lunedì 14 maggio 2018

Devilman Vol. II: lo scontro con l'arpia Silen tra demonologia, mitologia ed eros


Nel primo articolo che ha avviato questa analisi approfondita del manga Devilman di Go Nagai, siamo rimasti con il fiato sospeso per via dei fatti accaduti durante il sabba che ha visto il nobile Akira trasformarmi in Devilman e il povero Ryo cadere sotto l'attacco dei demoni. Per loro e nostra fortuna, nel secondo volume, scopriamo che i due amici sono sopravvissuti al massacro: Akira ha dominato Amon ed è tornato alla vita quotidiana nell'attesa che le cose prendano una certa piega; Ryo è soltanto svenuto ed è stato portato in salvo dall'amico.

Negli scorsi giorni abbiamo potuto ammirare quanto sia vasta la preparazione del maestro Nagai in merito alla tradizione religiosa e letteraria dell'occidente, a partire dai culti e dai miti medioevali fino a giungere alla Divina Commedia di Dante, il tutto perfettamente sfruttato grazie alla genesi dei demoni, cioè alla creazione di una specie infernale che abitò la terra nel periodo mesozoico insieme ai dinosauri e quindi prima che l'uomo facesse la sua comparsa. 

Il fumettista giapponese ha dato una sua spiegazione del male, scavando a fondo nell'animo umano per arrivare a toccare i suoi timori, le sue ossessioni ma soprattutto le sue paure più profonde, materializzatesi attraverso la riproduzione di mostri che rimandano alle tavole del pittore Goya e alle incisioni di Gustave Dorè








Passiamo adesso al secondo volume, all'interno del quale non solo riscontreremo ancora la presenza di riferimenti religiosi e mitologici legati al continente europeo, ma anche i primi passi di Devilman in un mondo che non sarà più lo stesso, dato che Akira dovrà tenere segreta la propria identità ed evitare che gli esseri umani cadano vittime dell'ondata distruttiva che rischia di spazzarli via. Akira comincerà a conoscere i ricordi del suo lato oscuro attraverso incubi terrificanti e nel contempo dovrà tenere a bada il desiderio di lotta che lo rende desideroso di uccidere, riuscendo però a non confondere gli umani con i demoni (e questo è già un segnale positivo per Ryo). Devilman dovrà inoltre scontrarsi con un nemico molto temibile, l'arpia Sirene che rivelerà al lettore piccoli dettagli inerenti al passato di Amon e alla presenza dei demoni sulla terra. 



LA TRAMA DEL VOLUME II

Dopo il sabba che ho permesso ad Akira di unirsi ad Amon, vediamo la storia riprendere esattamente come era cominciata: Akira sta tornando a casa con Miki dopo la scuola. La ragazza ha notato il vistoso cambiamento dell'amico, il quale, cammina per strada con la divisa sbottonata all'altezza del petto e presenta uno sguardo più tenebroso e minaccioso. 

A Miki sembra non dispiacere il nuovo Akira e comincia a prenderlo in giro facendogli qualche complimento, complimenti che vengono presi dal diretto interessato con un certo imbarazzo, a dimostrazione che del suo lato umano è rimasto ancora molto: infatti, è in grado di arrossire quando Miki gli dice di sembrare più "fico". Ebbene, il siparietto è destinato a scomporsi quando i due si imbattono di nuovo nei tre bulli del giorno prima, arrabbiati ancora per l'umiliazione inferta loro dall'intervento di Ryo

Miki, convinta che Akira sia cambiato solo nell'aspetto ma non nel coraggio, si fa avanti impugnando un'arma da taglio nascosta nella borsa, ma lo stesso Akira interviene chiedendole di farsi da parte e stendendo i tre tipi usando la sola mano sinistra. Miki è prima incredula poi si complimenta gettandosi su di lui per abbracciarlo. 






La scena si sposta di notte, mentre tutti dormono e Akira è alle prese con un incubo: si aggira nudo per una terra ghiacciata, le cui pareti crollano all'improvviso per rivelare una figura nera a tre teste  il re dei demoni Xenon?) che spaventa a morte il ragazzo. Miki, che dalla sua stanza ha avvertito le urla dell'inquieto dormiente, lo sveglia riportandolo alla realtà e rincuorandolo. 

Il buon umore torna subito appena parte un'altra scenetta tra loro, rivelando il carattere birichino, malizioso ma per nulla volgare due due amici, i quali, essendo nel pieno dell'adolescenza, avvertono una certa attrazione tra loro. Due battute, qualche sguardo e Miki torna in camera sua mentre Akira si immerge in una profonda riflessione per capire chi fosse mai quella sinistra figura incontrata nei suoi sogni.



