giovedì 23 settembre 2021

Rat-Man Gigante: The Walking Rat. La recensione


Questo mese è in edicola il numero 91 di Rat-Man Gigante con la prima di tre parti dedicate al mondo degli zombi. Ortolani (reduce anche dal fresco successo di Matana) con la sua solita ironia crea un personale mondo abitato da morti viventi e di come gli umani continuino a sopravvivere.

Tuttavia, questa vicenda ci viene raccontata dal protagonista, il nostro Rat-Man in versione zombie ma con una caratteristica che lo differenzia dagli altri mostri: è riuscito a mantenere intatta la sua coscienza. Per questo motivo, per quanto cerchi divertimento tra i suoi simili, il nostro eroe sente ancora una volta il bisogno di indossare maschera e mantello per cercare di reintegrarsi con il mondo dei vivi ed evitare che questi vengano divorati dal nemico. 


Questo albo è infatti diviso in due capitoli, "The Walking Rat" e "Il Confine". Proprio in quest'ultima parte troviamo dei personaggi a noi molto cari: le versioni parodiate dei protagonisti di "The Walking Dead". Non a caso, nelle schede di approfondimento è lo stesso Ortolani a precisare quale siano state le opere che l'hanno maggiormente influenzato tra cui il film "Il Giorno degli Zombie" e la serie a fumetti creata da Robert Kirkman e trasposta in versione televisive da Frank Darabont. 


Infatti, nella seconda parte di questo fumetto intravediamo Rick e sua moglie, Dale Horvath e Daryl Dixon. I loro nomi ovviamente sono stati cambiati e resi anche simpatici, come nel caso del capo della banda di sopravvissuti che viene ribattezzato "Brick". È stata anche accentuato il tema del tradimento: nella serie horror Lori Grimes tradisce il marito convinto che quest'ultimo fosse morta durante la prima invasione zombie, poi scatta il riscatto della donna che ritrova il marito e torna con lui. Nella parodia di Ortolani la compagna di Brick è descritta come una moglie con il "vizietto" e questo accade quando è proprio il marito a beccarla a letto con un altro uomo.


I sopravvissuti quindi si imbattono nel nostro Rat-Man, il quale vive e porta con sé un feto zombie chiamato "Fetoardo": questo è uno dei punti più alti dell'idea horror comica dell'autore, il quale pone l'accento sulla vita quotidiana di un morto viventi. Camminare a rilento, bisogno di cibo, uccidere, divorare, decomporsi e morire con una pallottola in testa. Ebbene, Rat-Man questo non lo vuole ed è perciò che lo vediamo andare avanti, cercando di creare un ponte tra i morti e i vivi. Lui stesso dice che non si beccherà mai una pallottola alla testa ma non può fare meno di attirare il gruppo di vivi perché lui si sente ancora vivo. 

Cerca di rivivere i bei tempi prima della fine del mondo come se nulla fosse cambiato, ma la feste, i fazzoletti nuovi, gli snack e le bevande non sono riportati nei menù dei "non vivi". Allora via con il cambiamento, con la speranza di vivere nuove avventure e non essere mai scoperto in merito alla sia vera identità.


Ovviamente non mancano riferimenti a "La notte dei morti viventi" e ad altri capolavori del genere, ma questi sono elementi che noteremo nel prossimo numero, in uscita il 2 ottobre con "La Città dei Morti Viventi" e un misterioso personaggio che sembra essere un rifacimento di Batman

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