale da ucciderlo ma alla fine fu stabilito che la causa del decesso fosse riconducibile al suicidio. Aveva 34 anni. Vi propongo uno dei pochi pezzi venuti a nostra conoscenza: Somethin' Else.




La droga e l'alcol, ma soprattutto la follia umana, possono essere bestie letali specialmente per chi brucia le tappe troppo in fretta. E' il caso di Billy Murcia, classe 1951, batterista dei New York Dolls scomparso il 6 novembre 1972 a soli 21 anni per un mix fatale di droga e alcol durante una festa.




Raymond Jackson è stato uno dei più importante interpreti e produttori del Rhythm and Blues degli anni '60 e morì a 31 anni. Ha passato gran parte della sua vita a esibirsi come solista oppure insieme ad artisti del calibro di Homer Banks, Crutcher e Carl Hampton. E' ricordato per successi come Who's Making Love (scritta da lui ma cantata da Johnyy Taylor), (If Lonving You Is Wrong) I Don't Want To Be Right e If You're Ready. Passò a miglior vita il 10 novembre 1972 in un incendio. 



La storia di Berry Oakley è una delle più commoventi e tristi. Fu tra i fondatori del gruppo americano The Allman Brothers Band, svolgendo il ruolo di bassista e voce. Oakley, oltre ad essere un grande amico dei fratelli Duane e Gregg Allman, dimostro di essere uno degli elementi più preziosi specialmente nella realizzazione di hit come In Memory Of Elizabeth Reed e Whipping Post.

Oakley dimostrò in numerose occasioni che la band era tutto per lui, a tal punto che fece sempre di tutto per far sì che essa restasse sempre unita. Tuttavia, la morte dell'amico Duane, avvenuta il 29 ottobre 1971 per un incidente stradale, sconvolsero non poco il giovane Berry, il quale decise di riversare la propria frustrazione sull'alcol. 

Manco a farlo apposta, morì l'11 novembre 1972 in seguito a un incidente in moto a Macon, proprio nelle zone in cui l'amico Duane perse la vita un anno prima. Dopo essersi schiantato contro un bus, il bassista si alzò dal suolo dichiarando di non essersi fatto nulla ma tre ore dopo si vide costretto a correre in ospedale, dove morì per emorragia cerebrale: stando ai medici, se Oakley si fosse presentato molto prima al pronto soccorso, non avrebbe comunque avuto modo di salvarsi vista la grave ferita riportata alla scatola cranica. 




Il 18 novembre 1972, il gruppo musicale Crazy Horse e Neil Young dissero addio a un grande amico e collega: Danny Whitten. Whitten fu uno dei fondatori della banda e dimostrò di essere uno dei chitarristi più talentuosi della sua generazione, a tal punto la lasciare una grande eredità come I Don't Want To Talk About It che venne ripresa in più occasioni da cantanti del calibro di Rod Stewart e Rita Coolidge. Morì per un'overdose di alcol e valium a 29 anni esatti, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore e nella mente di chi aveva avuto modo di lavorare con lui e di essere suo grande amico.






1973: Charlie "Redman" Freeman, Ron "PigPen" McKernan, Clarence White, Jimmy Radcliffe, Paul Williams, Gram Parsons, Jim Croce, Maury Muehleisen, John Rostill, Bobby Darin

Il 1973 è stato sicuramente uno degli anni più neri e sfortunati del nuovo decennio. Molte figure importanti sono morte, indipendentemente dal ruolo che avevano avuto all'interno di un gruppo. Chuck Berry, infatti, subì un vero e proprio colpo al cuore quando il suo amico e chitarrista in sessionman Charlie Freeman, detto Redman, morì il 31 gennaio dopo essere affogato nel suo stesso vomito provocato da un mix devastante di droghe.

Ron "PigPen" McKernan, cantante e musicista americano legato ai Grateful Dead, morì alla maledetta età di 27 anni l'8 marzo del 1973 per un'emorragia gastrointestinale, a quanto pare legata alle conseguenze nefaste che l'alcol ebbe sul suo corpo. 

Classe 1945, McKernan era un appassionato di blues e la sua musica fu influenzata da diversi stili e generi. Nella sua carriera, PigPen e i Grateful Dead pubblicarono circa 9 album, poi vennero realizzati molti altri lavori e raccolte postume.




L'estate del 1973 fu particolarmente calda soprattutto per il gruppo inglese dei Byrds che videro morire prima il loro chitarrista 29enne Clarence White (deceduto il 14 luglio a Palmdale dopo essere stato investito da un camionista ubriaco poco dopo un concerto tenuto in California dal gruppo) e dall'ex pianista e chitarrista Gram Parsons (scomparso a 26 anni per overdose).




In mezzo alla scomparsa di White e Parsons troviamo la dipartita di Jimmy Radcliffe e Paul WIlliams. Radcliffe è stato uno dei personaggi più completi del panorama musicale americano degli anni 50' e 60'. Nato New York City il il 28 novembre 1936, è passato agli annali per titoli come My Ship Is Coming In e Long After Tonight Is All Over. Proprio quest'ultima, venne considerata un cult soltanto molti anni dopo la sua morte, avvenuta il 27 luglio 1973 per via dei problemi di peso che prima lo costrinsero alla rimozione di un rene, poi ne complicarono le condizioni cliniche portandolo in breve tempo ad abbandonare amici e parenti.

