Fumetti, Rat-Man - La Conjura del Male: la nuova pseudo parodia horror di Leo Ortolani. La recensione!
La Conjura del Male di Leo Ortolani: la nuova serie dell'autore di Rat-Man
E niente, son tornato dalla mia ennesima semestrale esperienza da chef de rang sull'Isola d'Elba così, a buffo, senza dire niente. E sempre senza dire niente ecco che ritorno in grande stile! Perché in grande stile? Beh quando c'è Leo Ortolani di mezzo mi sento come Gennaro, il mio collega pasticcere di 72 anni che era solito recarsi a lavoro con una fedele copia della Bibbia sotto braccio. Ecco, a proposito di Bibbia e religione metto sul tavolo la mia personale recensione dell'ultima fatica di Leo Ortolani: signore e signori ecco a voi "La Conjura del male".
Da diverso tempo sostengo che Leo Ortolani sia un vecchio diavolo che non smette mai di lasciare il segno con le sue geniali idee. Tuttavia, ho come la sensazione che stavolta, magari leggendo una mia recensione (seee!), mi abbia preso un po' troppo alla lettera e abbia deciso quest'anno di regalare ai suoi lettori "La Congiura del Male", una diabolica (appunto) pseudo parodia ("pseudo" vedremo dopo perché) dell'autore di Rat-Man. Si tratta di una nuova serie di sei spillati pubblicati da Panini Comics tra aprile e ottobre 2026, dove due preti esorcisti sono impegnati ad affrontare una forma di male che ripercorre i grandi classici dell'horror ma anche film cult usciti negli ultimi anni.
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| Leo Ortolani inserisce le sue fonti di ispirazione prima di tutto nelle copertine! |
La trama in breve (no spoiler)
Una famiglia si imbatte in una misteriosa bambola e poi acquista una casa infestata da una pericolosa presenza demoniaca, così potente da incutere paura anche al diavolo (che non è necessariamente Satana). Tale entità corrisponde al nome di Suor Amodea, una donna legata profondamente alle forze del male e un tempo temuta addirittura dal Vaticano. Per porre fine alle ostilità scenderanno in campo padre Angelini (ripescato dalla serie regolare Rat-Man) e padre Down (Deboroh La Roccia, proprio lui!), due esorcisti costretti a sostenere noiosi corsi prematrimoniali in seguito a un rito di liberazione finito male. Per fortuna, in loro soccorso giungerà anche il cinico padre Merry, senza dimenticare che il caso gli verrà assegnato addirittura dal più improbabile degli imploratori.
Come spiegato da Andrea Palazzi nell'introduzione al primo numero de "La Conjura del male", abbiamo a che fare con una pseudo parodia, cioè uno strumento utilizzato da Ortolani per mantenere i contatti con l'universo multiforme del suo Immaginario: partire da ciò che gli è piaciuto o non piaciuto e raccontarlo a modo suo, ripescando i personaggi della sua produzione fumettistica. I rifacimenti comici di Ortolani non possono definirsi parodie perché portano, inesorabilmente, la vena artistica dell'autore a rendere storie come "La Conjura del male" come qualcosa di estremamente personale e originale al cento per cento, pur lasciando in bella vista i temi e profili da cui trae ispirazione per i suoi lavori.
"La Conjura del Male" parte prima di tutto dalla celebre serie cinematografica "The Conjuring", la quale ha fatto la fortuna del genere horror grazie a vari sequel e a importanti spinoff come Annabelle, The Nun e La Llorona. Come ben sapete, la saga parla degli indagatori del paranormale Ed e Lorraine Warren, realmente esistiti e diventati famosi per tanti casi finiti al centro delle cronache statunitensi (ad esempio Amityville, il Poltergeist di Enfield e naturalmente le trame riportate nei film). Ortolani parte dunque da qui ma al posto dei coniugi Warren inserisce i nostri due simpatici esorcisti Angelini e Down, nati da pellicole fortunate e sfortunate tra cui "L'esorcista" (che ad Ortolani è piaciuto) e "L'esorcismo di Emma Schmidt - The Ritual" (che al maestro non è piaciuto per nulla).
