sabato 7 novembre 2026

Leo Ortolani Collection - C'ero una volta: cosa vuole dire fare fumetti?

 

Leo Ortolani Collection - C'ero una volta: cosa vuole dire fare fumetti? L'autore di Rat-Man ci spiega il rapporto soprattutto con la sua creazione più famosa. 

C'ero una volta: Ortolani racconta sé stesso e la sua carriera da fumettista.

Cosa vuole dire fare fumetti? Quanto sono importanti per i loro autori? La risposta ce la dà il mitico Leo Ortolani in "C'ero una volta", il primo volume della collana "Leo Ortolani Collection", attraverso la quale Panini Comics ci mostrerà non solo le storie più famose ma anche quelle rare, se non addirittura introvabili del padre di "Rat-Man". In questo numero d'esordio, l'autore parmense ci racconta le difficoltà della carriera da fumettista, con le tutte le conseguenze del caso: la voglia di realizzare un sogno, la paura di rimanere incastrati nelle proprie trame, il rapporto morboso con i personaggi creati, la dipendenza dalla fantasia e da nuove idee, l'incubo del finale perfetto e il distacco definitivo dopo l'epilogo. 


In "C'ero una volta", Ortolani si mostra nei vari periodi della sua vita, da quando era giovane fino all'età più adulta, poi continua a porre sé stesso in mezzo a queste due fasi, proprio per spiegare al lettore cosa abbia significato per lui essere un giovane pieno di sogni e cosa significhi oggi essere invecchiato con mille dubbi e incertezze. La passione per i fumetti Ortolani la sviluppò a partire dall'età di cinque anni, impegnandosi già a ritrarre personaggi con il muso da scimmia perché i volti umani lo mettevano in difficoltà. Un'ulteriore evoluzione avvenne poi dopo i nove anni, in seguito alla scoperta di Star Trek prima e al Batman di Tim Burton poi nel 1989: in questo periodo Ortolani concepì Rat-Man, la cui serie sarebbe diventata regolare nel 1997. I racconti partoriti poi in occasione del decimo anniversario dalla nascita del supereroe hanno contribuito negli anni a dirci qualcosa su Leo Ortolani uomo e artista. 

In "C'ero una volta", i curatori hanno inserito i capitoli "Le sconvolgenti origini del Rat-Man" (2015), la "Storia finita" (2017), "Non di questo mondo" (2018), "Venne il giorno" (2021) e infine "La porta" (2018) per esprimere il viscerale rapporto tra la nona arte e Ortolani, il quale ha sempre creduto che il fumettista non sia un mestiere, bensì una passione così divorante da indurre alla convinzione che "il fumetto sia tutta la propria vita", fino al punto da trasformare l'esistenza delle persone, i loro rapporti con gli altri e soprattutto il loro modo di vivere la realtà circostante. 


Il maestro è particolarmente legato al capitolo "La storia finita", inizialmente concepito in maniera divertente, poi diventato qualcosa che narra la pressante vita di un fumettista brillantemente descritto come un vecchio e solitario lupo di mare. Per questo episodio, l'artista ha messo in campo quanto visto nel film "Il vecchio e il mare" tratto dal racconto di Hemingway: l'esempio perfetto per descrivere una particolare condizione vissuta durante la propria carriera da fumettista, specialmente nel periodo di stesura di Rat-Man. Guarda caso, è proprio l'alterego di Deboroh La Roccia a salire sulla barca e ad aiutare il proprio creatore a domare la storia (i pesci) di turno, a farla propria ma non prima di aver legato per bene una buona trama (la rete da pesca) perché senza una buona trama i buchi di sceneggiatura potrebbero far fuggire la storia. Leo Ortolani troverà la risposta non dai suoi eroi ma dalla volontà di alzarsi dalla sedia e andare a prendere un buon contenuto dopo aver capito dov'è nascosto. 


Poi si arriva al momento cruciale, cioè la genesi di Rat-Man, ovvero il giorno in cui un giovane Ortolani partecipò a un concorso presentandosi con due storie: "Ognuno ha i suoi problemi" e "Rat-Man". Ebbene, il fumettista vinse quel concorso come migliore autore esordiente alla fiera Lucca Comics perché i giudici scartarono la prima storia e promossero la seconda che, tra l'altro, era stata inserita in un secondo momento per paura di non convincere la giuria. La sconfitta di Vincent (il protagonista di "Ognuno ha i suoi problemi" fu la salvezza di Rat-Man e questo indusse Ortolani a rielaborare tutti i suoi piani artistici, fino a realizzare un sogno apparentemente impossibile.

Infine, l'accettazione. Ortolani per anni è stato ossessionato dal fatto che Rat-Man dovesse concludersi con il numero 100 ma in realtà, una serie a fumetti va terminata al momento giusto, quando la trama lo consente: la fine di una grande storia non ha numeri ma solo senso e sentimento. Ed è proprio per questo che in "La porta", Ortolani spiega il perché Rat-Man non potesse avere un seguito e un ritorno dopo la battaglia finale: finalmente ha raggiunto la maturità di cui aveva bisogno per lasciare la mano delle sue creature e tenere chiusa quella porta rimasta in precedenza aperta per venti anni, un ventennio di ispirazione, di colpi di scena, battute e riflessioni. 


"C'ero una volta" è semplicemente un riassunto della vita dell'Ortolani fumettista e di quanto abbia rischiato di rimanere prigioniero della sua fantasia. Tuttavia, solo l'esperienza ci permette di crescere e Leo di crescita ne ha fatta tanta. A 59 anni, il vecchio diavolo continua a sfornare storie da urlo ma soprattutto, in occasione dell'ultimo Lucca Comics (anno 2026), ha annunciato il ritorno di Rat-Man. Quando? Lo vedremo nei prossimi episodi.

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