Chi è nato negli anniottanta e (come me) ha vissuto gran parte della propria preadolescenza negli anni 90' non può essere che un nostalgico, uno di quelli che vive per ricordare i momenti belli di un periodo storico che mai più tornerà. Quando la voglia di rivivere il passato prende il sopravvento, allora non puoi fare altro che ripescare la tua vecchia PlayStation e recuperare uno dei giochi più originali che abbia mai visto in tutta la tua vita.
Nel mio caso, qualche giorno fa mi è capitato di rivivere la folle avventura di Tombi, un ragazzino selvaggio dai capelli rosa la cui missione è liberare le terre in cui è nato e cresciuto dall'invasione di un esercito di maialicattivi.
Scusate l'attesa ma finalmente, dopo un periodo di impegni improrogabili, ecco che riprende la nostra rubrica dedicata alla ricostruzione della saga di Tekken e della famiglia Mishima, protagonista di una lotta all'ultimo sangue che ancora lascia molti punti interrogativi sull'esito finale.
Oggi dedicheremo spazio al quarto capitolo della saga che rimetterà il giovane Jin (vincitore del terzo torneo) faccia a faccia non solo con suo nonno Heihachi ma anche con il suo passato e le sue origini sia umane sia demoniache. Inutile girarci intorno: dopo 22 anni lontano dalle scene, KazuyaMishima sconvolge i fans di Tekken tornando più cattivo e spietato che mai, mosso dall'obiettivo di assorbire il lato oscuro del figlio Jin ed eliminare l'odiato padre una volta per tutte.
Torna la rubrica Death In Music, alla scoperta delle anime più tormentate e sfortunate della storia della musica mondiale. La scorsa volta abbiamo parlato della maledizione del soul e del Club27, toccando argomenti delicati come i decessi di Janis Joplin, Jimi Hendrix e Jim Morrison.
In questo nuovo articolo ci soffermeremo sul molti artisti che ai più possono sembrare sconosciuti, ma in realtà hanno avuto un ruolo importante negli anni 70', specialmente per i cambiamenti in vista che avrebbero visto un totale distacco dalla vecchia tradizione anni '60. Gli eccessi e l'ironia della sorte fanno da padroni a coloro che hanno dovuto dire addio troppo preso ai loro cari e ai loro fans tra il 1972 e il 1973.
1972: Linda Jones, Leslie Harvey, Clyde McPhatter, Brian Cole, Rory Storm, Billy Murcia, Raymond Jackson, Berry Oakley, Danny Whitten
La prima artista, vittima di una morte tanto prematura quanto tragica, è la cantante soul Linda Jones che il 14marzo1972 entrò a far parte del Club27 in seguito al suo decesso dovuto da complicazioni legate ai suoi problemi di diabete. La Jones nacque il 14 dicembre 1944 a Newark, da una famiglia di cantanti gospel che formarono i Jonas Singer.
Il primo successo di questa brava interprete della musica anni 60' è sicuramente la ballad Hypnotized, da cui trasse anche il nome per il suo primo album datato 1967. Fu un successo straordinario che la rese celebre in tutto il mondo, occupando la posizione numero 4 della classifica R&B Billboard. Tra gli altri brani che hanno fortificato nel tempo la sua fama e il suo talento si ricordano ancheWhat've I Done, Give My Love A Try, I'll Be Sweeter Tomorrow, That's When I'll Stop Loving You, Stay With Me Forever, Not On The Outside, Your Precious Love. Morì a 27 anni mentre dormiva, probabilmente per motivi legati a problemi di diabete che non le diedero mai tregua.
Morire sul palco è sicuramente la fine che ogni musicista desidererebbe fare, tranne nel caso in cui si passa a miglior vita dopo essere stati folgorati dalle scariche rilasciate da un microfono bagnato. E' successo al giovane Leslie Harvey, chitarrista degli Stone The Crows deceduto il 3 maggio 1972. Indovinate un po' l'età? 27 anni!
