lunedì 1 marzo 2021

Fenomenologia di Germano Mosconi: leggenda dei social, giornalista umiliato


L'1 marzo 2021, l’Italia ricorda il giornalista Germano Mosconi, conduttore del tg Telenovo, indimenticato protagonista della stampa veneta ai tempi in cui l’Hellas Verona conquistò lo storico scudetto 1984/1985 e ricordato dai più per diversi svarioni accaduti durante vari fuori-onda televisivi mentre Mosconi era alle prese con bestemmie, parolacce e irriverenze dialettali. Tali esternazioni risalgono al periodo compreso tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ‘90 ma furono rese pubbliche molti anni dopo per poi trasformare il noto commentatore in un mito irraggiungibile per gli amanti del genere demenziale, i gruppi atei e gli assidui fruitori del video sharing.


A nove anni dalla sua scomparsa, dettata da una lunga malattia che lo strappò dai suoi affetti all’età di 79 anni, Germano Mosconi è stato osannato dal popolo del web in quanto figura leggendaria proprio per le celebri riprese che lo immortalavano in modalità “blasfemia”. Sui social network sono state numerose le condivisioni e le visualizzazioni di meme, video, parodie, gif e citazioni che in poche ore hanno affollato pagine e gruppi Facebook (giusto per citarne uno) con il viso dell’elegante Mosconi. Sì elegante, perché per quel che possiamo sapere sul suo conto, Mosconi lo era, anche quando perdeva la testa maledicendo il mondo. Del resto, chi è senza peccato scagli la prima pietra, specialmente in virtù del fatto che Mosconi era innanzitutto un essere umano con i suoi momenti di follia e di debolezza… esattamente come tutti.


Per molti versi, dopo la sua scomparsa, molti quotidiani nazionali avevano ricordato il professionista di San Bonifacio precisando il suo ruolo di “vittima” del sistema formato dall’accoppiata Youtube/Facebook. In un certo senso, per quanto gli estimatori del Mosconi bestemmiatore nutrano effettivamente affetto nei suoi confronti (fino al punto da considerarlo un maestro e una leggenda), risulta normale rivedersi nelle dichiarazioni del giornale “Repubblica” che l’ 1 marzo 2012 pubblicò l’articolo intitolato “Addio al giornalista Germano Mosconi: è stata la prima vittima di Youtube”, oppure mettersi le mani nei capelli per via di “Libero” che utilizzò un titolo molto più estremo e nel contempo blasfemo “Mosconi e quelle bestemmie che l’hanno crocifisso sul web”. 

Più corretto e commemorativo fu “Il Giornale” che riportò nella mente dei suoi lettori il Mosconi tifoso con “E’ morto il giornalista Mosconi: narrò la grande Hellas”. Il problema principale però è che la maggior parte degli adulatori di Mosconi non sanno nemmeno chi effettivamente fosse e che risonanza avesse avuto nell’ultimo ventennio del XX secolo. Ripercorriamo in breve la vita e il percorso di Germano Mosconi.


Germano Mosconi nacque l’11 novembre 1932 a San Bonifacio in provincia di Verona. In Veneto era famoso per essere stato conduttore e caporedattore del tg Telenovo, senza dimenticare il suo ruolo di direttore per il quotidiano Nuovo Veronese. Esperienze giornalistiche intense che nel 1982 lo condussero all’assegnazione del prestigioso “Premio Internazionale Cesare d’Oro” per merito giornalistico. Tuttavia, Mosconi visse il momento migliore della sua lunga carriera quando la sua amata Hellas Verona, guidata dall’allenatore Osvaldo Bagnoli, riuscì a piegare Torino, Sampdoria, Milan, Inter, Juventus, Roma e Napoli per la conquista del primo e unico scudetto degli scaligeri. 

In quella stagione datata 1984/1985, Mosconi fu il padrone assoluto di quella parte della stampa veronese che accompagnò la squadra fino alla fine, per un’impresa rimasta negli annali del calcio italiano. Nel 2005, proprio per i rapporti viscerali che aveva con il club gialloblu, fu nominato responsabile delle comunicazioni esterne dal mese di febbraio fino a quello di agosto. Sempre in questo periodo, partecipò al programma TeleArena in qualità di opinionista per le partite di Hellas e Chievo, poi trattò una rubrica di sport per il giornale “L’Arena”. Infine, è stato fondatore e direttore del Gardasee Zeitung, un periodico in lingua tedesca destinato ai turisti.

