giovedì 30 dicembre 2021

Dylan Dog 424 - Candiweb: mi connetto quindi esisto! La recensione


Dylan Dog 424, "Cadiweb", è finalmente in edicola e conclude quest'ultima annata dell'indagatore dell'incubo nel miglior modo possibile. È stato un 2021 abbastanza discontinuo per il prodotto di casa Bonelli, anche se bisogna ammettere che 4/5 storie belle sono sicuramente uscite fuori e hanno ridato un po' di spolvero al fumetto

Candiweb è da oggi a disposizione dei lettori. Soggetto e sceneggiatura sono di Porretto Rita e Mericone Silvia, i disegni di Emiliano Tanzillo, mentre la bella copertina è opera dei soliti Cestaro Gianluca e Cestaro Raul. Già dalla cover possiamo capire quale sia il tema trattato dagli autori, i quali hanno creato una trama molto "tecnologica", basata sul principio "mi connetto quindi esisto" che fa dunque da rivisitazione al "cogito ergo sum" di Cartesio (penso dunque sono!).

La trama in breve (no spoiler)

Dylan Dog si ritrova in un mondo invaso da Candiweb, un'azienda che fornisce la rete migliore di sempre tra internet, cellulare, tv e libreria on demand con il meglio dell'intrattenimento, contenuti aggiuntivi trasferibili dalla tv, al telefono, al tablet con un click! Il loro slogan? Sono connesso, quindi esisto. 

Il nostro eroe sembra l'unico a non cedere alla tentazione di ultima generazione ma non ha fatto ancora i conti con la corruzione del mondo e un operatore diabolico di nome Simon, deciso a perseguitarlo fino a quando non avrà firmato il contratto maledetto.


Recensione

Candiweb secondo me ha dato un senso a questo 2021 ormai prossimo alla fine. Alla viglia di questa nuova uscita c'era sicuramente molto scetticismo tra i fan, specialmente dopo le deludenti storie "Il Momento Blu" e "Nella Stanza del Guerriero". Dylan vive la sua esistenza su più piani, caratterizzati da incubi e da una realtà che sembra confondersi con il paradosso della società contemporanea. 

La tecnologia non è mai stata amata dall'inquilino di Craven Road che comunque continua a combattere i mostri generati dall'epoca più recente, fatta di tante nuove innovazioni. Sembra di vivere in un perenne Grande Fratello di origini orwelliane, dove tutti i movimenti dell'essere umano sono tenuti sotto controllo indipendentemente dalla sottoscrizione del contratto. La tanto osannata tecnologia odierna viene decisamente demonizzata dagli autori, i quali lanciano i temi della dipendenza e dell'alienazione dettati dai tempi che cambiano in maniera veloce. I contatti umani si perdono, di dilatano e si rovinano. I legami vanno a farsi benedire.

Simon diventa il peggiore incubo di Dyd che tutto sommato riesce a mantenere il sangue freddo anche nelle situazioni più disperate. Il cattivo di turno ha qualcosa che trascende la natura umana, sembra quasi uno dei personaggi usciti dalla saga di Terminator, pur possedendo una psiche fuori dal comune e una capacità di manipolazione degna del peggiore demonio. 


Tuttavia, nella prima metà dell'albo ho avuto la sensazione che dietro ai dialoghi possa esserci anche una specie di provocazione nei confronti del vecchio Dylan Dog in quanto fumetto. C'è un dialogo in cui sembra trasparire un doppio piano discorsivo, dove il punto di vista dell'opera tende a unirsi con quello del lettore scontento dalla gestione ultima delle storie di casa Bonelli. Questa però non è una certezza ma potrebbe essere sicuramente una mia percezione. Se tuttavia il mio parere dovesse avere un fondo di verità, resterebbe da capire se questa possibile accusa sia riferita al vecchio Dyd inteso come quello dell'ultimo ventennio (tanto criticato) o a un livello più generale (mancato marketing, comunicazione e commercializzazione del marchio). 

C'è molta filosofia in "Candiweb" e si scrutano argomenti che potrebbero rimandare vagamente al primo capitolo della trilogia cinematografica di Matrix. In effetti firmare o non firmare potrebbe equivalere alla scelta tra la pillola blu e la pillola rossa: eppure, sembra che l'Oldboy non abbia molta scelta nonostante sia abituato ad affrontare storie da incubo. Il finale potrebbe considerarsi aperto visto che lascia qualcosa in sospeso. 

I disegni mi sono piaciuti parecchio e creano la giusta tensione narrativa in relazione alla sceneggiatura che sembra non presentare gravi buchi (almeno dopo la prima lettura). Tanzillo ha un tratto deciso, una mano ben ferma che sa come tirare fuori sia i sentimenti positivi sia le sensazioni negative dei personaggi.

Dylan Dog torna in edicola il 29 gennaio con il 425, "I Predatori". 

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