Paul Williams, invece, era il cantante e il coreografo del complesso soul e pop The Temptations, con il quale ottenne le maggiori soddisfazioni della sua vita. Tuttavia, per colpa di numerosi problemi personali e complicazioni legate alla sua salute, nel 1973 fu costretto a lasciare il gruppo. Nessuno però avrebbe mai immaginato che il 17 agosto potesse verificarsi qualcosa di terrificante: Williams fu ritrovato morto suicida a bordo della sua auto, a quanto pare aveva deciso di farla finita sparandosi.







A 30 anni invece ci lasciò Jim Croce, uno dei massimi esponenti della musica folk rock di quegli anni. Croce conquistò le classifiche di tutto il mondo grazie a singoli come Bad, Bad Leroy Brown e Time in a Bottle, ma non vanno dimenticati anche Operator e Photographs and Memories contenute nell'album You Don't Mess Around With Jim. Morì il 20 settembre in un incidente aereo.




Maury Muehleisen morì proprio sullo stesso volo di Jim Croce, infatti, i due collaboravano da un po' di tempo in occasione dei concerti dello stesso Croce. Muehleisem aveva 24 anni e nella sua discografia troviamo l'album Gingerbreadd.



John Rostill è stato il bassista e uno dei compositori degli Shadows. Giocò un ruolo importante nella realizzazione di successi come "The Rise and Fall of Flingel Bunt", “Genie with the Light Brown Lamp", "I Could Easily Fall (In Love with You)""Time Drags By". Ha scritto anche numerosi testi in favore di Elvis Presley. Morì il 26 novembre 1973 all'età di 31 anni per un'overdose di barbiturici.




Chiudiamo con Bobby Darin, attore e cantante statunitense abituato a muoversi tra le note del jazz, dello swing e del pop. Il successo mondiale arrivò con l'interpretazione di varie canzone, come ad esempio Beyond The Sea e Mack The Knife. Morì 37enne dopo una lunga malattia al cuore che lo indusse a sottoporsi a numerosi interventi, fino a spegnersi il 20 dicembre 1973 a Los Angeles.





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- Death In Music '60n Part I: dall'incidente Belvinall'omicidio di Sam Cooke;
- Death In Music '60 Part II: da Richard Farina ai casi Luigi Tenco e Brian Jones;
- Death In Music 1970-1971: le maledizioni del soul e del Club 27; 

venerdì 18 maggio 2018

Tekken 3: l'affermazione di Jin e la nuova generazione di combattenti


Dopo il secondo Iron Fist Tournament la situazione in casa Mishima, almeno per quanto riguarda il controllo della Zaibatsu, è ormai chiara: Kazuya è morto ed Heihachi è tornato al potere. Sembra che a nulla sia valsa la vendetta del giovane guerriero nel primo capitolo della saga, dato che il conflitto interiore che l'ha messo in crisi per tutta la durata del secondo torneo l'ha portato ad una fine ingloriosa.

Tuttavia, Tekken 3, ambientato quasi 20 anni dopo Tekken 2, lancerà nuove domande e darà alcune risposte in merito ad alcune novità emerse nelle trame precedenti, come nel caso della relazione amorosa tra Kazuya e Jun Kazama, la lotta tra Devil e Angel, il nuovo impero dello spietato Heihachi. Jin sarà il nuovo protagonista della fortunata serie di picchiaduro targata Namco e dimostrerà di essere un degno erede del clan Mishima ma anche un saggio precursore dei principi dello stile Kazama.

lunedì 14 maggio 2018

Devilman Vol. II: lo scontro con l'arpia Silen tra demonologia, mitologia ed eros


Nel primo articolo che ha avviato questa analisi approfondita del manga Devilman di Go Nagai, siamo rimasti con il fiato sospeso per via dei fatti accaduti durante il sabba che ha visto il nobile Akira trasformarmi in Devilman e il povero Ryo cadere sotto l'attacco dei demoni. Per loro e nostra fortuna, nel secondo volume, scopriamo che i due amici sono sopravvissuti al massacro: Akira ha dominato Amon ed è tornato alla vita quotidiana nell'attesa che le cose prendano una certa piega; Ryo è soltanto svenuto ed è stato portato in salvo dall'amico.

Negli scorsi giorni abbiamo potuto ammirare quanto sia vasta la preparazione del maestro Nagai in merito alla tradizione religiosa e letteraria dell'occidente, a partire dai culti e dai miti medioevali fino a giungere alla Divina Commedia di Dante, il tutto perfettamente sfruttato grazie alla genesi dei demoni, cioè alla creazione di una specie infernale che abitò la terra nel periodo mesozoico insieme ai dinosauri e quindi prima che l'uomo facesse la sua comparsa. 