Nato a Glasgow, in Scozia, il 13 settembre 1944 e fratello di Alex Harvery, Leslie legò la sua vita soprattutto alla rock band degliStone The Crows, ma prima di questo passaggio passò molto tempo tra un gruppo e l'altro: si ricordano la AlexHarveySoulBand, i BluesCouncil (sciolti nel 1965 in seguito alla morte di due componenti a causa di un incidente) e i Cartoone. Tra un'esperienza e l'altra, LeslieHarvey prese dunque parte a singoli comeBaby Do Not Look Down (Blues Council), Railroad (Cartoone).
Ebbe addirittura l'occasione di poter a entrar a far parte degli Animals, ma rifiutò. Il 13 settembre 1944, durante una giornata piovosa mentre era impegnato a fare delle prove per un concerto, il giovane chitarrista rimase fulminato dopo aver raccolto ingenuamente un microfono da una pozzanghera accumulatasi sulla base legnosa. Leslie riportò diverse ferite e nonostante svariati tentativi da parte dei medici non riuscì a scampare alla morte.
Per quanto faccia male ammetterlo, morire per un attacco di cuore a soli 39 anni è una cosa più che possibile e comune: questo è successo al povero Clyde McPhatter, abile cantante specializzato nei generi Rhythm and Blues, Soul e RockAndRoll, nonché membro del famoso quintetto Billy Wards & The Dominoes e cofondatore dei Drifters. Proprio con quest'ultimo gruppo ha raggiunto l'apice della sua carriera grazie a lavori comeMoney HoneyeSuch A Night.
Per questo motivo, nel 1956, decise di avviare la carriera da solista con la Atlantic Records, la quale, contribuì alla realizzazioni di canzoni come TrasureOfLove, Without Love e Come What May. Dal 1964 cominciò ad aver seri problemi con l'alcol che probabilmente contribuì alla sua morte avvenuta il 13 giugno 1972 per un attacco di cuore che lo stroncò sul nascere.
Brian Cole, bassista degli Association, morì il 2agosto1972 per overdose di eroina a 29 anni, lasciando così tre figli. Il secondogenito Chandler fa attualmente parte dell'ex band del padre occupando il ruolo di chitarrista e vocalist, mentre il più giovane Brant è il batterista dei BlackoutTrust.
Rory Storm è stato certamente uno dei talenti più sfortunati della musica inglese a cavallo tra gli anni 50' e gli anni 60'. E' stato fondatore e leader della rock band Rory Storm and The Hurricanes che si è esibita a Liverpool proprio negli anni in cui i Beatles avviarono la loro scalata verso il successo mondiale. RingoStarr, prima di passare dalla parte di JohnLennon e PaulMcCartney, fu il primo batterista a esibirsi con il gruppo di Rory.
Gli Hurricanes tuttavia non riuscirono mai ad avviare una vera e propria carriera discografica, particolare piuttosto grave se si tiene presente che all'epoca erano tra le realtà più promettenti del rock britannico. Purtroppo incisero pochissimi pezzi e nessuno di questi venne pubblicato, se non dopo la morte del loro leader, avvenuta il 28 settembre 1972 per suicidio o presunto tale.
Dopo la morte di suo padre, infatti, RoryStorm decise di tornare a vivere con sua madre ma nei mesi successivi contrasse un'infezione al torace che lo costrinse a prendere dei sonniferi per poter dormire: il giorno dopo venne ritrovato morto insieme a sua madre, probabilmente deceduta dopo aver scoperto la tragica fine del figlio.
Stando all'autopsia, Storm non avrebbe ingerito un numero di sonniferi tale da ucciderlo ma alla fine fu stabilito che la causa del decesso fosse riconducibile al suicidio. Aveva 34 anni. Vi propongo uno dei pochi pezzi venuti a nostra conoscenza: Somethin' Else.
La droga e l'alcol, ma soprattutto la follia umana, possono essere bestie letali specialmente per chi brucia le tappe troppo in fretta. E' il caso di Billy Murcia, classe 1951, batterista dei New York Dolls scomparso il 6 novembre 1972 a soli 21 anni per un mix fatale di droga e alcol durante una festa.
Raymond Jackson è stato uno dei più importante interpreti e produttori del RhythmandBlues degli anni '60 e morì a 31 anni. Ha passato gran parte della sua vita a esibirsi come solista oppure insieme ad artisti del calibro di HomerBanks, Crutcher e CarlHampton. E' ricordato per successi come Who's MakingLove (scritta da lui ma cantata da JohnyyTaylor), (If Lonving You Is Wrong) I Don't Want To Be Right e If You're Ready. Passò a miglior vita il 10 novembre 1972 in un incendio.