Al mattino seguente, a bordo della sua moto (che non si capisce da dove sia sbucata), Akira si reca in ospedale per far visita a Ryo, ancora convalescente dopo l'attacco dei demoni ma già perfettamente in grado di muoversi nonostante abbia riportato una ferita seria. 

Ryo chiede ad Akira come sia convivere con un demonio dentro e quest'ultimo gli risponde di sentirsi bene, ha sempre voglio di fare a pugni e che non vede l'ora di rimettersi in gioco. Akira gli parla poi dell'incubo avuto nella notte e di quella strana entità che rischiava di schiacciarlo insieme ai macigni di ghiaccio: secondo Ryo non si tratterebbe di una semplice manifestazione onirica, bensì dei ricordi di Amon, la cui mente ormai è fusa a quella di Akira.

Ryo gli domanda ancora se ha paura di quel demone e Akira si mostra eccitato dall'idea di doverlo incontrare un giorno e ucciderlo. Ryo sembra preoccupato per il manifestarsi di alcuni atteggiamenti dell'amico.



Arriva di nuovo sera e i demoni fanno la loro comparsa per le strade della città, divorando donne e bambini e provocando incidenti stradali. In casa Makimura si respira comunque un'aria tranquilla e solare grazie a Miki che racconta alla famiglia i particolari della rissa di Akira contro i bulli: conosciamo quindi la famiglia adottiva del protagonista composta dai genitori di Miki e dal fratellino Tare. Nel frattempo, sotto la luna crescente, l'arpia Sirene arriva in città giurando vendetta a Devilman, l'essere che ha osato soggiogare il grande Amon

Sirene convoca due suoi scagnozzi, Ghelmer (un demone dell'acqua) e Agwell (un demone capace di spostarsi a suoi piacimenti lungo i pavimenti e i muri senza essere notato), i quali dovranno entrare in casa di Akira e Miki per uccidere tutti. Sirene è intenzionata ad arrivare fino in fondo usando ogni mezzo a sua disposizione e non esita a maledire casa Makimura augurando morte e distruzione (ricordate bene questo passaggio per i prossimi volumi).



Miki, intanto, è intenta a farsi un bagno caldo mentre Akira è in camera sua cercando di dare una spiegazioni agli strani presentimenti che invadono il suo corpo, come se fosse consapevole che qualcosa di cattivo stia per accadere, un qualcosa che nel contempo lo sta caricando al massimo per indurlo a desiderare un combattimento contro un nemico. 

Sirene, dal canto suo, sembra preoccupata nell'affrontare Devilman, dato che egli possiede i poteri di Amon, famoso tra i suoi simili come "il massacratore dell'Inferno", quindi una leggenda delle cronache maligne e dell'esercito di Lucifero.

Sirene si fa coraggio, sa di essere una delle guerriere più forti dai tempi della comparsa dei demoni sulla terra, perciò riesce a trovare le giuste motivazioni per mantenere la calma e aspettare la resa dei conti. Ghelmer è il primo a muoversi e attacca Miki mentre è nuda a fare il bagno, perciò tenta di affogarla usando il potere dell'acqua, senza immaginare cosa stia facendo il suo vero nemico dall'altra parte dell'abitazione. 

Akira avverte il gong della battaglia e corre immediatamente a soccorrere la famiglia che ha subìto anche l'attacco di Agwell. I genitori di Miki sono stati imprigionati al soffitto e alle pareti, solo il piccolo Tare è riuscito a salvarsi e a mostrare lo strano fenomeno appena verificatosi. Akira mette al sicuro il bambino e corre a salvare Miki riuscendo prima a respingere e poi a uccidere sia Ghelmer sia Agwell







Convinto che tutto sia finito, nel momento in cui Akira mette Miki a letto per farla riposare, Sirene irrompe sfondando il tetto di casa e afferrandolo con gli artigli inferiori per portarlo via e tentare di ucciderlo: la demonessa infatti è in grado di usare delle onde elettriche che impediscono ad Akira di potersi trasformare. 

Tuttavia, mentre i due planano in prossimità dei boschi, Ryo interviene sparando all'arpia e liberando l'amico dalla sua morsa: per qualche ragione ignota, Ryo si è svegliato capendo che Akira era in pericolo per via dell'arrivo di Sirene sulla terra. Sirene reagisce agli spari rilasciando gli artigli del braccio destro che bloccano l'umano al pavimento, mentre Akira riesce a liberarsi e a trasformarsi in Devilman (per la prima volta vediamo che è munito di ali), mostrando inizialmente una forza che il nemico non si sarebbe mai aspettato. 