Il fumettista giapponese ha dato una sua spiegazione del male, scavando a fondo nell'animo umano per arrivare a toccare i suoi timori, le sue ossessioni ma soprattutto le sue paure più profonde, materializzatesi attraverso la riproduzione di mostri che rimandano alle tavole del pittore Goya e alle incisioni di Gustave Dorè








Passiamo adesso al secondo volume, all'interno del quale non solo riscontreremo ancora la presenza di riferimenti religiosi e mitologici legati al continente europeo, ma anche i primi passi di Devilman in un mondo che non sarà più lo stesso, dato che Akira dovrà tenere segreta la propria identità ed evitare che gli esseri umani cadano vittime dell'ondata distruttiva che rischia di spazzarli via. Akira comincerà a conoscere i ricordi del suo lato oscuro attraverso incubi terrificanti e nel contempo dovrà tenere a bada il desiderio di lotta che lo rende desideroso di uccidere, riuscendo però a non confondere gli umani con i demoni (e questo è già un segnale positivo per Ryo). Devilman dovrà inoltre scontrarsi con un nemico molto temibile, l'arpia Sirene che rivelerà al lettore piccoli dettagli inerenti al passato di Amon e alla presenza dei demoni sulla terra. 



LA TRAMA DEL VOLUME II

Dopo il sabba che ho permesso ad Akira di unirsi ad Amon, vediamo la storia riprendere esattamente come era cominciata: Akira sta tornando a casa con Miki dopo la scuola. La ragazza ha notato il vistoso cambiamento dell'amico, il quale, cammina per strada con la divisa sbottonata all'altezza del petto e presenta uno sguardo più tenebroso e minaccioso. 

A Miki sembra non dispiacere il nuovo Akira e comincia a prenderlo in giro facendogli qualche complimento, complimenti che vengono presi dal diretto interessato con un certo imbarazzo, a dimostrazione che del suo lato umano è rimasto ancora molto: infatti, è in grado di arrossire quando Miki gli dice di sembrare più "fico". Ebbene, il siparietto è destinato a scomporsi quando i due si imbattono di nuovo nei tre bulli del giorno prima, arrabbiati ancora per l'umiliazione inferta loro dall'intervento di Ryo

Miki, convinta che Akira sia cambiato solo nell'aspetto ma non nel coraggio, si fa avanti impugnando un'arma da taglio nascosta nella borsa, ma lo stesso Akira interviene chiedendole di farsi da parte e stendendo i tre tipi usando la sola mano sinistra. Miki è prima incredula poi si complimenta gettandosi su di lui per abbracciarlo. 






La scena si sposta di notte, mentre tutti dormono e Akira è alle prese con un incubo: si aggira nudo per una terra ghiacciata, le cui pareti crollano all'improvviso per rivelare una figura nera a tre teste  il re dei demoni Xenon?) che spaventa a morte il ragazzo. Miki, che dalla sua stanza ha avvertito le urla dell'inquieto dormiente, lo sveglia riportandolo alla realtà e rincuorandolo. 

Il buon umore torna subito appena parte un'altra scenetta tra loro, rivelando il carattere birichino, malizioso ma per nulla volgare due due amici, i quali, essendo nel pieno dell'adolescenza, avvertono una certa attrazione tra loro. Due battute, qualche sguardo e Miki torna in camera sua mentre Akira si immerge in una profonda riflessione per capire chi fosse mai quella sinistra figura incontrata nei suoi sogni.



Al mattino seguente, a bordo della sua moto (che non si capisce da dove sia sbucata), Akira si reca in ospedale per far visita a Ryo, ancora convalescente dopo l'attacco dei demoni ma già perfettamente in grado di muoversi nonostante abbia riportato una ferita seria. 

Ryo chiede ad Akira come sia convivere con un demonio dentro e quest'ultimo gli risponde di sentirsi bene, ha sempre voglio di fare a pugni e che non vede l'ora di rimettersi in gioco. Akira gli parla poi dell'incubo avuto nella notte e di quella strana entità che rischiava di schiacciarlo insieme ai macigni di ghiaccio: secondo Ryo non si tratterebbe di una semplice manifestazione onirica, bensì dei ricordi di Amon, la cui mente ormai è fusa a quella di Akira.

Ryo gli domanda ancora se ha paura di quel demone e Akira si mostra eccitato dall'idea di doverlo incontrare un giorno e ucciderlo. Ryo sembra preoccupato per il manifestarsi di alcuni atteggiamenti dell'amico.



Arriva di nuovo sera e i demoni fanno la loro comparsa per le strade della città, divorando donne e bambini e provocando incidenti stradali. In casa Makimura si respira comunque un'aria tranquilla e solare grazie a Miki che racconta alla famiglia i particolari della rissa di Akira contro i bulli: conosciamo quindi la famiglia adottiva del protagonista composta dai genitori di Miki e dal fratellino Tare. Nel frattempo, sotto la luna crescente, l'arpia Sirene arriva in città giurando vendetta a Devilman, l'essere che ha osato soggiogare il grande Amon

Sirene convoca due suoi scagnozzi, Ghelmer (un demone dell'acqua) e Agwell (un demone capace di spostarsi a suoi piacimenti lungo i pavimenti e i muri senza essere notato), i quali dovranno entrare in casa di Akira e Miki per uccidere tutti. Sirene è intenzionata ad arrivare fino in fondo usando ogni mezzo a sua disposizione e non esita a maledire casa Makimura augurando morte e distruzione (ricordate bene questo passaggio per i prossimi volumi).



Miki, intanto, è intenta a farsi un bagno caldo mentre Akira è in camera sua cercando di dare una spiegazioni agli strani presentimenti che invadono il suo corpo, come se fosse consapevole che qualcosa di cattivo stia per accadere, un qualcosa che nel contempo lo sta caricando al massimo per indurlo a desiderare un combattimento contro un nemico. 