La storia di Berry Oakley è una delle più commoventi e tristi. Fu tra i fondatori del gruppo americano The Allman Brothers Band, svolgendo il ruolo di bassista e voce. Oakley, oltre ad essere un grande amico dei fratelli Duane e GreggAllman, dimostro di essere uno degli elementi più preziosi specialmente nella realizzazione di hit comeIn Memory Of Elizabeth Reed eWhipping Post.
Oakley dimostrò in numerose occasioni che la band era tutto per lui, a tal punto che fece sempre di tutto per far sì che essa restasse sempre unita. Tuttavia, la morte dell'amico Duane, avvenuta il 29 ottobre 1971 per un incidente stradale, sconvolsero non poco il giovane Berry, il quale decise di riversare la propria frustrazione sull'alcol.
Manco a farlo apposta, morì l'11 novembre 1972 in seguito a un incidente in moto a Macon, proprio nelle zone in cui l'amico Duane perse la vita un anno prima. Dopo essersi schiantato contro un bus, il bassista si alzò dal suolo dichiarando di non essersi fatto nulla ma tre ore dopo si vide costretto a correre in ospedale, dove morì per emorragia cerebrale: stando ai medici, se Oakley si fosse presentato molto prima al pronto soccorso, non avrebbe comunque avuto modo di salvarsi vista la grave ferita riportata alla scatola cranica.
Il 18 novembre 1972, il gruppo musicale Crazy Horse e Neil Young dissero addio a un grande amico e collega: Danny Whitten. Whitten fu uno dei fondatori della banda e dimostrò di essere uno dei chitarristi più talentuosi della sua generazione, a tal punto la lasciare una grande eredità comeI Don't Want To Talk About Itche venne ripresa in più occasioni da cantanti del calibro di RodStewart e RitaCoolidge. Morì per un'overdose di alcol e valium a 29 anni esatti, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore e nella mente di chi aveva avuto modo di lavorare con lui e di essere suo grande amico.
1973: Charlie "Redman" Freeman, Ron "PigPen" McKernan, Clarence White, Jimmy Radcliffe, Paul Williams, Gram Parsons, Jim Croce, Maury Muehleisen, John Rostill, Bobby Darin
Il 1973 è stato sicuramente uno degli anni più neri e sfortunati del nuovo decennio. Molte figure importanti sono morte, indipendentemente dal ruolo che avevano avuto all'interno di un gruppo. ChuckBerry, infatti, subì un vero e proprio colpo al cuore quando il suo amico e chitarrista in sessionman Charlie Freeman, detto Redman, morì il 31 gennaio dopo essere affogato nel suo stesso vomito provocato da un mix devastante di droghe.
Ron "PigPen" McKernan, cantante e musicista americano legato ai Grateful Dead, morì alla maledetta età di 27 anni l'8 marzo del 1973 per un'emorragia gastrointestinale, a quanto pare legata alle conseguenze nefaste che l'alcol ebbe sul suo corpo.
Classe 1945, McKernan era un appassionato di blues e la sua musica fu influenzata da diversi stili e generi. Nella sua carriera, PigPen e i GratefulDead pubblicarono circa 9 album, poi vennero realizzati molti altri lavori e raccolte postume.
L'estate del 1973 fu particolarmente calda soprattutto per il gruppo inglese dei Byrds che videro morire prima il loro chitarrista 29enne Clarence White (deceduto il 14 luglio a Palmdale dopo essere stato investito da un camionista ubriaco poco dopo un concerto tenuto in California dal gruppo) e dall'ex pianista e chitarrista Gram Parsons (scomparso a 26 anni per overdose).
In mezzo alla scomparsa di White e Parsons troviamo la dipartita di Jimmy Radcliffe e Paul WIlliams. Radcliffe è stato uno dei personaggi più completi del panorama musicale americano degli anni 50' e 60'. Nato NewYorkCity il il 28 novembre 1936, è passato agli annali per titoli comeMy Ship Is Coming In e Long After Tonight Is All Over. Proprio quest'ultima, venne considerata un cult soltanto molti anni dopo la sua morte, avvenuta il 27 luglio 1973 per via dei problemi di peso che prima lo costrinsero alla rimozione di un rene, poi ne complicarono le condizioni cliniche portandolo in breve tempo ad abbandonare amici e parenti.