L'inizio dello scontro vede Sirene subire gli attacchi incontrollati di Devilman che è in grado di evitare i suoi colpi e a prevedere ogni sua mossa. Tuttavia, quando Devilman è pronto a strappare le ali a Sirene e porre fine alla sua esistenza, l'arpia riesce a richiamare l'arto che blocca Ryo (rimasto ferito e privo di sensi) per potergli tranciare un braccio e poi colpirlo nuovamente allo stomaco.

Per Devilman sembra che le cose si stiano mettendo male, poi capisce che per fermare il fendente "boomerang" deve prima di tutto bloccare le antenne che Sirene porta sulla fronte e che le servono per controllare l'arto in movimento. Devilman, quindi, utilizza le proprie antenne per interagire con quella della demonessa, evitare il colpo e far sì che questo colpisca in pieno la sua stessa padrona. 

Sorpresa dal rocambolesco cambiamento degli scenari, Sirene accusa il colpo vomitando sangue come una fontana ma questo a Devilman non basta, perciò si scaglia ancora su di lei per strappare una delle ali che sovrastano il capo e quindi ferirla mortalmente.








Ormai sconfitta, incapace di reagire e con mezza testa mozzata, l'arpia invoca Xenon per ricevere l' aiuto e la forza per poter abbattere l'ostacolo, così fa la sua comparsa il demone Kaim (simile a un rinoceronte) che le chiede di fondersi con lui in maniera tale da poter vendicare ogni torto subito. 

Sirene, consapevole di essere gravemente ferita e di non avere più speranze, invita Kaim a rivedere la sua proposta perché rischierebbe di morire insieme a lei qualora la sua volontà dovesse sovrastare quella dell'amico. 

Kaim è consapevole della scelta ma è disposto a sacrificarsi, sottolineando che la bellezza di Sirene sia ancora evidente nonostante le ferite e il sangue: da solo si stacca la testa e permette all'arpia di avviare la fusione. 



Ne esce fuori una creatura cornuta cavalcata dal busto della demonessa, la quale, avendo il controllo della situazione, riesce a caricare Devilman e a trafiggerlo con uno dei suoi corni. Devilman accusa il colpo, vomita sangue, recupera le sembianze umane e attende che Sirene gli sferri il colpo di grazia, un colpo che sembra non arrivare visto l'improvviso stop della nuova creatura. 

Akira si risveglia il mattino seguente tra le cure di Ryo e un corpo praticamente rimesso a nuovo, infatti, le sue ferite sono guarite in un lampo e addirittura il braccio è tornato al suo posto come se nulla fosse successo. Ryo gli spiega di averlo soltanto bendato e di non aver fatto nulla di particolare, poi gli fa notare perché Sirene non l'ha finito: nonostante l'unione con Kaim è morta in piedi dopo l'ultimo attacco a Devilman. Sotto i tenui raggi del sole nascente, Akira ammira l'infinita bellezza di Sirene ormai priva di vita ma morte con orgoglio. 



L'ANALISI

Il secondo volume, pur se composto da 226 pagine, risulta molto più scorrevole e diretto per via delle lunghe sequenze d'azione che compongono quasi tutto il fumetto, a discapito invece dei dialoghi che hanno caratterizzato tutto il primo volume di Devilman

In questa sede, notiamo non solo il nuovo Akira nei suoi primi veri combattimenti contro nemici fortissimi, ma anche gli ennesimi riferimenti culturali che Go Nagai ha continuato a inserire nel suo manga più famoso, alcuni dei quali riconducibili anche alla sua stessa produzione lavorativa.

Partiamo dalle prime pagine dove rivediamo la stessa scena iniziale del primo volume, cioè Akira e Miki che tornano a casa dopo la fine delle lezioni. Abbiamo modo di osservare meglio il profilo del protagonista che presenta delle "fossette" demoniache intorno agli occhi, sopracciglia più folte, un sguardo più cupo e una struttura fisica più muscolosa. 

Oltre i cambiamenti fisici, in lui sono mutati anche alcuni elementi comportamentali, come ad esempio il portamento, il modo di camminare e il linguaggio. La bella Miki nota che in lui qualcosa è cambiato ma riesce a scrutare quel ragazzo timido e impacciato appena gli rivolge un complimento: Akira infatti arrossisce e si lascia coccolare da Miki proprio come è successo in passato, ancora prima di diventare mezzo demone




Buone notizie dunque per Ryo e in particolare per lo stesso Akira che riesce a mantenere un atteggiamento umano nonostante i segni della fusione con Amon siano evidenti ma non percettibili da chi disconosce la realtà dei fatti, come nel caso di Miki. Poco dopo però rivediamo un Akira aggressivo quando mette fuori combattimento i tre bulli, limitandosi tuttavia a batterli con una sola mano ed evitando di infierire su di loro. 