Sirene, dal canto suo, sembra preoccupata nell'affrontare Devilman, dato che egli possiede i poteri di Amon, famoso tra i suoi simili come "il massacratore dell'Inferno", quindi una leggenda delle cronache maligne e dell'esercito di Lucifero.

Sirene si fa coraggio, sa di essere una delle guerriere più forti dai tempi della comparsa dei demoni sulla terra, perciò riesce a trovare le giuste motivazioni per mantenere la calma e aspettare la resa dei conti. Ghelmer è il primo a muoversi e attacca Miki mentre è nuda a fare il bagno, perciò tenta di affogarla usando il potere dell'acqua, senza immaginare cosa stia facendo il suo vero nemico dall'altra parte dell'abitazione. 

Akira avverte il gong della battaglia e corre immediatamente a soccorrere la famiglia che ha subìto anche l'attacco di Agwell. I genitori di Miki sono stati imprigionati al soffitto e alle pareti, solo il piccolo Tare è riuscito a salvarsi e a mostrare lo strano fenomeno appena verificatosi. Akira mette al sicuro il bambino e corre a salvare Miki riuscendo prima a respingere e poi a uccidere sia Ghelmer sia Agwell







Convinto che tutto sia finito, nel momento in cui Akira mette Miki a letto per farla riposare, Sirene irrompe sfondando il tetto di casa e afferrandolo con gli artigli inferiori per portarlo via e tentare di ucciderlo: la demonessa infatti è in grado di usare delle onde elettriche che impediscono ad Akira di potersi trasformare. 

Tuttavia, mentre i due planano in prossimità dei boschi, Ryo interviene sparando all'arpia e liberando l'amico dalla sua morsa: per qualche ragione ignota, Ryo si è svegliato capendo che Akira era in pericolo per via dell'arrivo di Sirene sulla terra. Sirene reagisce agli spari rilasciando gli artigli del braccio destro che bloccano l'umano al pavimento, mentre Akira riesce a liberarsi e a trasformarsi in Devilman (per la prima volta vediamo che è munito di ali), mostrando inizialmente una forza che il nemico non si sarebbe mai aspettato. 

L'inizio dello scontro vede Sirene subire gli attacchi incontrollati di Devilman che è in grado di evitare i suoi colpi e a prevedere ogni sua mossa. Tuttavia, quando Devilman è pronto a strappare le ali a Sirene e porre fine alla sua esistenza, l'arpia riesce a richiamare l'arto che blocca Ryo (rimasto ferito e privo di sensi) per potergli tranciare un braccio e poi colpirlo nuovamente allo stomaco.

Per Devilman sembra che le cose si stiano mettendo male, poi capisce che per fermare il fendente "boomerang" deve prima di tutto bloccare le antenne che Sirene porta sulla fronte e che le servono per controllare l'arto in movimento. Devilman, quindi, utilizza le proprie antenne per interagire con quella della demonessa, evitare il colpo e far sì che questo colpisca in pieno la sua stessa padrona. 

Sorpresa dal rocambolesco cambiamento degli scenari, Sirene accusa il colpo vomitando sangue come una fontana ma questo a Devilman non basta, perciò si scaglia ancora su di lei per strappare una delle ali che sovrastano il capo e quindi ferirla mortalmente.








Ormai sconfitta, incapace di reagire e con mezza testa mozzata, l'arpia invoca Xenon per ricevere l' aiuto e la forza per poter abbattere l'ostacolo, così fa la sua comparsa il demone Kaim (simile a un rinoceronte) che le chiede di fondersi con lui in maniera tale da poter vendicare ogni torto subito. 

Sirene, consapevole di essere gravemente ferita e di non avere più speranze, invita Kaim a rivedere la sua proposta perché rischierebbe di morire insieme a lei qualora la sua volontà dovesse sovrastare quella dell'amico. 

Kaim è consapevole della scelta ma è disposto a sacrificarsi, sottolineando che la bellezza di Sirene sia ancora evidente nonostante le ferite e il sangue: da solo si stacca la testa e permette all'arpia di avviare la fusione. 



Ne esce fuori una creatura cornuta cavalcata dal busto della demonessa, la quale, avendo il controllo della situazione, riesce a caricare Devilman e a trafiggerlo con uno dei suoi corni. Devilman accusa il colpo, vomita sangue, recupera le sembianze umane e attende che Sirene gli sferri il colpo di grazia, un colpo che sembra non arrivare visto l'improvviso stop della nuova creatura. 

Akira si risveglia il mattino seguente tra le cure di Ryo e un corpo praticamente rimesso a nuovo, infatti, le sue ferite sono guarite in un lampo e addirittura il braccio è tornato al suo posto come se nulla fosse successo. Ryo gli spiega di averlo soltanto bendato e di non aver fatto nulla di particolare, poi gli fa notare perché Sirene non l'ha finito: nonostante l'unione con Kaim è morta in piedi dopo l'ultimo attacco a Devilman. Sotto i tenui raggi del sole nascente, Akira ammira l'infinita bellezza di Sirene ormai priva di vita ma morte con orgoglio. 