PaulWilliams, invece, era il cantante e il coreografo del complesso soul e pop The Temptations, con il quale ottenne le maggiori soddisfazioni della sua vita. Tuttavia, per colpa di numerosi problemi personali e complicazioni legate alla sua salute, nel 1973 fu costretto a lasciare il gruppo. Nessuno però avrebbe mai immaginato che il 17 agosto potesse verificarsi qualcosa di terrificante: Williams fu ritrovato morto suicida a bordo della sua auto, a quanto pare aveva deciso di farla finita sparandosi.
A 30 anni invece ci lasciò Jim Croce, uno dei massimi esponenti della musica folk rock di quegli anni. Croce conquistò le classifiche di tutto il mondo grazie a singoli come Bad, BadLeroyBrown e Time in a Bottle, ma non vanno dimenticati anche Operator e Photographs and Memoriescontenute nell'album You Don't Mess Around With Jim. Morì il 20 settembre in un incidente aereo.
Maury Muehleisen morì proprio sullo stesso volo di JimCroce, infatti, i due collaboravano da un po' di tempo in occasione dei concerti dello stesso Croce. Muehleisem aveva 24 anni e nella sua discografia troviamo l'album Gingerbreadd.
John Rostill è stato il bassista e uno dei compositori degli Shadows. Giocò un ruolo importante nella realizzazione di successi come "The Rise and Fall of Flingel Bunt",“Genie with the Light Brown Lamp", "I Could Easily Fall (In Love with You)", "Time Drags By". Ha scritto anche numerosi testi in favore di ElvisPresley. Morì il 26 novembre 1973 all'età di 31 anni per un'overdose di barbiturici.
Chiudiamo con Bobby Darin, attore e cantante statunitense abituato a muoversi tra le note del jazz, dello swing e del pop. Il successo mondiale arrivò con l'interpretazione di varie canzone, come ad esempio Beyond The SeaeMack The Knife. Morì 37enne dopo una lunga malattia al cuore che lo indusse a sottoporsi a numerosi interventi, fino a spegnersi il 20 dicembre 1973 a LosAngeles.
Dopo il secondo IronFistTournament la situazione in casa Mishima, almeno per quanto riguarda il controllo della Zaibatsu, è ormai chiara: Kazuya è morto ed Heihachi è tornato al potere. Sembra che a nulla sia valsa la vendetta del giovane guerriero nel primo capitolo della saga, dato che il conflitto interiore che l'ha messo in crisi per tutta la durata del secondo torneo l'ha portato ad una fine ingloriosa.
Tuttavia,Tekken 3, ambientato quasi 20 anni dopo Tekken2, lancerà nuove domande e darà alcune risposte in merito ad alcune novità emerse nelle trame precedenti, come nel caso della relazione amorosa tra Kazuya e JunKazama, la lotta tra Devil e Angel, il nuovo impero dello spietato Heihachi. Jin sarà il nuovo protagonista della fortunata serie di picchiaduro targata Namco e dimostrerà di essere un degno erede del clan Mishima ma anche un saggio precursore dei principi dello stile Kazama.
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Dopo la presentazione del mio primo pc, cioè il CommodoreAmiga600, posso passare finalmente a presentarvi alcune tra le mie prime esperienze videoludiche, spesso alternate alle immancabili tappe in sala giochi (ma questo è un altro discorso che affronteremo più là).
Quando ero piccolo non era difficile poter giocare con l'Amiga600: bastava aver un joystick digitale (cioè munito di levetta) e inserire un floppydisk contenente un videogioco. Il numero dei floppy variava in base alla grandezza del prodotto, in parole povere più lunghe e pesanti erano le proprietà del gioco e più aumentava il numero dei floppy.
Dopo gli ottimi riscontri ottenuti con il sondaggio che ha sancito la "Top 10 delle voci inimitabili della musica straniera", ecco una nuova classifica dedicata ai cantanti italiani. Come accaduto in precedenza, è stato preparato un sondaggio direttamente dalla pagina del blog, così da permettere ai cultori della musica leggera italiana di poter esprimere a massimo tre preferenze per arrivare poi a un vincitore.
