lunedì 30 marzo 2026

Fumetti Dc - "Superman: stagioni" di Jeph Loeb e Tim Sale. A proposito di Clark Kent...


Fumetti Dc - "Superman: stagioni" di Jeph Loeb e Tim Sale. Ecco una storia che parla sia del supereroe sia di Clark Kent secondo il punto di vista di chi lo conosce.

"Superman: stagioni" secondo Joep Loeb e Tim Sale

Jeph Loeb e Tim Sale sono state tra le coppie meglio assortite della storia dei fumetti, grazie soprattutto alle meravigliose sceneggiature scritte dal primo e dai disegni indimenticabili del secondo (scomparso, ahimé, nel 2022). Nel tempo, i due autori hanno conquistato il cuore dei loro lettori grazie soprattutto al loro Batman (Il Lungo Halloween,Vittoria Oscura, Catwoman vacanze romane e Cavaliere Maledetto) e ai "color" Marvel (Spider-Man: Blu, Hulk: Grigio e Daredevil: Giallo). Nel 1998 il "dinamico duo" del fumetto supereroistico ha creato una storia toccante anche per Superman, in occasione della memorabile serie "Stagioni" (For All Seasons) pubblicata da Detective Comics in quattro parti dall'1 settembre al 4 dicembre 1998 (con i titoli Primavera, Estate, Autunno e Inverno), con l'aggiunta di altri due capitoli realizzati l'1 dicembre 2004 (La sera del Ballo) e il 26 giugno 2006 (Storia di Sam).


Jeph Loeb scrisse la trama di "Superman: Stagioni" posizionandosi in mezzo all'Uomo d'Acciaio e al suo alter ego Clark Kent: da un lato, l'ultimo figlio di Krypton adottato da una famiglia del Kansas e dotato di poteri straordinari, così stupefacenti da compiere imprese epiche; dall'altro, un abile e sapiente reporter che vive tra tra gli umani ammirando l'amore che gli costoro nutrono nei confronti del campione di Metropolis. Lo scrittore partì da queste sfumature per avviare una profonda analisi psicologica del personaggio, fino mostrare tutte le fragilità di uno dei Superman più "umani" della storia. Reduce dai successi ottenuti al fianco di Tim Sale, come nel caso di "Challengers of the Unknown", "Batman: Haunted Knight" e "Batman: The Long Halloween", Loeb decise ancora una volta di sedersi al tavolo con il suo grande amico e collaboratore per realizzare una delle letture fondamentali dedicate a Kal-El

La critica elogiò la scrittura di Loeb per via della sua grande sensibilità, una capacità (se non quasi un sentimento) che emerse a partire dal primo capitolo della serie, cioè "Primavera" dove una parte della vita di Clark viene racconta dal padre adottivo Jonathan Kent. La preoccupazione dell'uomo per le difficoltà del figlio, i timori nel vederlo fallire nella sua integrazione con il mondo e l'orgoglio di vederlo compiere azioni importanti rappresentano ancora oggi una storia tanto reale quanto identificabile: si tratta di un racconto dove ogni padre non potrebbe fare a meno di immedesimarsi nei panni del narratore e di vivere (in qualche modo) le sensazioni specifiche di determinate situazioni. Non per nulla, Loeb scrisse "For All Seasons" pensando a suo figlio Sam, al quale ha dedicato persino l'ultima e commovente parte finale di questo volume (tratto sempre dalla collana "Supereroi: le leggende DC").


In "Superman: Stagioni", dopo un percorso difficile anche in termini di accettazione personale, l'eroe impara a gestire il peso della propria responsabilità, comprendendo di non poter aiutare e salvare sempre tutti. Le quattro parti che caratterizzano il plot centrale rappresentano le varie fasi di crescita di Superman: la primavera mostra il superamento delle incertezze di Clark e la ricerca della propria strada; l'estate (narrata da Lois Lane) fa scoppiare l'amore che i terrestri cominciano a nutrire dinanzi alla grandezza di questo eroe dotato di tuta blu e mantello, quindi la ricerca della maturità; l'autunno (Lex Luthor) rappresenta la crisi esistenziale e la paura della solitudine, le quali sanciscono la caduta del protagonista come quella delle foglie autunnali; l'inverno (narrato da Lana Lang) sta invece alla rinascita e alla consacrazione. 