L'ANALISI

Il secondo volume, pur se composto da 226 pagine, risulta molto più scorrevole e diretto per via delle lunghe sequenze d'azione che compongono quasi tutto il fumetto, a discapito invece dei dialoghi che hanno caratterizzato tutto il primo volume di Devilman

In questa sede, notiamo non solo il nuovo Akira nei suoi primi veri combattimenti contro nemici fortissimi, ma anche gli ennesimi riferimenti culturali che Go Nagai ha continuato a inserire nel suo manga più famoso, alcuni dei quali riconducibili anche alla sua stessa produzione lavorativa.

Partiamo dalle prime pagine dove rivediamo la stessa scena iniziale del primo volume, cioè Akira e Miki che tornano a casa dopo la fine delle lezioni. Abbiamo modo di osservare meglio il profilo del protagonista che presenta delle "fossette" demoniache intorno agli occhi, sopracciglia più folte, un sguardo più cupo e una struttura fisica più muscolosa. 

Oltre i cambiamenti fisici, in lui sono mutati anche alcuni elementi comportamentali, come ad esempio il portamento, il modo di camminare e il linguaggio. La bella Miki nota che in lui qualcosa è cambiato ma riesce a scrutare quel ragazzo timido e impacciato appena gli rivolge un complimento: Akira infatti arrossisce e si lascia coccolare da Miki proprio come è successo in passato, ancora prima di diventare mezzo demone




Buone notizie dunque per Ryo e in particolare per lo stesso Akira che riesce a mantenere un atteggiamento umano nonostante i segni della fusione con Amon siano evidenti ma non percettibili da chi disconosce la realtà dei fatti, come nel caso di Miki. Poco dopo però rivediamo un Akira aggressivo quando mette fuori combattimento i tre bulli, limitandosi tuttavia a batterli con una sola mano ed evitando di infierire su di loro. 

A mio parere, anche questo è un buon segno perché vuol dire che è capace di distinguere l'istinto di lotta umana da quella demoniaca. Per il resto, il giovane mostra sicurezza, carisma e grande temperamento, tutte caratteristiche acquisite in seguito ai fatti della notte prima durante la cerimonia del sabba.

Probabilmente, a permettergli di mantenere il controllo sulla rissa sarà stata anche Miki che, notando lo stato di stordimento dei bulli, capisce di poter cantare vittoria e complimentarsi con Akira per la bella lezione data a loro: anche in questo caso egli arrossisce facendo sparire per un attimo quei tratti diabolici che gli contornano gli occhi.



Passiamo adesso alla scena dell'incubo, durante il quale Akira si ritrova in mezzo ai ghiacciai ad affrontare un'ombra dotata di tre teste. Che sia Lucifero? Chi legge per la prima volta Devilman e magari conosce bene la Divina Commedia è consapevole che Dante, nel Canto XXXIV, descrive l'angelo decaduto come un essere orribile, bloccato in mezzo al ghiaccio e dotato di tre teste e tre bocche. 

Ebbene, la sinistra figura che vediamo nel manga sembra proprio rimandare a Dante, con la sola differenze che Go Nagai ci mostra Lucifero nel momento in cui è riuscito a liberarsi dalla sua prigionia ultramillenaria. C'è un particolare però da evidenziare: quello che potrebbe essere pensato come Lucifero, non presenta tre teste, bensì quattro. Osservando attentamente l'immagine, si notano altri due occhi sul petto del demone, particolare che mette per un attimo in dubbio il rifacimento a Dante e che otterrà risposta soltanto nei prossimi volumi. 

Ad ogni modo, secondo la mia opinione, vista comunque la somiglianza tra questa parte di Devilman e i versi dell'Inferno, credo che Nagai l'abbia utilizzato come espediente per creare tensione, ingannare il lettore e preparare l'effetto sorpresa che esploderà come una bomba nell'ultimo tankobon. Resta il fatto però che in questa parte viene più volte menzionato un certo Xenon, il grande re dei demoni che potrebbe rivelarsi non solo come l'entità apparsa in sogno ad Akira ma anche il nemico principale da temere.



Nell'attesa di capire chi si nasconda dietro questa misteriosa rivisitazione del diavolo dantesco, vorrei soffermarmi al momento in cui Miki desta Akira dal suo terrificante sogno e intraprende una nuova conversazione con lui, a tratti piccante e a tratti romantica. 

Nel momento in cui la ragazza si complimenta per l'ennesima volta per la vittoria riportata ai danni dei bulli, ecco che gli si siede vicino chiedendogli, rossa in viso, se vuole che lei dorma con lui per il resto della notte e fargli dunque compagnia nel caso dovesse avere nuovi incubi. Ecco che torna il timido Akira, precisando che dormire insieme non sarebbe una mossa tanto saggia vista la loro età e visto che lo stesso Akira è ospite loro, quindi non vorrebbe recare offesa a suo padre. 

La tanto divertente quanto dolce scena viene smorzata nel momento in cui Akira esclama di vedere le grazie di Miki da sotto la sua veste: sinceramente non capisco come abbia fatto poiché si tratta di una veste da notte tutta d'un pezzo e per nulla aderente, però è innegabile che Nagai abbia comunque accentuato qualche forma del corpo di Miki per imprimere quel pizzico di pepe anche agli occhi del lettore. Alla fine la ragazza gli molla un simpatico ceffone e gli augura buona notte e sogni d'oro. Che tipo di sogni? Guardate voi stessi la risposta di Akira.