Anche in questa circostanza non sono mancate le sorprese, come nel caso di Claudio Baglioni, finito fuori classifica in favore di artisti con un curriculum vitae certamente meno ricco del suo. In molti però non sanno che ClaudioBaglioni è, in un certo senso, il nostro FreddieMercury, infatti, è l'unico in Italia a eguagliare l'estensione vocale del frontman dei Queen sia in massima sia in minima: a dirlo sono stanti alcuni miei conoscenti che insegnano canto a livello accademico.
Tra i grandi esclusi ci sono anche Renato Zero, Mia Martini, Adriano Celentano e Zucchero, mentre per un soffio sono rimasti fuori dai giochi anche VascoRossi e Ligabue. Eppure, mai mi sarei aspetto di non dover parlare anche del mitico PieroPelù, la cui voce ha fatto parlare tanto di sé per le mille imitazioni fatte da numerosi comici italiani e per quei versi che hanno reso unico il rock dei Litfiba. Del resto, stiamo pur sempre parlando di voci "inimitabili" e a questo punto possiamo cominciare a presentare i dieci vincitori del nostro sondaggio.
Nel 1995 la Namco realizzò e pubblicò il secondo capitolo della saga di Tekken che avrebbe ben presto rivisto il conflitto tra Heihachi e Kazuya a parti invertite ma con interessanti risvolti all'interno della trama.
Per quanto riguarda il videogioco, gli sviluppatori riuscirono a realizzare dei notevoli miglioramenti nella grafica, allargando il numero di partecipanti a 25 e aggiungendo qualche piccola novità nella combinazione dei tasti per le varie combo e mosse speciali. I tratti dei personaggi sono stati ammorbiditi e i cubi restano visibili ma in maniera meno appariscenti rispetto al passato.
Al via la seconda e ultima parte della rubrica Death In Vegasche oggi chiude il ciclo degli artisti maledetti scomparsi tragicamente negli anni '60. E' stato un lavoro lungo ma posso anticiparvi che da questo articolo in poi comincerete a leggere nomi molto più familiari, come nel caso del nostro Luigi Tenco e di BrianJones, famoso chitarrista dei RollingStone morto per annegamento nel 1969. Eppure, oggi nella nostra DeathInVegas abbiamo un sopravvissuto, cioè NickSimper, uno dei padri dei DeepPurple...
Chi di voi ricorda il programma per bambini "Go-Cart" condotto da MariaMonsè e trasmesso su Rai2 negli anni '90? Per quanto mi riguarda, è stata una delle cose che ho maggiormente amato nel periodo della mia infanzia sia perché ero follemente innamorato di Maria sia perché ho sempre apprezzato l'intrattenimento della vecchia scuola televisiva (format che oggi non esistono più), che consisteva in giochi telefonici e soprattutto tanti cartoni firmati WarnerBros.
Ci tengo a precisare però che "Go-Cart" andava in onda negli orari pre-serali, dunque, non va assolutamente confuso con lo spin-off "Go-Cart Mattina" andato in onda dopo la chiusura del primo programma e trasmetto fino al 2005.
La scorsa notte, mentre ero intento a cercare qualcosa di interessante da trattare per il blog, ho appreso una notizia che di sicuro ha sconvolto l'intero mondo del wrestling: BrunoSammartino, il lottare italiano che vanta l'impero da campione del mondo WWWF/WWE più lungo della storia, è morto mercoledì 18 aprile all'età di 82anni per cause naturali. Una notizia che ha colpito non solo me, ex amante di questo show business ormai caduto nel ridicolo, ma anche milioni di persone che continuano a seguire con accanita passione le storie dei protagonisti di Smackdown e Raw.
Era il lontano dicembre 1994 quando la Namco diffuse in tutto il mondo il primocapitolo della gloriosa saga di Tekken, un videogame di successo che rivoluzionò il concetto dei picchiaduro negli anni '90 sia per l'innovativagrafica sia soprattutto per la realistica modalità di gioco.
Il successo commerciale di Tekken non va soltanto analizzato per la novità che seppe proporre in quel periodo, ma anche per la trama incentrata sull'eterna lotta tra i membri della famiglia Mishima, uno scontro che però sembra non avere ancora nessun vincitore.
