mercoledì 18 febbraio 2026

Musica - "Take on me" degli A-ha: il profumo degli anni '80 passa anche dalla Norvegia

 

Musica - Take on me degli A-ha: il profumo degli anni '80 passa anche dalla Norvegia. Spazio a un grande classico del synth pop

Take On Me: quel video musicale che ha fatto la storia

"Take on me" è la canzone che ha reso immortali gli A-ha (o a-ha) nel mondo e ancora oggi può essere ascoltata in varie versioni e cover in giro per le radio e Youtube. Tuttavia, la storia di questo brano simbolo degli anni '80 è molto più complessa rispetto a quanto possiamo immaginare, infatti, la band norvegese passò le pene dell'inferno per poter rendere "Take on me" quel tormentone intramontabile che oggi conosciamo. 


La versione originale di "Take on me" fu registrata nel 1984 e pubblicata nell'ottobre dello stesso anno sotto la produzione di Tony Mansfield, con il remix di John Ratcliff. La versione che però conosciamo noi, quella del grande successo mondiale, fu prodotta nel 1985 da Alan Tarney per l'album di debutto degli A-ha, cioè Hunting High and Low (sempre del 1985). Per la musica, il gruppo combinò il synth-pop con l'utilizzo di diversi strumenti come le chitarre acustiche, tastiere e una batteria

La prima versione del 1984 di "Take on me" non ebbe il successo iniziale sperato, infatti, non riuscì nemmeno a entrare nella classifica del Regno Unito, pur piazzandosi al terzo posto in Norvegia. La medesima sorte tuttavia toccò anche alla seconda versione nella sua prima uscita nel 1985: a entrare nella chart britannica fu finalmente la seconda uscita del 1985, piazzandosi al secondo posto nel mese di ottobre. Nello stesso anno, Take On Me riuscì a conquistare anche gli Stati Uniti con la prima posizione nella Hot 100 di Billboard, soprattutto dopo la pubblicazione del celebre video animato che tutti conosciamo benissimo. Non a caso, il videoclip del singolo ricevette numerosi premi e due candidature agli MTV Video Music Awards del 1986.


Le origini di Take On Me

"Take on me" fu inizialmente pensata quando i membri della band  Pål Waaktaar e Magne Furuholmen facevano parte di un altro gruppo musicale, i Birdges: fu proprio negli anni di questo sodalizio artistico che i due futuri A-ha composero un pezzo intitolato "Misse Eerie" quando erano soltanto degli adolescenti. Tuttavia, il risultato non li convinse del tutto dato che la canzone, in termini melodici, dava l'impressione di essere una promo per uno spot pubblicitario per gomme da masticare per via di un riff troppo pop e che necessitava, di conseguenza, di un orientamento più punky. La prima versione di "Miss Eerie" fu eseguita seguendo le influenze di Ray Manzarek, storico tastierista dei Doors ma alla fine il pezzo non ottenne quell'effetto dark tanto desiderato. 

Alla fine i Bridges si sciolsero, mentre Waaktaar e Furuholmen decisero di tentare la fortuna a Londra sperando di riuscire a inserirsi nell'industria musicale inglese. Per loro sfortuna le cose andarono in maniera diversa e quindi furono costretti a tornare in Norvegia. Successivamente, un loro compagno di scuola di unì a loro dopo aver ascoltato la canzone e aver avuto buone impressioni: stiamo parlando naturalmente di Morten Harket, colui che sarebbe diventato il cantante degli A-ha. I tre ragazzini lavorarono molto su una nuova versione della traccia, la quale fu ribattezzata "Lesson One" e in seguito "Take on me". Nel 1983, Waaktaar e Furuholmen tornarono a Londra insieme ad Harket con la speranza di riscattarsi e imbattersi in qualche agente disposto a offrirgli un contratto discografico. 


Dopo i primi tentativi andati a vuoto, gli A-ha firmarono un contratto con la casa editrice Lionheart, poi tornarono in Norvegia per guadagnare qualche soldo, così da rimettersi in sesto e poter dedicare più tempo al loro sogno inglese. Una volta rimessi i piedi in terra britannica però i tre artisti si videro costretti a cancellare gli accordi con la Lionheart perché non soddisfatti del rapporto lavorativo con la casa editrice. Il passo successivo fu quindi registrare una nuova demo di "Take on me" e ciò avvenne negli studi del musicista e produttore John Ratcliff: quest'ultimo li presentò al manager Terry Slater che dopo alcuni incontri li scritturò con la Warner Bros Records UK. Nel frattempo, oltre a "Take On Me", gli A-ha riuscirono a registrare un totale di cinque canzoni. 