Ortolani va diritto al sodo mettendo in risalto pregi e difetti di un genere preciso come l'horror, ormai diventato difficile da gestire per gli stessi maestri del settore per via della mancanza di originalità all'interno degli elementi cardini di una storia del terrore: l'autore smonta a suo piacimento quella sensazione di "visto e rivisto" nei film horror, ossia quei piani narrativi che vorrebbero regalare agli spettatori qualcosa di nuovo ma che in realtà porta a banalità trite e ritrite, viste e riviste. Leo lavora moltissimo su questi paradossi che, nel contempo, non risparmiano di mettere a loro volta in difficoltà la sua pseudo parodia. Il bello dei fumetti del maestro è anche questo e solo in questo modo sa che può tirare fuori il meglio delle proprie prese in giro.
Ortolani, tra l'altro, nell'appendice del secondo numero ha addirittura raccontato tre aneddoti sul concepimento e sulla realizzazione del nuovo fumetto:
- una rovinosa caduta dalla scrivania che ha rischiato di fargli rompere la testa contro un comodino mentre ascoltava la colonna sonora di "The Conjuring";
- il ritrovamento di un portachiavi con l'Arcangelo Michele che trafigge Satana poco prima di rivedere la scena in cui Ed Warren recita la formula "In nome dell'Arcangelo Michele, capo dell'esercito degli Angeli, io ti comando!";
- la visione di una targa automobilistica riportante i numeri 666;
Questi primi segnali sono bastati all'autore di Rat-Man per portare avanti il nuovo progetto e portarlo a termine, incurante dei lati sinistri di ciascuno degli eventi poc'anzi narrati.
Per il personaggio di Suor Amodea, Ortolani ha naturalmente preso la protagonista di "The Nun" e l'ha buttata al centro della sua sceneggiatura come antagonista principale, massima forma del male temuta anche da Dio e da Lucifero. Leo ha provato a farla assomigliare parecchio a Bonnie Aarons truccata da Valak, ma in seguito non ha ripudiato l'idea di optare anche per versioni più affascinanti tratte dalle suore di lungometraggi anni '70 intitolati "Suor Emmanuelle" e "Metto lo diavolo tuo ne lo inferno mio" (eehhh vecchio diavolo il maestro Ortolani). Infine, mettiamoci dentro anche i lineamenti di attrici come Sylva Koscina e il gioco è fatto: ecco Amodea, bella da umana e brutta da demone, per nulla volgare e tanto seducente nonostante sia ben lontana da qualsiasi riferimento erotico come nei film poc'anzi citati.
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| Vai vai! |
"La Conjura del male" non è una semplice pseudo parodia dei classici dell'orrore, bensì muove anche l'animo critico di Ortolani verso il concetto di bene e male, passando anche per le contraddizioni della religione cristiana e del sistema clericale impostato dal Vaticano, specie in riferimento al controverso ruolo della donna. Il papà di Nightman e Venerdì 12 non risparmia le sue impareggiabili battute politicamente scorrette, però sembra voler presentare "La Conjura" come un fumetto mosso più dalle riflessioni analitiche che dall'ironia (che naturalmente non manca). Non a caso una ripassatina alla Bibbia c'è stata, così come la cura dettagliata nei dialoghi più complessi. Come già detto, Ortolani non fa comunque mancare la sua ironia, infatti, questo fumetto strappa non pochi sorrisi e non poche risate nei momenti principali della narrazione: la bravura del genio di casa Panini sta nel fatto di aver sostituito gli spaventosi colpi di scena del genere horror con le battute raccapriccianti di padre Down (e non solo).
Dopo "L'anello dei Ratti", Ortolani ha preferito tornare su uno dei suoi generi preferiti per esprimere forse quella che potrebbe essere la sua idea finale di cinema horror: un'idea più critica e volta a sperimentare nuovi orizzonti della propria produzione artistico-narrativa, tanto per sfatare qualche vecchio stereotipo o un noiosi cliché. Per come la vedo io, penso che "La Conjura del Male" sia una delle opere più mature e pensate dal Leo Ortolani, infatti, è evidente che egli abbia cercato di mantenere fino all'ultimo una certa coerenza descrittiva. Basti pensare all'ultimo numero della storia che potrebbe apparire come banale ma, in realtà, è parodia stessa della banalità degli atti conclusivi di molti film horror, colpevoli di incompiutezza anche se i primi tre quarti di proiezione film valgono il prezzo del biglietto.
E niente, il vecchio diavolo parmense se l'è cavata bene anche stavolta!
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