Da oggi fino ai prossimi mesi, mi occuperò di ricostruire passo dopo passo l'evoluzione del prodotto Namco e di ripercorrere la storia dei personaggi fino a giungere a nuove diramazioni della trama, la quale lascia ancora qualche punto interrogativo sul futuro di JinKazama e della sua famiglia. Partiamo innanzitutto dal primo videogioco, Tekken, che ci spiega come tutto ha avuto inizio.
CartoonAll-StarstotheRescue: quando i miti d'infanzia sfidarono la droga. Andiamo alla riscoperta di questo cartone animato del 1990.
Droga e cartoni: vi ricordate Cartoon All-Stars to the Rescue?
Avete mai immaginato la possibilità di veder realizzato un film con tutti (o quasi tutti) gli eroi dei cartonianimati che hanno segnato la vostra infanzia? Ebbene, questo è stato più che possibile grazie alla pellicola Cartoon All-Stars to the Rescue(in italiano I Nostri Eroi Alla Riscossa - Cartoni Animati Contro La Droga), realizzata nel 1990 e prodotta da colossi del mercato mondiale come McDonald's, WaltDisneyTelevisionAnimation e SouthernStarProductions in collaborazione con la WangFilmProductions.
In questa seconda puntata della rubrica "Death In Music" mi soffermerò sulla prima metà degli anni '60, ripercorrendo la storia dei più tragici decessi di importanti artisti che hanno fatto la storia di generi come il soul, il jazz, il blues, l'r&b, il rocknroll e la musica country. Per via del vasto materiale che ho trovato sul web, mi sono visto costretto a dividere questo capitolo in due parti e questa prima partirà dalla storia di JesseBelvin fino ad arrivare al re del soul SamCooke.
L'ultima settimana di calcio europeo ci ha regalato non solo grandi emozioni in campo, ma anche al di fuori del rettangolo di gioco grazie (e soprattutto) all'impresa storica della Roma contro il Barcellona di Messi e alle polemiche scatenate dal rocambolesco finale di Real Madrid-Juventus che ha visto i bianconeri salutare la Champions League con un'eleganza non degna della vecchia signora. In tutto questo, va aggiunta anche l'inaspettata eliminazione della Lazio che è stata sbattuta fuori dall'Europa League dal Salisburgo per 4-1, neutralizzando così il 4-2 dell'andata in favore dei biancocelesti.
Nel bene o nel male, dunque, è stata la settimana delle rimonte e delle polemiche. Polemiche che hanno visto protagonista la Juventus di Allegri, una squadra senza dubbio forte e che ha conseguito i migliori risultati europei negli ultimi anni ma totalmente lontana dalla mentalità che la contraddistingueva un tempo per via di signori illustri come Marcello Lippi e Alessandro Del Piero: ebbene, Allegri non è Lippi e Buffon non è Del Piero.
Da juventino devo avanzare una critica molto aspra nei confronti della mia squadra, la quale, tramite alle azioni di SuperGigi e di Chiellini, ha collezionato in un paio d'ore una marea di figuracce che passeranno senza ombra di dubbio alla storia.
Per quanto riguarda Buffon, posso capire di certo il momento di rabbia per un rigore inaspettato all'ultimo minuto che ha, in seguito, provocato la beffarda disfatta bianconera nel giorno della sua ultima partita nella massima competizione europea prima del ritiro. Tuttavia, vorrei dire un paio di cose al capitano, se così lo si può definire, in merito allo sfogo avuto dinanzi alle telecamere di tutto il mondo nei confronti dell'arbitro Oliver. Innanzitutto, un rigore corrisponde a un gol solo quando il giocatore lo trasforma e Buffon avrebbe dovuto mantenere il sangue a temperature glaciali prima di sbroccare come un matto e farsi espellere per parole (a noi ignote) rivolte all'arbitro. Secondaria cosa, il fallo di Benatia è da reputarsi "fischiabile" per un principio importantissimo che corrisponde al concetto di "entità del fallo", cioè se un giocatore tocca prima la palla e poi frana sull'avversario non vuol dire che sia esente da penalità arbitrali: in parole povere, un difensore esperto come Benatia (saltato come un birillo per buona parte della gara da Isco e CR7) non può salire in groppa all'attaccante dopo esserselo fatto sfuggire come un pollo. Arriva il rigore, a mio parere regolare, per il Real Madrid: Cristiano Ronaldo non può fare altro che battere Szczesny e fare volare i Blancos in semifinale, mentre l'immaturo Buffon è costretto a mangiarsi le mani dallo spogliatoio.