Akira però torna subito a ponderare su quanto visto in sogno ed è consapevole di aver avuto seriamente paura dinanzi a quell'enorme sagoma. Detto ciò, il giorno dopo si reca da Ryo mostrando segni di aggressività smisurata e la voglia di fare a pugni con qualcuno. 

Esclama addirittura "è bello essere violenti, mi eccita!" ma Ryo non riesce a vedere quello che abbiamo visto noi lettori in precedenza, per questo motivo è normale vederlo particolarmente preoccupato ma anche rincuorato perché le cose, almeno per il momento, stanno procedendo esattamente come aveva previsto. Tuttavia, concentrandoci sulla figura di Ryo come se stessimo leggendo il manga per la prima volta, viene da porsi un paio di domande: perché lui non è stato posseduto da nessun demone? E perché le sue ferite sono guarite nel giro di pochissimo tempo? 

Il semplice svenimento e il fatto di avere un ottimo fisico potrebbero essere risposte apparentemente sensate perché è innegabile che Ryo, durante il sabba, avesse tutti i requisiti per unirsi a un demone, infatti, era alterato dall'alcol drogato e aveva perso la ragione nel momento in cui aveva nutrito la malsana idea di ferire i partecipanti alla cerimonia con una bottiglia di vetro rotta. Quale sarà mai il vero ruolo di questo personaggio e come potrà aiutare Akira se è un semplice essere umano? Le risposte le conosciamo già ma c'è anche chi non le sa, quindi, mi raccomando... fate i bravi.



Arriva dunque il momento degli scontri. Go Nagai ci presenta tre personaggi: l'arpia Sirene, Ghelmer e Agwell. Sirene è una potente demonessa che sembra in qualche modo legata affettivamente ad Amon ed è stata disegnata in maniera diversa rispetto alla sua classica rappresentazione riconducibile alla mitologia greca.

Sirene di Go Nagai è una bellissima donna nuda lievemente coperta nella zona delle parti intime (forse da uno strato peloso o da altro) ed è caratterizzata da due grandi ali bianche posizionate sulla testa e da artigliate zampe di uccello rapace al posto degli avambracci e delle gambe. Per convocare i suoi sicari provoca addirittura un forte vento, simile a una tempesta. In effetti, nel mito greco il nome delle arpie è collegabile alla personificazione della tempesta ma il loro aspetto è ben diverso da come ce lo mostra Nagai

In origine, le arpie erano creature mostruose dotate di un corpo interamente da uccello e la sola testa di donna. Tuttavia, nei secoli ci sono state non poche rivisitazioni riguardo il loro aspetto fisico, infatti, alcuni narratori le hanno sempre di più umanizzate fornendo loro il corpo di uccello ma testa e seni tipici di una vera donna, fino ad arrivare a figure che presentassero una corporatura più umana e quindi simile alla concezione di Nagai.

L'arpia Sirene è evidentemente il risultato di queste rivisitazioni, servite probabilmente anche per fornire una connotazione più erotica di questa figura che l'autore di Devilman riprende lasciando intendere quanto sia importante per lui mettere a nudo le due "donne" (come nel caso di Miki) e le sue "demonesse". 

Nel primo volume infatti, abbiamo potuto notare la vena erotica di Nagai quando ci siamo imbattuti nelle tre demonesse che riportavano malformazioni e mutazioni nelle loro zone più intime come la vagina o i capezzoli, forse per mettere in risalto anche il lato più perverso dei demoni possessori. Sirene invece è stata rappresenta con un eros diverso, tradizionale, quasi romantico vista la sua brillantezza e la sua lucentezza: nonostante l'aspetto minaccioso è di una bellezza a dir poco unica. 

Tornando però alle menzioni, vediamo dunque Nagai rompere gli schemi con il cristianesimo e dare spazio anche al mito greco. In realtà, c'è molto della nostra cultura anche in questo caso dato che le arpie vengono menzionate nel Libro XX dell'Odissea, nell'Eneide di Virgilio, nell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e, guarda caso, nel canto XIII dell'Inferno di Dante.

« Quivi le brutte Arpie lor nidi fanno,
che cacciar de le Strofade i Troiani
con tristo annunzio di futuro danno.

Ali hanno late, e colli e visi umani,
piè con artigli, e pennuto 'l gran ventre;
fanno lamenti in su li alberi strani. »

Ecco che ritroviamo le arpie, e quindi la stessa Sirene, nel mondo del sommo poeta. Per la precisione siamo nel settimo cerchio, in un bosco tenebroso, dove sono imprigionati e puniti i suicidi. Qui, le arpie hanno costruito i loro nidi e vengono descritte come previsto dalla tradizione greca. Il loro compito è quello di rompere i rami degli alberi e mangiare le loro foglie, provocando così immenso dolore ai dannati che risultano dunque imprigionati nelle piante. 

In un certo senso, il compito di Sirene sarebbe quello di portare dolore e disperazione in casa dei Makimura e lo fa annunciando immani disgrazie poco prima che Ghelmer e Agwell entrino in azione. Non è un caso, tra l'altro, che lo scontro tra lei e Devilman avvenga proprio in un bosco, in una lotta senza esclusioni di colpi e all'ultimo sangue, per una battaglia epica che provoca dolori insopportabili ai nostri combattenti e che vede la distruzione di molti alberi. Credo che Nagai abbia voluto strutturare così questa parte della trama per omaggiare ancora una volta il poeta fiorentino, specie nella scena in cui Devilman impala i seguaci di Kaim agli alberi.

