Fumetti DC - "Il Batman che ride" di Scott Snyder e Jock: direttamente dal Multiverso Oscuro, ecco il ritorno della nemesi più pericolosa del "Pipistrello".
Il Batman che ride: quando il Pipistrello e Joker diventano la stessa persona
Dopo i fatti narrati in Batman Metal (LINK), Scott Snyder tornò nel 2019 in casa DC per dedicare una storia intera a una delle creature più spaventose e affascinante dell'Universo in questione: "Il Batman che ride". La serie a fumetti prende il nome dell'antagonista principale, così da fornire ai lettori forse la nemesi definitiva del Cavaliere Oscuro, sviluppatasi nel suo mondo dopo che Bruce Wayne aveva ucciso Joker e assorbito la sua pericolosa tossina.
La prima apparizione del "Batman che Ride" risale ai tempi di "Dark Days: The Casting", serie ideata dallo stesso Snyder insieme all'inseparabile amico e disegnatore Greg Capullo. Questo Pipistrello proviene dal Multiverso Oscuro, una zona dove Batman e Joker convivono nella stessa persona, ossia un essere che rappresenta la versione più letale e devastante del Crociato Mascherato. All'epoca, Snyder pensò al "Batman che ride" come il peggiore incubo del nostro mondo, nonché personificazione dell'Inferno in terra per Batman: non a caso, la nemesi definitiva del nostro eroe proviene da un universo dove il codice morale contro l'omicidio non esiste e la violenza diventa pura manifestazione della nuova realtà gotamita. L'obiettivo primario di questo mostro è sempre stato quello di rovinare l'esistenza di colui che reputa il "peggior Batman mai esistito", quindi, perché non farlo portando in vita tutti i peggiori incubi del tuo alterego?
Il "Batman che ride" è una versione del Batman di Terra 22 del Multiverso Oscuro. In questo angolo posto sotto la superficie del nostro Multiverso, Joker decise di massacrare l'intera Gotham City dopo aver scoperto di essere prossimo alla morte a causa dell'eccessiva quantità di composti chimici presenti sul suo corpo: così, "L'Uomo che Ride" eliminò tutti i nemici storici di Batman ma anche tantissimi innocenti (persino bambini). Ormai segnato dalla violenza del suo peggior avversario, Batman esplose di rabbia e lo eliminò, rimanendo tuttavia contagiato dalle sostanze tossiche emanate dal suo corpo. Da quel preciso istante Bruce Wayne mutò nell'aspetto e nei comportamenti, finendo per somigliare sempre di più a Joker e infine diventare "Il Batman che ride". La sua metamorfosi è stata così estrema da indurlo in seguito a perdere sì il controllo ma anche a mantenere tutte le capacità fisiche e intellettuali del sé stesso del passato. Questo essere fu in grado di conquistare l'intera Terra 22, uccidere tutti i suoi vecchi alleati, tramutare il figlio Damian in un mini-Joker e infettare tanti altri bambini così da creare il suo esercito di "Robin con la Rabbia". Inoltre, indossa una visore fatto di Metallo Oscuro che gli consente di sfruttare la precognizione (o una forma di essa) e come armi porta sempre con sé mitragliatori, coltelli e catene con lame. Famosi ormai con anche i suoi batarang di "Metallo Oscuro" che riescono a tirare fuori la parte peggiore delle vittime.
Nel fumetto di cui parleremo oggi, "Il Batman che Ride", vediamo questi mettere piede sulla Terra del Batman principale, ma non prima di aver reclutato ed eliminato altre versioni di sé stesso. A proposito di quest'ultimo particolare, l'unica versione di Batman risparmiata dalla creatura è il "Cavaliere Truce", alias un Bruce Wayne che porta avanti la sua battaglia nel proprio mondo utilizzando un vero arsenale bellico, così da sottomettere Gotham alla sua dittatura militare. I due personaggi decidono quindi di sfidare il nostro Vendicatore ma, si sa, non prima di avergli fatto pagare (anche indirettamente) qualche pegno: Batman si ritroverà infettato dalla tossina di Joker anche in questo caso, eppure sarà proprio tale evento a permettergli di combattere alla pari contro il "Batman che ride". Il più grande detective del mondo dovrà diventare quasi come lui per poter reggere le sue stesse capacità espresse però alla massima potenza dalla sua versione più spaventosa.
In "Il Batman che ride" la prima regola che viene infranta dai narratori è quella anti-omicidio. Si sa, Batman non uccide, non ha mai voluto sporcarsi le mani e questa sua caratteristica ha contraddistinto la sua quasi secolare esistenza. Fin dalla morte dei suoi genitori, assassinati nell'ormai iconico vicolo a Crime Valley, Bruce ha sempre giurato che avrebbe combattuto il male usando il suo intelletto e le sue straordinarie capacità atletiche, incurante dei metodi dei suoi avversari. A dirla tutta, spesso si è interrogato sulla consistenza di questo suo ideale, così nobile per la tutela dell'innocenza umana eppure così letale per tante vittime coinvolte nei suoi casi. Cosa sarebbe successo se Batman avesse infranto questo suo giuramento? Avrebbe salvato tante vite o sarebbe diventato simile al male che da sempre ha cercato di fermare?