A mio parere, anche questo è un buon segno perché vuol dire che è capace di distinguere l'istinto di lotta umana da quella demoniaca. Per il resto, il giovane mostra sicurezza, carisma e grande temperamento, tutte caratteristiche acquisite in seguito ai fatti della notte prima durante la cerimonia del sabba.

Probabilmente, a permettergli di mantenere il controllo sulla rissa sarà stata anche Miki che, notando lo stato di stordimento dei bulli, capisce di poter cantare vittoria e complimentarsi con Akira per la bella lezione data a loro: anche in questo caso egli arrossisce facendo sparire per un attimo quei tratti diabolici che gli contornano gli occhi.



Passiamo adesso alla scena dell'incubo, durante il quale Akira si ritrova in mezzo ai ghiacciai ad affrontare un'ombra dotata di tre teste. Che sia Lucifero? Chi legge per la prima volta Devilman e magari conosce bene la Divina Commedia è consapevole che Dante, nel Canto XXXIV, descrive l'angelo decaduto come un essere orribile, bloccato in mezzo al ghiaccio e dotato di tre teste e tre bocche. 

Ebbene, la sinistra figura che vediamo nel manga sembra proprio rimandare a Dante, con la sola differenze che Go Nagai ci mostra Lucifero nel momento in cui è riuscito a liberarsi dalla sua prigionia ultramillenaria. C'è un particolare però da evidenziare: quello che potrebbe essere pensato come Lucifero, non presenta tre teste, bensì quattro. Osservando attentamente l'immagine, si notano altri due occhi sul petto del demone, particolare che mette per un attimo in dubbio il rifacimento a Dante e che otterrà risposta soltanto nei prossimi volumi. 

Ad ogni modo, secondo la mia opinione, vista comunque la somiglianza tra questa parte di Devilman e i versi dell'Inferno, credo che Nagai l'abbia utilizzato come espediente per creare tensione, ingannare il lettore e preparare l'effetto sorpresa che esploderà come una bomba nell'ultimo tankobon. Resta il fatto però che in questa parte viene più volte menzionato un certo Xenon, il grande re dei demoni che potrebbe rivelarsi non solo come l'entità apparsa in sogno ad Akira ma anche il nemico principale da temere.



Nell'attesa di capire chi si nasconda dietro questa misteriosa rivisitazione del diavolo dantesco, vorrei soffermarmi al momento in cui Miki desta Akira dal suo terrificante sogno e intraprende una nuova conversazione con lui, a tratti piccante e a tratti romantica. 

Nel momento in cui la ragazza si complimenta per l'ennesima volta per la vittoria riportata ai danni dei bulli, ecco che gli si siede vicino chiedendogli, rossa in viso, se vuole che lei dorma con lui per il resto della notte e fargli dunque compagnia nel caso dovesse avere nuovi incubi. Ecco che torna il timido Akira, precisando che dormire insieme non sarebbe una mossa tanto saggia vista la loro età e visto che lo stesso Akira è ospite loro, quindi non vorrebbe recare offesa a suo padre. 

La tanto divertente quanto dolce scena viene smorzata nel momento in cui Akira esclama di vedere le grazie di Miki da sotto la sua veste: sinceramente non capisco come abbia fatto poiché si tratta di una veste da notte tutta d'un pezzo e per nulla aderente, però è innegabile che Nagai abbia comunque accentuato qualche forma del corpo di Miki per imprimere quel pizzico di pepe anche agli occhi del lettore. Alla fine la ragazza gli molla un simpatico ceffone e gli augura buona notte e sogni d'oro. Che tipo di sogni? Guardate voi stessi la risposta di Akira.




Akira però torna subito a ponderare su quanto visto in sogno ed è consapevole di aver avuto seriamente paura dinanzi a quell'enorme sagoma. Detto ciò, il giorno dopo si reca da Ryo mostrando segni di aggressività smisurata e la voglia di fare a pugni con qualcuno. 