Per concludere lo studio sul profilo di Sirene, c'è un piccolo elemento che rimanda nostalgicamente ai robottoni del maestro Nagai e lo scopriamo nel momento in cui l'arpia è in grado di lanciare uno dei propri arti per bloccare, ferire e uccidere il nemico: è innegabile che questa cosa rimandi ai lavori animati postumi come Il Grande Mazinger, Mazinger Z, Jeeg Robot d'Acciaio, Ufo Robot e altri.

Le prime rappresentazioni dell'arpia

Le prime rivisitazioni


Una riproduzione più umana e moderna dell'arpia


Le arpie dell'Inferno di Dante

Che dire invece degli altri demoni che compaiono in questo volume? Dopo attente ricerche posso dirvi che Ghelmer, Agwell e Kaim sono personaggi nati semplicemente dalla fantasia di Nagai, infatti, non ho trovato particolari che potessero in qualche modo collegarli a figure e miti della mitologia, della religione e della demonologia cristiana o giapponese. 

Questi tre demoni non hanno nulla in comune con i 72 spiriti infernali descritti dalla religione cristiana e non posseggono nemmeno una minima cosa in comune con quelli nipponici, però ho notato che Ghelmer è un demone capace di sfruttare l'elemento dell'acqua per risultare invisibile e attaccare i nemici. 

E' molto probabile che Nagai si sia di nuovo affacciato sull'occidente e sullo studio dei nostri demoni dato che essi vengono suddivisi in sei classi: i demoni dell'acqua, i demoni del fuoco, i demoni dell'aria, i demoni della terra, i demoni delle tenebre e i demoni sotterranei.

I demoni dell'acqua utilizzano questo elemento per portare fuori strada gli innocenti e uccidere con l'inganno un nemico. Possono sopravvivere anche lontano dai fiumi, dai laghi o dal mare ma perdono il loro potere una volta a contatto con la terra. Ghlelmer presenta molte di queste caratteristiche, specialmente quando lo vediamo attaccare Miki e quando viene ucciso da Akira: nel primo caso vediamo solo qualche timida immagine del suo aspetto, ormai perfettamente confusa con l'elemento di riferimento; nel secondo caso, Akira riesce a fare evaporare l'acqua che lo protegge e a farlo uscire allo scoperto come una spaventosa creatura rettiloide ormai incapace di fronteggiare il nemico. E' innegabile che anche qui ci siano chiari rimandi alla demonologia.





L'altro servo di Sirene, Agwell, risulta più difficile da catalogare ma di certo anche lui non è ispirato a nessun demone specifico delle religioni del mondo. Agwell è una creatura melmosa in grado di fondersi con qualsiasi cosa solida, quindi è probabile che appartenga alla categoria dei demoni di terra poiché è possibile trovarli ovunque. 

Dando uno sguardo alle tavole del manga, in effetti vediamo Agwell capace di confondersi tranquillamente non solo con l'asfalto e il mondo esterno, ma anche tra le mura di casa Makimura. Un altro aspetto interessante dei demoni di terra è la loro debolezza, non sono dotati di grande forza: guarda caso, Agwell viene eliminato da Akira in versione umana e con il solo uso delle sopracciglia usate come antenne contundenti.



Kaim invece è demone quadrupede che compare nella fase finale dello scontro tra Devilman e Sirene. A quanto pare, si tratta di una entità nobile, potente e particolarmente devota all'arpia, a tal punto da indurla ad accettare di fondersi con lui nonostante l'inevitabile appropinquarsi della morte.

Kaim ha il corpo di un rinoceronte, due enormi corna che spuntano dalle spalle e una piccola testa. Dalle prime battute, è evidente che Kaim nutra un sentimento d'amore profondo nei confronti di Sirene e questo emerge con estrema poesia quando egli esclama "sei bellissima anche ricoperta di sangue". 

Kaim non accetta che Devilman sia stato capace di umiliarla, non può sopportare l'idea che un essere umano con i poter di Amon abbia avuto l'arroganza di ferire a morte la demonessa e prepararla a un destino crudele, quindi, consapevole che la fine sarebbe arrivata anche per lui, è disposto a un ultimo ed estremo gesto di amore: sacrificare sé stesso pur di permettere a Sirene di uccidere Devilman e riscattare il suo orgoglio. Vista la sua breve ma importante comparsa, non è stato possibile capire a quale categoria di demoni appartenga.



Anche la nostra arpia appartiene a una delle cinque categoria dei demoni e per la precisione a quelli dell'aria data la sua capacità di volare, scatenare tempeste e di muoversi a grande velocità. In realtà, i demonologi li descrivono come esseri insuperabili nell'arte della trasformazione e dell'inganno, aspetti importanti che Go Nagai non risalta nel manga ma che sfrutterà nella serie "Devilman Crybaby" per potenziare i suoi personaggi e renderli più cattivi e perversi. La teoria che Sirene sia comunque un demone dell'aria va per forza confutata per via del mito greco che la vede come rappresentazione della tempesta.