Il successo di "Stagioni" fu davvero ampio, a tal punto da convincere i produttori di Smallville a utilizzare parte del fumetto per costruire i punti essenziali della serie televisiva che avrebbe poi conquistato il mondo durante gli anni zero del duemila (fino al 2011). Nella nota fiction seriale prodotta da Millar Gough Ink, Tollin/Robbins Productions, DC Comics e Warner Bros. Television, abbiamo potuto assistere alla lenta trasformazione del giovane Clark Kent in Superman ma non prima di un diretto coinvolgimento di Loeb nella stesura di almeno quattro episodi: in questa genesi, lo scrittore poté lavorare anche sul personaggio di Lana Lang, ragazza semi-protagonista in "Stagioni" eppure decisamente dominante nella serie tv. Tuttavia, pur traendo le sue basi dal fumetto, la Lana Lang interpretata dalla bellissima Kristin Kreuk mostra delle caratteristiche leggermente differenti rispetto all'originale (gli esperti sanno già di cosa sto parlando). Del resto è risaputo che Lana Lang non sia un personaggio scontato, dato che il suo percorso editoriale l'ha vista trasformarsi in una giornalista televisiva (per riconquistare l'amore di Clark) oppure, in un'altra versione, diventare la moglie di un Pete Ross nei panni di un senatore poi candidato Vicepresidente degli Stati Uniti direttamente da Lex Luthor in occasione della sua corsa alla presidenza del Paese a stelle e strisce. Ad essere più precisi, in questa realtà Lana diventa addirittura "First Lady" per via della deposizione di Luthor che renderà Pete primo inquilino della Casa Bianca


Ora, soprattutto i meno esperti, si staranno chiedendo perché la critica abbia apprezzato così tanto il cuore di Loeb in questo progetto? La risposta sta nell'ultima storia del volume, cioè "La storia di Sam". Da adolescente, Clark Kent aveva un amico (Sam) che a un certo punto contrae un cancro alle ossa, un male così potente da portarlo nel giro di poco tempo alla morte. Quando Loeb realizzò "For All Season" lo fece pensando esclusivamente a suo figlio, il quale all'epoca aveva dieci anni: purtroppo, dopo aver compiuto diciassette anni, il ragazzo morì per una grave malattia. Ebbene, il suo nome era proprio Sam, deceduto guarda caso per lo stesso male della sua controparte fumettistica. Attraverso il dispiacere di Clark per la perdita dell'unico amico che lo facesse ridere, Loeb ha descritto il suo profondo dolore per la dipartita dell'amato figlio, per questo nel 2006 decise di radunarsi nuovamente con Sale, così da poter concludere a modo suo "Stagioni". Eppure, nonostante questa tragedia, Loeb provò contemporaneamente a lasciare un messaggio, cioè spingere le persone a trovare sempre la forza per affrontare ogni avversità. 


In tal senso, i disegni di Tim Sale hanno rappresentato, ancora una volta, il perfetto contrappeso per la prosa dell'amico sceneggiatore, soprattutto in merito a un'opera molto intima. Sale ha raffigurato il suo Clark come un ragazzo di grossa stazza timido, goffo, insicuro e incapace di trovare il proprio posto nel mondo. Tuttavia, a un certo punto l'artista è riuscito a sfruttare il proprio tratto modificando a più riprese gli stati d'animo del protagonista, fino a renderlo grandioso, poi sconfitto e infine rinato: una sola persona è stata in grado di sottoporre il soggetto a veri e propri trucchi di magia capaci di diversificare la fisionomia di Clark capitolo dopo capitolo. L'esempio più eclatante può essere colto dall'occhio del lettore nell'ultima pagina della trama principale (che conclude Inverno).

Amici cari, questa è una lettura imperdibile che tocca il cuore in ogni suo punto. Leggetela e rileggetela, anche perché Joep Loeb e Tim Sale sono un sinonimo di garanzia.

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