Esclama addirittura "è bello essere violenti, mi eccita!" ma Ryo non riesce a vedere quello che abbiamo visto noi lettori in precedenza, per questo motivo è normale vederlo particolarmente preoccupato ma anche rincuorato perché le cose, almeno per il momento, stanno procedendo esattamente come aveva previsto. Tuttavia, concentrandoci sulla figura di Ryo come se stessimo leggendo il manga per la prima volta, viene da porsi un paio di domande: perché lui non è stato posseduto da nessun demone? E perché le sue ferite sono guarite nel giro di pochissimo tempo? 

Il semplice svenimento e il fatto di avere un ottimo fisico potrebbero essere risposte apparentemente sensate perché è innegabile che Ryo, durante il sabba, avesse tutti i requisiti per unirsi a un demone, infatti, era alterato dall'alcol drogato e aveva perso la ragione nel momento in cui aveva nutrito la malsana idea di ferire i partecipanti alla cerimonia con una bottiglia di vetro rotta. Quale sarà mai il vero ruolo di questo personaggio e come potrà aiutare Akira se è un semplice essere umano? Le risposte le conosciamo già ma c'è anche chi non le sa, quindi, mi raccomando... fate i bravi.



Arriva dunque il momento degli scontri. Go Nagai ci presenta tre personaggi: l'arpia Sirene, Ghelmer e Agwell. Sirene è una potente demonessa che sembra in qualche modo legata affettivamente ad Amon ed è stata disegnata in maniera diversa rispetto alla sua classica rappresentazione riconducibile alla mitologia greca.

Sirene di Go Nagai è una bellissima donna nuda lievemente coperta nella zona delle parti intime (forse da uno strato peloso o da altro) ed è caratterizzata da due grandi ali bianche posizionate sulla testa e da artigliate zampe di uccello rapace al posto degli avambracci e delle gambe. Per convocare i suoi sicari provoca addirittura un forte vento, simile a una tempesta. In effetti, nel mito greco il nome delle arpie è collegabile alla personificazione della tempesta ma il loro aspetto è ben diverso da come ce lo mostra Nagai

In origine, le arpie erano creature mostruose dotate di un corpo interamente da uccello e la sola testa di donna. Tuttavia, nei secoli ci sono state non poche rivisitazioni riguardo il loro aspetto fisico, infatti, alcuni narratori le hanno sempre di più umanizzate fornendo loro il corpo di uccello ma testa e seni tipici di una vera donna, fino ad arrivare a figure che presentassero una corporatura più umana e quindi simile alla concezione di Nagai.

L'arpia Sirene è evidentemente il risultato di queste rivisitazioni, servite probabilmente anche per fornire una connotazione più erotica di questa figura che l'autore di Devilman riprende lasciando intendere quanto sia importante per lui mettere a nudo le due "donne" (come nel caso di Miki) e le sue "demonesse". 

Nel primo volume infatti, abbiamo potuto notare la vena erotica di Nagai quando ci siamo imbattuti nelle tre demonesse che riportavano malformazioni e mutazioni nelle loro zone più intime come la vagina o i capezzoli, forse per mettere in risalto anche il lato più perverso dei demoni possessori. Sirene invece è stata rappresenta con un eros diverso, tradizionale, quasi romantico vista la sua brillantezza e la sua lucentezza: nonostante l'aspetto minaccioso è di una bellezza a dir poco unica. 

Tornando però alle menzioni, vediamo dunque Nagai rompere gli schemi con il cristianesimo e dare spazio anche al mito greco. In realtà, c'è molto della nostra cultura anche in questo caso dato che le arpie vengono menzionate nel Libro XX dell'Odissea, nell'Eneide di Virgilio, nell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e, guarda caso, nel canto XIII dell'Inferno di Dante.

« Quivi le brutte Arpie lor nidi fanno,
che cacciar de le Strofade i Troiani
con tristo annunzio di futuro danno.

Ali hanno late, e colli e visi umani,
piè con artigli, e pennuto 'l gran ventre;
fanno lamenti in su li alberi strani. »

Ecco che ritroviamo le arpie, e quindi la stessa Sirene, nel mondo del sommo poeta. Per la precisione siamo nel settimo cerchio, in un bosco tenebroso, dove sono imprigionati e puniti i suicidi. Qui, le arpie hanno costruito i loro nidi e vengono descritte come previsto dalla tradizione greca. Il loro compito è quello di rompere i rami degli alberi e mangiare le loro foglie, provocando così immenso dolore ai dannati che risultano dunque imprigionati nelle piante. 