Gli A-ha incontrarono il produttore Tony Mansfield, il quale era un abile esperto del Fairlight CMI, quindi mixò le demo utilizzando attrezzatura elettronica. Il risultato finale però non piacque ai ragazzi norvegesi e quindi l'album fu di nuovo remixato, mentre "Take On Me" fu subito pubblicata e lanciata sul mercato piazzandosi solo al 137simo posto nel Regno Unito, ottenendo quindi un risultato deludente. La sede centrale della Warner Bros, in USA, non cambiò idea sul potenziale della band e decise di concedergli una nuova registrazione di "Take on me" con una strumentazione più ampia che includeva sintetizzatori come lo Yamaha DX7, il PPG Wave e il Roland Juno-60, quest'ultimo utilizzato da Furuholmen per suonare la melodia principale del brano. Oltre a questi strumenti, furono applicati anche una drum machine LinnDrum per la seconda e la terza uscita (con piatti acustici e charleston sovraincisi). Per il cantante Harket, invece, fu messo a disposizione un microfono Neuman U 47, un preamplificatore per microfono Neve e un equalizzatore Neve.


Nonostante l'allora dirigente Warner Brothers UK e Reprise Andrew Wickham firmò subito un nuovo contratto con gli A-ha, la seconda pubblicazione di "Take on me" fu ugualmente un flop, specie per via del video considerato molto ordinario. Il produttore Alan Tarney fu chiamato in causa per lavorare su un ulteriore perfezionamento della canzone, inserendo suoni più puliti e più elevati, eppure anche questo non bastò per ottenere la fama desiderata perché l'ufficio dell'etichetta discografica a Londra diede loro un supporto così scadente da portare il singolo a un nuovo fiasco.

Wickham però non si arrese e voleva a tutti i costi valorizzare gli A-ha: per lui "Take on me" era una grande canzone ma qualcosa la portava a non essere compresa dal pubblico. Le cose presero una piega diversa quando un collega dello stesso Wickham, John Beug, gli consigliò di realizzare un videoclip della canzone basandosi su "Commuter, un cortometraggio animato studentesco realizzato da Michael Patterson e Candance Reckinger, i quali furono poco dopo ingaggiati proprio per aiutare il regista Steve Barron a montare il video musicale con disegni e mascherini, ottenendo così un rivoluzionario risultato animato in rotoscopio (ci vollero sei mesi per completare l'intera opera). Ed ecco i nostri A-ha ricomparire negli USA con l'ennesima versione di "Take on me" che, in quell'occasione, entrò immediatamente nella Billboard Hot 100 fino a raggiungere la prima posizione: tale impresa fu possibile non solo grazie alla nuova faccia del singolo ma anche per il sul "film animato", senza dimenticare la grande performance vocale di Harket.


Il videoclip di "Take on me" vede il cantante Morten Harket e l'attrice Bunty Bailey muoversi in un mondo creato con una perfetta combinazione tra live action e animazione a matita (tecnica chiamata rotoscoping). Il regista Barron lo girò nel 1985 prima al Kim's Cafe (sito all'angolo tra Wandsworth Road e Pensbury Place a Wandsworth, nel sud-ovest di Londra), poi su un palcoscenico londinese.  Il rotoscoping avviene anche attraverso un processo di passaggio tra un fotogramma e l'altro, così da consentire ai personaggi di compiere movimenti più realistici. Alla fine, la produzione del video musicale di "Take On Me" richiese oltre tre mila fotogrammi e 16 settimane di lavoro: questo gli ha comunque consentito di essere rimasterizzato e pubblicato su Youtube a 2160p (4K) nel 2019 con nuovi effetti sonori che nella clip originale non erano presenti, fino a raggiungere nel 2020 un miliardo di visualizzazione sulla nota piattaforma.   

Il successo dell'ultima versione di "Take On Me" fu stratosferico, infatti, il singolo fu disco d'oro in Belgio, Francia, Giappone, Germania e Italia; e disco di platino in Gran Bretagna, Brasile, Danimarca, Portogallo e Spagna, senza dimenticare il tormentone che creò negli Stati Uniti. In totale, stando alle fonti, "Take on me" avrebbe venduto fino a oggi oltre 6 milioni di copie. Oltre ad aver ricevuto numerosi premi e svariate recensioni positive dalla critica, il singolo è stato più volte omaggiato in tv, al cinema e dallo stesso mondo della musica con tantissime cover all'attivo. Tra gli esempi più famosi si ricorda un tributo a "Take on me" in una puntata dei Griffin e i rifacimenti dei Reel Big Fish e dei Weezer

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