lunedì 19 gennaio 2026

Retrogaming - Primal per Sony PlayStation 2: benvenuti a Oblivion!

 

Retrogaming - Primal per Sony PlayStation 2: benvenuti a Oblivion! È stato uno dei videogiochi più belli della sua epoca.

Primal per Sony PlayStation 2: un'avventura con Jen e Scree

Secondo il mio modestissimo parere, Primal è stato uno dei videogames più belli mai visti su piattaforma Sony PlayStation 2, riuscendo a incollare milioni di utenti davanti al piccolo schermo grazie alle sue atmosfere e a una grafica interessante. Questa perla fu sviluppata nel 2003 da Sony Computer Entertainment Europe (poi attribuita a Cambridge Studio) e pubblicato da Sony Computer Entertainment per la sorella maggiore della prima consolle Sony.

La protagonista è una di quelle fanciulle di cui il giocatore non può fare a meno di innamorarsi e la giocatrice non può fare a meno di ammirare. Jennifer Tate, detta semplicemente Jen, è una ragazza bella e giovane ma anche tanto sfortunata: durante un concerto rock in un locale, lei e il fidanzato Lewis (che si era esibito proprio quella sera) vengono attaccati da un demone che ferisce la ragazza e porta via l'anima del giovane. I loro corpi vengono portati poi in ospedale ma le loro condizioni appaiono decisamente gravi. Ecco che all'improvviso fa la sua comparsa Scree, uno creatura simile a un gargoyle che trasposta l'anima di Jen nel Nexus, a Oblivion, una dimensione parallela alla nostra abitata da demoni. Questi demoni sono alleati con il Caos e con l'Ordine dando energia a Chronos, l'entità che nel Nexus divide equamente bene e male da destinare a Mortalis (il nostro mondo), così da consentire il regolare equilibrio di ogni cosa. Purtroppo, tale equilibrio è stato sconvolto e Scree ha bisogno di Jen per ristabilirlo: alla fanciulla vengono donati degli speciali bracciali che risveglieranno i suoi poteri assopiti e la renderanno in grado di poter affrontare qualunque nemico. Inoltre, Jen avrà modo di dare la caccia al demone che ha rapito Lewis, sperando nel contempo di poter salvare anche il suo stesso amato.


La storia della nascita di Primal è interessante. Il tutto ebbe inizio nel 1999, con lo sviluppo del gioco terminato nel 2003 nonostante il team di creatori avesse avuto totale libertà per la sua realizzazione: effettivamente, vista la qualità del prodotto, furono quattro anni spesi abbastanza bene! Tra le influenze di Primal si registrano famose serie TV, come ad esempio Angel, Dark Angel ma soprattutto "Buffy l'Ammazzavampiri". Proprio quest'ultima fu sfruttata come modello base di Jen perché considerata perfetta per mettere in risalto un personaggio credibile, forte ma anche vulnerabile in mezzo a un mondo fantastico a metà strada tra l'horror e l'avventura. Non a caso, per la versione USA, Hudson Leick e Andreas Katsulas furono ingaggiati come doppiatori per Jen e Scree proprio per aver avuto già esperienze con trame simili a quelle di Primal. Ad esempio, la Leick colpì i produttori del gioco per il ruolo di Callisto in "Xena: principessa guerriera", dove il suo personaggio da mortale diventò un semidio, proprio come la nostra Jen durante i vari sviluppi del videogioco. Dal canto suo, Katuslas non era da meno e fu ingaggiato dopo l'esperienza nei panni di G'Kar in Babylon 5, senza dimenticare l'autorevolezza della sua voce. L'unica preoccupazione ricadde sulla prima esperienza dei due attori e doppiatori in un videogioco ma alla fine, la critica riconobbe i loro meriti inserendo proprio il doppiaggio tra le parti migliori di Primal.

Per chi avesse la memoria corta ecco la mitica Hudson Leick in Xena
 
Tornando a Jen, inizialmente fu pensata come una frequentatrice di locali notturni, un'idea che tuttavia fu subito scartata perché considerata non in linea con quella che sarebbe stata la sua trasformazione demoniaca. Ci vollero oltre 100 bozze concettuali per tirare fuori Jen come la conosciamo oggi, cioè come una bellissima ragazza dal look gotico e con un vistoso tatuaggio in mezzo alle spalle. Primal non fu comunque un videogioco facile da creare, infatti, l'animatore principale dei personaggi, Mitch Philips, ammise che 30 fps per la PS2 fossero troppo pochi per poter esprimere al meglio tutte le scene di combattimento in maniera fluida, quindi fu necessario arrangiarsi in qualche modo. Tra le altre caratteristiche del gioco, gli sviluppatori posero l'accento sull'utilizzo i pulsanti dorsali per i combattimenti, considerata da molti come una cosa insolita in quel periodo ma che comunque risultò efficace per regalare una nuova esperienza agli utenti. Da questo punto di vista, i videogame che fecero la differenza per il concept degli scontri furono Soul Calibur, Tekken e anche Medievil, senza dimenticare che l'occultismo di Primal è stato anche sancito dall'importanza della cultura dei Tarocchi.

La grafica e le atmosfere sono senza dubbio le parti migliori di Primal. Gli sviluppatori rimasero sbalorditi dal loro stesso lavoro quando notarono che in Primal la grafica non solo era superiore alla media ma presentava addirittura una notevole quantità di dettagli, specie in riferimento alla caratterizzazione delle varie civiltà di Oblivion. I creatori non si resero conto che Primal fosse involontariamente vicino anche allo stile di "Devil May Cry" e di "Legacy of Kain: Soul Reaver": in quest'ultimo caso, ho sempre pensato invece che la somiglianza non fosse casuale perché sono davvero tanti gli elementi in comune tra l'avventura di Jen e quella di Raziel.


Primal fece il suo esordio in Nord America nel marzo 2003, per poi entrare in Europa pochi mesi dopo. Il successo non mancò, specie dopo una campagna di marketing costata diversi milioni di dollari. La critica non si fece problemi a esaltare il gioco, considerandolo un ottimo lavoro in termini di trama, atmosfere, grafica, doppiaggio, personaggi e colonna sonora. Tuttavia, nel contempo Primal fu anche fortemente giudicato male per la modalità di gioco, i combattimenti e i level design. In ogni caso Primal ottenne un alto numero di consensi generali, nonostante in questi anni abbia rischiato di finire nel dimenticatoio. Dopo gli ottimi riscontri ottenuti, i suoi creatori ebbero l'idea di realizzare un sequel che tuttavia non ha mai visto la luce e tale mancanza probabilmente ha portato Primal ad essere quasi dimenticato: non è un caso che per molti esperti del settore sia anche un videogioco molto sottovalutato e che, nonostante i buoni risultati ottenuti in passato, non sia stato preso talmente sul serio da diventare un cult imprescindibile come altri titoli privi di capitoli successivi. 

Per quanto mi riguarda, Primal è attualmente tra i miei videogiochi preferiti e ricordo con molta nostalgia le ore trascorse insieme a Jen e Scree lungo i vari livelli di Oblivion. Ammetto che non sia proprio perfetto ma la soddisfazione e il fascino vissuti sono ancora oggi difficili da descrivere per me. Primal è capace di tenerti incollato alla sedia sia quando giochi usando Jen sia quando c'è la possibilità di usare anche Scree. La dimensione orrifica di Primal non spaventa ma incanta così tanto da indurre il giocatore ad affrontare con grande coraggio un'avventura di certo complicata. Chi non ha avuto modo di fruirne farebbe meglio a rimediare!

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