Il problema però non è riconducibile alla mera reazione per il rigore (convinti ancora che non ci sia), ma per quello che ha detto poco dopo ai microfoni di Mediaset, Sky e Rai riducendo l'orgoglio di Oliver a un colabrodo senza precedenti e usando terminologie che non si addicono a un monumento del calcio come lui, portiere più forte di sempre e capitano di uno dei club più gloriosi di sempre (al di là delle offese degli antijuventini), cioè la Juventus, quella stessa Juventus che un tempo non avrebbe mai avuto reazioni di questo tipo. Buffon ha parlato di rigore dubbio: ma se l'arbitro ha visto rigore e in Champions non c'è la Var c'è poco da rimproverarlo allora, dato che il rigore sembra che ci fosse. Buffon ha parlato di "sensibilità nei confronti di una squadra vicina a un'impresa epica" dimenticando che lui ha sempre annullato la sensibilità altrui dichiarando, insieme ai diversi compagni di squadra, l'ormai nota frase "l'arbitro è l'alibi dei perdenti" ogni qualvolta che l'avversario di turno gli rinfacciava qualche favore arbitrale.
Del Piero ha perso due finali di Coppe dei Campioni per via di gravi errori arbitrali ('97 e '98), eppure capitani storici come lui, Ferrara e Conte non si sarebbero mai lasciati andare a dichiarazioni simili, per non parlare di mister Lippi che era capace di pungere usando anche la dialettica più sopraffina. Mercoledì però Allegri e Buffon sono andati oltre, avviando dei piagnistei che in realtà avevano toccato il fondo ancor prima del triplice fischio finale: Chiellini punta Varane e accusa l'intero Real di pagare l'arbitro per andare avanti in Champions. Giorgio ha dimenticato due cose importanti, a mio modesto avviso, come la calma e il fatto che nel 2006 lui e la Juventus sono stati retrocessi in serie B per Calciopoli (certo non è che i giocatori fossero direttamente coinvolti ma è per rendere l'idea). Dulcis in fundo, il numero tre juventino ha recentemente dichiarato che avrebbero fatto meglio a mettere le mani addosso a tutti i giocatori del Real, manco se loro centrassero qualcosa con la decisione di Oliver al '93.
In sostanza, Allegri avrebbe dovuto preparare meglio la partita d'andata, Buffon avrebbe dovuto mantenere la calma e cercare di neutralizzare il rigore (rivelatosi comunque imprendibile), Benatia avrebbe dovuto marcare meglio e Chiellini ha dimostrato che la laurea l'ha presa con i punti Decò. Tali atteggiamenti hanno lasciato perplessi anche gli juventini più obiettivi e provocato l'ironia di tutta l'Italia, soprattutto dei soliti antijuventini che però stavolta hanno veramente buoni motivi per deridere la Vecchia Signora, viste le conseguenze di un maledetto ritorno dei quarti di finale in terra spagnola.
La Roma, intanto, è l'eroina del momento grazie al rocambolesco 3-0 maturato martedì all'Olimpico dopo il pesante 4-1 dell'andata in favore del Barcellona. Dopo circa 34 anni, i giallorossi raggiungono le semifinali di Champions e questa volta dovranno vedersela proprio con quel Liverpool che infranse i sogni della Roma in quella sfortunata finale dell'84. Non si sa come andrà finire ma l'unica cosa certa è che la Roma è in gioco anche per la vittoria finale della coppa dalle grandi orecchie.
Restando a Roma, spostiamoci sul fronte biancocelesti, dove gli uomini di Simone Inzaghi non sono riusciti a sfruttare il 4-2 casalingo dell'andata e così il Salisburgo è riuscito a eliminarli battendoli con il risultato di 4-1.
Alla squadra di Di Francesco, dunque, il compito di tenere alto l'orgoglio italiano in Europa.