In un certo senso, il compito di Sirene sarebbe quello di portare dolore e disperazione in casa dei Makimura e lo fa annunciando immani disgrazie poco prima che Ghelmer e Agwell entrino in azione. Non è un caso, tra l'altro, che lo scontro tra lei e Devilman avvenga proprio in un bosco, in una lotta senza esclusioni di colpi e all'ultimo sangue, per una battaglia epica che provoca dolori insopportabili ai nostri combattenti e che vede la distruzione di molti alberi. Credo che Nagai abbia voluto strutturare così questa parte della trama per omaggiare ancora una volta il poeta fiorentino, specie nella scena in cui Devilman impala i seguaci di Kaim agli alberi.

Per concludere lo studio sul profilo di Sirene, c'è un piccolo elemento che rimanda nostalgicamente ai robottoni del maestro Nagai e lo scopriamo nel momento in cui l'arpia è in grado di lanciare uno dei propri arti per bloccare, ferire e uccidere il nemico: è innegabile che questa cosa rimandi ai lavori animati postumi come Il Grande Mazinger, Mazinger Z, Jeeg Robot d'Acciaio, Ufo Robot e altri.

Le prime rappresentazioni dell'arpia

Le prime rivisitazioni


Una riproduzione più umana e moderna dell'arpia


Le arpie dell'Inferno di Dante

Che dire invece degli altri demoni che compaiono in questo volume? Dopo attente ricerche posso dirvi che Ghelmer, Agwell e Kaim sono personaggi nati semplicemente dalla fantasia di Nagai, infatti, non ho trovato particolari che potessero in qualche modo collegarli a figure e miti della mitologia, della religione e della demonologia cristiana o giapponese. 

Questi tre demoni non hanno nulla in comune con i 72 spiriti infernali descritti dalla religione cristiana e non posseggono nemmeno una minima cosa in comune con quelli nipponici, però ho notato che Ghelmer è un demone capace di sfruttare l'elemento dell'acqua per risultare invisibile e attaccare i nemici. 

E' molto probabile che Nagai si sia di nuovo affacciato sull'occidente e sullo studio dei nostri demoni dato che essi vengono suddivisi in sei classi: i demoni dell'acqua, i demoni del fuoco, i demoni dell'aria, i demoni della terra, i demoni delle tenebre e i demoni sotterranei.

I demoni dell'acqua utilizzano questo elemento per portare fuori strada gli innocenti e uccidere con l'inganno un nemico. Possono sopravvivere anche lontano dai fiumi, dai laghi o dal mare ma perdono il loro potere una volta a contatto con la terra. Ghlelmer presenta molte di queste caratteristiche, specialmente quando lo vediamo attaccare Miki e quando viene ucciso da Akira: nel primo caso vediamo solo qualche timida immagine del suo aspetto, ormai perfettamente confusa con l'elemento di riferimento; nel secondo caso, Akira riesce a fare evaporare l'acqua che lo protegge e a farlo uscire allo scoperto come una spaventosa creatura rettiloide ormai incapace di fronteggiare il nemico. E' innegabile che anche qui ci siano chiari rimandi alla demonologia.





L'altro servo di Sirene, Agwell, risulta più difficile da catalogare ma di certo anche lui non è ispirato a nessun demone specifico delle religioni del mondo. Agwell è una creatura melmosa in grado di fondersi con qualsiasi cosa solida, quindi è probabile che appartenga alla categoria dei demoni di terra poiché è possibile trovarli ovunque. 

Dando uno sguardo alle tavole del manga, in effetti vediamo Agwell capace di confondersi tranquillamente non solo con l'asfalto e il mondo esterno, ma anche tra le mura di casa Makimura. Un altro aspetto interessante dei demoni di terra è la loro debolezza, non sono dotati di grande forza: guarda caso, Agwell viene eliminato da Akira in versione umana e con il solo uso delle sopracciglia usate come antenne contundenti.



Kaim invece è demone quadrupede che compare nella fase finale dello scontro tra Devilman e Sirene. A quanto pare, si tratta di una entità nobile, potente e particolarmente devota all'arpia, a tal punto da indurla ad accettare di fondersi con lui nonostante l'inevitabile appropinquarsi della morte.

Kaim ha il corpo di un rinoceronte, due enormi corna che spuntano dalle spalle e una piccola testa. Dalle prime battute, è evidente che Kaim nutra un sentimento d'amore profondo nei confronti di Sirene e questo emerge con estrema poesia quando egli esclama "sei bellissima anche ricoperta di sangue". 