Abbiamo forse anche un indizio concernente la natura di Amon, il cui potere sembrerebbe legato al fuoco o comunque alle fonti di calore, come si evince dalla scena in cui Akira riesce a evaporare l'acqua che protegge Ghelmer.




Silen merita comunque ulteriori approfondimenti anche per quanto riguarda il lato caratteriale che Nagai ha saputo definire molto bene nonostante l'elevata dinamicità delle scene. Al di là natura demoniaca, pur appartenendo dunque a una classe di esseri soprannaturali e privi di scrupoli, sembra che i demoni nutrano dei sentimenti. 

Sirene infatti sembra celare un animo romantico, nostalgico e mosso da una vendetta incondizionata atta a vendicare il disonore che l'umano Akira ha inflitto al potente Amon, il massacratore degli Inferi. Sirene sembra conoscere molto bene questo demone, infatti, a lei non importa che esista un Devilman perché attacca casa Makimura con l'intento di risvegliare il compagno e uccidere Akira: è mossa solo da pensiero che Amon non è più uno di loro. 

Tale consapevolezza la induce anche a nutrire timori nei confronti del nemico, proprio perché egli sfrutta i poteri di Amon (che Sirene conosce bene) e quindi sa che potrebbe trovare morte certa. Non è da escludere che i due ci sia stato un rapporto molto confidenziale se non intimo, forse anche una possibile storia d'amore ma non ci è dato sapere nulla di più.

Ad ogni modo, quando l'arpia fa la sua prima apparizione nel volume prendendo posizione sui tetti della città, scatena venti e tempeste come presagio di morte chiedendo però alla luna di non guardare ciò che sta accadendo perché potrebbe essere lordata dal sangue infetto dell'uomo diavolo. Ecco testuali parole: "splendida luna, è meglio che tu non veda ciò che sta per accadere! Rischieresti d'essere lordata dal sangue infetto." Sirene ha la sensibilità di preoccuparsi dell'innocente e solitaria luna esternando un lato romantico che la rende più umana che demone.
 
I demoni sono quindi capaci di nutrie amore? Kaim ne è l'esempio più lampante visto che decide di sacrificarsi nonostante Sirene sia ormai in fin di vita. Le parole al miele del demone commuovono l'arpia, la quale trova una fine degna della sua straordinaria bellezza che verrà notata anche da Akira nelle ultime due pagine del volume. 



Mi sembra giusto scrivere qualche rigo anche sul rapporto tra Akira e Miki, quest'ultima personaggio apparentemente secondario ma in realtà fondamentale ai fini della trama come si può evincere già dai capitoli postumi al sabba. Miki è una ragazza molto carina, vivace, spigliata e con un gran senso dell'umorismo. 

E' molto legata alla sua famiglia e ad Akira, a cui vuole molto bene sia prima sia dopo i cambiamenti del ragazzo. Tra loro, oltre a un grande rapporto di amicizia che sembra presagire un futuro lieto fine amoroso, si avverte una forte tensione erotica che Go Nagai riesce a a trattare con particolare delicatezza visto che tratta la storia di due ragazzini ancora inesperti in ambito sessuale. 

L'Akira dallo sguardo tenebroso che cammina a petto nudo per strada attira non poco l'attenzione di Miki, così come la femminilità di quest'ultima sembra non lasciare indifferente il nostro eroe che per fortuna, nonostante le influenze demoniache, non sembra manifestare violenti e preoccupanti impulsi sessuali. La loro unione, se così la possiamo definire, avviene comunque durante gli scontri contro Ghelmer e Agwell, cioè quando Akira riesce a portarla in salvo completamente nuda perché intenta a fare un bagno. 

Nagai, in queste vignette, mette in risalto una fascinazione del corpo femminile che attraversa 4 fasi: la denudazione, il bagno caldo, la violenza (tentata) e il salvataggio. In ciascuna di queste fasi, le forme sinuose del corpo di Miki a tratti sembrano sovrastare l'orrore degli scontri tra demoni, riuscendo a creare un perfetto binomio tra bruttezza e bellezza che trova il suo climax quando Akira riesce finalmente a metterla in salvo stendendola sul letto e osservandola come se nulla fosse, con quell'aria da ragazzo sensibile intento a rispettare l'innocenza della ragazza che gli appare bella come non mai. 



Concludiamo questa seconda parte parlando di colui che non può non essere il personaggio più curioso e insensato della storia: Ryo. All'inizio del volume, lo ritroviamo fresco come una rosa e perfettamente guarito nonostante le ferite riportate dopo il massacro del sabba. 

Non è stato nemmeno posseduto da un demone, proprio lui che aveva intenzione di cominciare per primo questo percorso insieme ad Akira combinando disordini allucinanti la notte prima. Inoltre, nel momento in cui Sirene sta per scatenare l'inferno sulla casa dei Makimura, Ryo si sveglia come preso di soprassalto da un cattivo presentimento che lo induce a preoccuparsi di Akira, così impugna il proprio fucile e si reca in prossimità dei boschi dove trova l'amico prigioniero degli artigli di Sirene: la cosa più sconvolgete è che lui già sa contro chi sta combattendo Devilman, pur non avendo ancora interagito direttamente con loro. Come può un comune umano avere tali capacità? E' un caso che Ryo stia sempre al posto giusto nel momento giusto? La risposta la troveremo nei prossimi volumi di Devilman.





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