Le soddisfazioni e gli impegni lavorativi non erano dunque mancati, eppure, proprio quando Mosconi era pronto a vivere una vecchiaia tranquilla, ecco che su Youtube e sull’intera rete cominciarono a girare strani video in cui il giornalista veniva ripreso mentre bestemmiava e inveiva contro sé stesso (per errori linguistici o testi scritti male) e contro gli altri (rei di disturbare di continuo il suo lavoro davanti alle telecamere). Si trattavano di alcuni fuori-onda di anni addietro, spesso trattati con linguaggio irriverente e triviale da parte del conduttore telegiornalistico anche in perfetto dialetto veronese

Si sa che i Veneti hanno la bestemmia facile, o meglio, le loro imprecazioni non sono proprio direttamente riconducibili a una mancanza di rispetto nei confronti della religione ma quanto più a un intercalare del loro modo di parlare. Ad ogni modo, dopo vari accostamenti tra divino e suino, ripetuti “mona” e spropositi vari, persone ancora oggi sconosciute ebbero la brillante idea di recuperare quegli spezzoni e di diffonderli gratuitamente in internet, i cui utenti conobbero in poco tempo le “impreseprofanatorie e vernacoliere dell’irascibile Mosconi, il quale, nell’arco di poco tempo divenne l’idolo di migliaia di persone, a tal punto che la sua faccia divenne prima un meme, poi una gif e la sua voce fu estrapolata dai video originali per creare parodie di film, cartoni animati o per prendersi gioco dei discorsi dei politici italiani. Addirittura furono creati dei fotomontaggi in cui vestiva i panni di un vescovo o del Papa

Tuttavia, mentre più di mezza Italia rideva al grido “chi è quel mona che sbatte le porte?”, Mosconi vide la propria figura ridimensionata e ogni volta che la gente lo incontrava per strada o lo nominava in tv, partiva automaticamente il collegamento con l’altro Mosconi, quello furioso. Il giornalista Veneto sporse denuncia verso ignoti, ma i responsabili del gesto non sono mai stati trovati e presto il nostro Germano si ritrovò a morire l’1 Marzo 2012 lasciando un ricordo legato a quella parte di sé che mai nessuno avrebbe dovuto conoscere.

C’è da dire che molti “fans” dell’altro Mosconi reagirono alla sua morte dedicandogli post, video, immagini, riuscendo addirittura a distogliere l’attenzione sul grande Lucio Dalla, morto lo stesso giorno per un infarto. Su Facebook e Twitter erano addirittura reperibili slogan come “Addio Germano, Insegna agli Angeli come bestemmiare” ma c’è anche chi ha avuto una presa di posizione decisa riguardo la storia contorta di Mosconi, provando anche solo per un secondo a immedesimarsi nei suoi panni e cercare di farsi un’idea di come sia stata la sua vita dopo la diffusione di quei video.

Molti comici italiani avevano addirittura provato a invitarlo nei loro programmi quasi a mo’ di fenomeno da baraccone, mentre lo Zoo di 105 di Marco Mazzoli utilizzò la sua voce per remix musicali e scherzi telefonici. Dal canto suo, il povero Germano andò avanti fino ad ammalarsi e morire a 79 anni.


Questa è la storia di ciò che potrebbe essere definita fenomenologia di un personaggio diventato famoso per il suo “lato oscuro” (se così si può dire), a discapito dei lunghi anni di studio e di lavoro che non sono bastati a rendergli giustizia. Per moltissime persone, Germano Mosconi sarà per sempre quel giornalista sconosciuto ai più e famoso per le bestemmie mentre lo riprendevano a sua insaputa, forse per scherzo o forse per mera cattiveria. A questo punto, ci auguriamo che il motivo sia riconducibile alla cattiveria perché se si trattasse di uno scherzo, allora sarebbe la peggior burla della storia degli strumenti di comunicazione italiani, dato che mentre noi siamo ancora davanti ai pc a ridere, lui intanto se n'è andato da dannato...


7 commenti:

  1. Fa molto male nel profondo nel cuore sfruttando la debolezza di qualcuno per poi renderla vitale a sua insaputa...

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  2. Grande Germano.
    Condivido tutto quello che hai scritto, il povero Germano si è ritrovato a essere un fenomeno da baraccone, mentre era un giornalista serio e di tutto rispetto.
    Oh, ovviamente ho riso anche io davanti ai suoi video..però mi sembra esagerato addirittura la radio che voleva intervistarlo in quanto meme vivente...

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    1. io sono il primo ad aver amato il lato blasfemo di Mosconi. Insomma tutti o quasi tutti lo abbiamo amato per questo. Poi una mattina mi svegliai e provai a mettermi nei suoi panni e quindi cominciai a investigare. È morto dannato il povero Mosconi ma almeno i tifosi del Verona sapranno sempre chi è stato (almeno loro e qualcuno di noi)

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  3. Una bella riflessione su Mosconi, che in effetti tutti noi ricordiamo per le sue uscite "blasfeme". Tra l'altro, al lavoro da anni ormai ho fatto mia una sua celebre frase: se non bestemmio, guarda... :D

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    1. devo ammettere che anche io spesso utilizzo quella frase XD
      Benvenuto nel mio blog!

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  4. Sarebbe facile perdermi in virtuosismi letterari, ma mi limiterò a:

    È UN ARTICOLO INTELLIGENTE

    Soprattutto apprezzo la rilessione a fine articolo che dovrebbe far riflettere sull'irresponsabilità che si fa dei mezzi di comunicazione come Internet

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    1. grazie Marco, mi fa piacere ti sia piaciuto. Alla fine mi sono immaginato ne suoi panni. No, neanche a me piacerebbe fare una fine simile per quanto ancora oggi continui a ridere come un ebete quando rivedo i suoi video

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