Kaim non accetta che Devilman sia stato capace di umiliarla, non può sopportare l'idea che un essere umano con i poter di Amon abbia avuto l'arroganza di ferire a morte la demonessa e prepararla a un destino crudele, quindi, consapevole che la fine sarebbe arrivata anche per lui, è disposto a un ultimo ed estremo gesto di amore: sacrificare sé stesso pur di permettere a Sirene di uccidere Devilman e riscattare il suo orgoglio. Vista la sua breve ma importante comparsa, non è stato possibile capire a quale categoria di demoni appartenga.



Anche la nostra arpia appartiene a una delle cinque categoria dei demoni e per la precisione a quelli dell'aria data la sua capacità di volare, scatenare tempeste e di muoversi a grande velocità. In realtà, i demonologi li descrivono come esseri insuperabili nell'arte della trasformazione e dell'inganno, aspetti importanti che Go Nagai non risalta nel manga ma che sfrutterà nella serie "Devilman Crybaby" per potenziare i suoi personaggi e renderli più cattivi e perversi. La teoria che Sirene sia comunque un demone dell'aria va per forza confutata per via del mito greco che la vede come rappresentazione della tempesta.

Abbiamo forse anche un indizio concernente la natura di Amon, il cui potere sembrerebbe legato al fuoco o comunque alle fonti di calore, come si evince dalla scena in cui Akira riesce a evaporare l'acqua che protegge Ghelmer.




Silen merita comunque ulteriori approfondimenti anche per quanto riguarda il lato caratteriale che Nagai ha saputo definire molto bene nonostante l'elevata dinamicità delle scene. Al di là natura demoniaca, pur appartenendo dunque a una classe di esseri soprannaturali e privi di scrupoli, sembra che i demoni nutrano dei sentimenti. 

Sirene infatti sembra celare un animo romantico, nostalgico e mosso da una vendetta incondizionata atta a vendicare il disonore che l'umano Akira ha inflitto al potente Amon, il massacratore degli Inferi. Sirene sembra conoscere molto bene questo demone, infatti, a lei non importa che esista un Devilman perché attacca casa Makimura con l'intento di risvegliare il compagno e uccidere Akira: è mossa solo da pensiero che Amon non è più uno di loro. 

Tale consapevolezza la induce anche a nutrire timori nei confronti del nemico, proprio perché egli sfrutta i poteri di Amon (che Sirene conosce bene) e quindi sa che potrebbe trovare morte certa. Non è da escludere che i due ci sia stato un rapporto molto confidenziale se non intimo, forse anche una possibile storia d'amore ma non ci è dato sapere nulla di più.

Ad ogni modo, quando l'arpia fa la sua prima apparizione nel volume prendendo posizione sui tetti della città, scatena venti e tempeste come presagio di morte chiedendo però alla luna di non guardare ciò che sta accadendo perché potrebbe essere lordata dal sangue infetto dell'uomo diavolo. Ecco testuali parole: "splendida luna, è meglio che tu non veda ciò che sta per accadere! Rischieresti d'essere lordata dal sangue infetto." Sirene ha la sensibilità di preoccuparsi dell'innocente e solitaria luna esternando un lato romantico che la rende più umana che demone.
 
I demoni sono quindi capaci di nutrie amore? Kaim ne è l'esempio più lampante visto che decide di sacrificarsi nonostante Sirene sia ormai in fin di vita. Le parole al miele del demone commuovono l'arpia, la quale trova una fine degna della sua straordinaria bellezza che verrà notata anche da Akira nelle ultime due pagine del volume. 



Mi sembra giusto scrivere qualche rigo anche sul rapporto tra Akira e Miki, quest'ultima personaggio apparentemente secondario ma in realtà fondamentale ai fini della trama come si può evincere già dai capitoli postumi al sabba. Miki è una ragazza molto carina, vivace, spigliata e con un gran senso dell'umorismo. 

E' molto legata alla sua famiglia e ad Akira, a cui vuole molto bene sia prima sia dopo i cambiamenti del ragazzo. Tra loro, oltre a un grande rapporto di amicizia che sembra presagire un futuro lieto fine amoroso, si avverte una forte tensione erotica che Go Nagai riesce a a trattare con particolare delicatezza visto che tratta la storia di due ragazzini ancora inesperti in ambito sessuale. 

L'Akira dallo sguardo tenebroso che cammina a petto nudo per strada attira non poco l'attenzione di Miki, così come la femminilità di quest'ultima sembra non lasciare indifferente il nostro eroe che per fortuna, nonostante le influenze demoniache, non sembra manifestare violenti e preoccupanti impulsi sessuali. La loro unione, se così la possiamo definire, avviene comunque durante gli scontri contro Ghelmer e Agwell, cioè quando Akira riesce a portarla in salvo completamente nuda perché intenta a fare un bagno. 