Tali risposte sono da ritrovare qui e anche nella lettura di "Batman: Metal", scritto e disegnato nel 2017 da Scott Snyder e Greg Capullo, i quali introdussero il concetto di Multiverso Oscuro: trattasi della porzione del Multiverso DC governata dall'oscurità, dove esistono varianti negative del Cavaliere Oscuro guidate dal "Batman che ride". Proprio "Il Batman che ride" si fa ritratto delle più profonde paure di Bruce Wayne perché sintetizza nel proprio corpo l'infinita guerra editoriale tra il Pipistrello e Joker, culminata con una "fusione" dei due che ha abbattuto completamente il codice morale del supereroe. "Il Batman che ride" mostra un villain che mantiene le grandi doti di Batman ma nel contempo è afflitto dal sadismo e dall'immoralità di Joker: saranno questi poteri a renderlo un osso troppo duro per chi in effetti conosce bene sé stesso ma non una sua versione malvagia e fuori controllo.
Una volta sopravvissuto a "Dark Nights: Metal", questo sinistro essere diventa il fulcro della successiva narrazione di Snyder, soprattutto grazie ai disegni mozzafiato di Jock che ha saputo dare una meravigliosa impronta horror alla storia ma soprattutto un senso di incontrollabile surrealismo a Gotham City. Il "Batman che ride" ha il corpo deforme e un sorriso così enorme da essere l'unica parte evidente del suo corpo. Egli fa in modo che Batman trovi ogni versione di sé assassinata brutalmente perché lo scopo del nemico non è solo distruggere anche la SUA Gotham, ma è anche quello di far sparire tutte le sue versioni esistenti da ogni parte del Multiverso DC. Insomma, "ne resterà soltanto uno" come recitano i personaggi del film "Highlander"!
Bruce è spaventato dalla figura del suo demone e per affrontarlo non può far altro che accettare il virus di Joker, spingendosi oltre ogni limite e rischiando di creare un'altra inquietante versione del "Batman che ride". Per sua fortuna, Bruce potrà far affidamento sul commissario Gordon e sul ritorno del redivivo figlio di quest'ultimo, anche se il "Cavaliere Truce" farà la sua parte per mettere i bastoni tra le ruote ai nostri eroi. A proposito del "Cavaliere Truce", come anticipato prima si tratta di una bellicoso Batman che nel suo mondo ha preferito seminare la politica del terrore tra le strade di Gotham City: questo Wayne da piccolo ha visto i suoi genitori morire ma è stato anche capace di reagire (e usare la stessa arma del delitto) per vendicare, un attimo dopo, il torto subito. Proprio da qui vediamo il personaggio crescere in giro per il mondo con l'unica missione di diventare il Cavaliere Truce, ossia un Batman dal grilletto facile, nonché un criminale reputato troppo pericoloso anche da Jim Gordon che farà di tutto per arrestarlo. La conti in sospeso, seppur con un sapore diverso e decisamente amaro.
Ma torniamo al duello principale, quello che vede il Pipistrello Infernale muoversi come un'ombra in mezzo alle tenebre di Gotham City, spostandosi come gli pare e piace tra un mondo e l'altro, così da buttare ai piedi del Batman originale un altro Bruce Wayne morto stecchito. La sfida tra i due non è fatta solo di sangue e violenza ma li spinge a mettere in campo tutta la loro intelligenza, senza dimenticare che ognuno conosce le mosse dell'altro e viceversa! Del resto, stiamo parlando comunque della stessa persona, quindi per il lettore sarà davvero dura reggere il confronto. Certamente il "Batman che ride" ha un passo in più per via del mix tra sé stesso e Joker ma sappiamo altrettanto bene che il nostro Cavaliere Oscuro sa sempre fare la cosa giusta al momento giunto (pur in condizioni estreme). La narrazione a un certo punto proietta Bruce in un livello intermedio tra realtà e spazio onirico, infatti, le meravigliose tavole di Jock esprimono il duello finale come il ritratto di una battaglia interiore contro i propri demoni perché il protagonista questo fa, cioè combatte (fisicamente) contro la massima estensione delle proprie paura e del sé stesso che non avrebbe mai voluto incarnare. In parole povere, il "Batman che ride" va eliminato non solo per salvare il proprio mondo ma soprattutto per far sì che Wayne non veda mai più cosa sia diventata la sua persona in un altro universo. Il finale lascerà intendere finita è finita la battaglia ma non la guerra! Per questo vi consiglio di recuperare "Batman - Death Metal".
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