Nagai, in queste vignette, mette in risalto una fascinazione del corpo femminile che attraversa 4 fasi: la denudazione, il bagno caldo, la violenza (tentata) e il salvataggio. In ciascuna di queste fasi, le forme sinuose del corpo di Miki a tratti sembrano sovrastare l'orrore degli scontri tra demoni, riuscendo a creare un perfetto binomio tra bruttezza e bellezza che trova il suo climax quando Akira riesce finalmente a metterla in salvo stendendola sul letto e osservandola come se nulla fosse, con quell'aria da ragazzo sensibile intento a rispettare l'innocenza della ragazza che gli appare bella come non mai. 



Concludiamo questa seconda parte parlando di colui che non può non essere il personaggio più curioso e insensato della storia: Ryo. All'inizio del volume, lo ritroviamo fresco come una rosa e perfettamente guarito nonostante le ferite riportate dopo il massacro del sabba. 

Non è stato nemmeno posseduto da un demone, proprio lui che aveva intenzione di cominciare per primo questo percorso insieme ad Akira combinando disordini allucinanti la notte prima. Inoltre, nel momento in cui Sirene sta per scatenare l'inferno sulla casa dei Makimura, Ryo si sveglia come preso di soprassalto da un cattivo presentimento che lo induce a preoccuparsi di Akira, così impugna il proprio fucile e si reca in prossimità dei boschi dove trova l'amico prigioniero degli artigli di Sirene: la cosa più sconvolgete è che lui già sa contro chi sta combattendo Devilman, pur non avendo ancora interagito direttamente con loro. Come può un comune umano avere tali capacità? E' un caso che Ryo stia sempre al posto giusto nel momento giusto? La risposta la troveremo nei prossimi volumi di Devilman.





LEGGI ANCHE:
Devilman Vol.1: L'eredità di Paura. Il mesozoico, Dante e il sabba nella Genesi di Nagai
















9 commenti:

  1. Bellissima analisi! Devilman è un'opera che mi ha sempre provocato sensazioni agli opposti ed è una bella occasione per riflettere su diversi aspetti.

    Mi piace molto il parallelo che hai fatto tra La Divina Commedia e il combattimento tra Silen e Akira.

    Il sacrificio di Kaim è una delle due parti migliori di Devilman Cry Baby (l'altra è Devilman stile Gesù che abbraccia i bambini), specie per il dialogo di Akira che riflette sull'amore tra demoni.

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  2. E non finisce qui perché, trattando proprio gli altri lavori postumi al manga, riusciremo a capire ancora di più su tutti questi personaggi, anche se non credo che tra Nagai e Yu Kinutani ci sia stata proprio una grandissima sinergia su certi aspetti.

    Nel caso te lo fossi perso, troverai anche l'analisi del primo volume.

    Devilman, dal punto di vista prettamente intellettuale (e non per l'ambientazione che è giapponese), è forse il manga più occidentale che abbia mai letto! G

    Grazie per il commento, fai un giro sulla pagina e se hai un profilo fb aggiungimi

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  3. È un articolo molto lungo e particolareggiato pieno di fonti interessanti.

    Personalmente apprezzo molto il secondo volume del manga, in primis perché contiene uno degli scontri più adrenalinici dell'opera, in secundis perché presenta i personaggi più belli del roaster di Nagai.

    Silene, Zenon e lo stesso Amon (che nel manga non si vede mai direttamente ma di cui si sente la presenza) sono e rimarranno misteriosi nel loro passato e nelle loro origini.

    Complimenti per l'analisi

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  4. Grazie Marco, diciamo che la lunghezza di alcuni articoli è anche voluta visto che sto dedicando anima e cuore ad alcuni argomenti.

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  5. Finalmente Siren in azione!!^^
    Sì. Penso proprio che -anche alla luce dei fatti da te esposti nel post precedente- Nagai si sia ispirato alla visione dantesca del grande demone nel ghiaccio.
    Siren poi dimostra proprio come l'autore conosca il folklore, visto che le sirene sono arpie (come il suo personaggio) e non donne-pesce.

    Moz-

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    1. I riferimenti a Gustave Dore e a la Divina Commedia sono stati pubblicamente ammessi da Nagai. Il suo stile grafico crudo si sposa benissimo con le ispirazioni che ha preso da questi due artisti in Devilman più che mai :)

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  6. Ah Silene 💗 sempre adorara. La prima volta la vidi nel film Mazinga Z contro Devilman faceva veramente paura!

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    1. Devilman è un capolavoro, setta ancora lo standard ed è uscito negli anni 70!

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