martedì 26 luglio 2022

Geekoni Film Festival 2022: "Io e zio Buck" (1989)


Geekoni Film Festival 2022: "Io e zio Buck". Vi ricordate questa commedia di John Hughes con John Candy e Macaulay Culkin?

"Io e zio Buck": il mio film per Geekoni 2022

In occasione del Geekoni 2022 (che vede la collaborazioni dei altri blogger fondatori dell'evento) la "Puteca di Pakos" ripesca un vecchio film del 1989: si tratta della commedia "Io e zio Buck" (Uncle Buck), diretta dalla buon'anima del regista John Hughes, il quale è ricordato per pellicole come Breakfast Club, La donna esplosiva e Una pazza giornata di vacanza. Su molti aspetti "Io e zio Buck" si può considerare un film per ragazzi, visto anche il rapporto tra il protagonista e i nipoti, ognuno dei quali caratterizzato da determinati problemi e singolari comportamenti.


Tra gli attori sono presenti John Candy (ahimé deceduto anche lui ma nel 1994), Amy Madigan, Jean Louisa Kelly, Gaby Hoffmann, Macaulay Culkin, Jay Underwood, Laurie Metcalf. La produzione porta il nome della Hughes Entertainment e della Universal Pictures, con le musiche di Ira Newborn. 

Il film racconta la storia della famiglia Russell composta dai genitori Cindy e Bob, poi dai figli Tia, Maizy e Miles (Macaulay Culkin che un anno dopo avrà definitivamente conquistato il mondo con "Mamma ho perso l'aereo"). Tia è la più complicata: è una ragazza nel vivo dell'adolescenza che nutre risentimento nei confronti della madre per aver costretto lei e i suoi fratellini a trasferirsi da Indianapolis a Chicago, senza dimenticare il fatto che spesso le rinfaccia di aver abbandonato suo padre (cioè il nonno dei ragazzi). Sarà proprio l'improvviso attacco di cuore dell'anziano e costringere Cindy e Bob a tornare di fretta a Indianapolis e a richiedere l'aiuto inevitabile dello scapestrato Buck (fratello di Bob) a prendersi cura di Tia, Miles e Maizy.


Tale soluzione però non convince del tutto la madre di famiglia dato che Buck è pieno di vizi, infatti beve, fuma, scommette ed è un bel pasticcione. Egli vive in un piccolo appartamento a Chicago e lavora (quando gli conviene) nel negozio di pneumatici della fidanzata Chanice, la quale vorrebbe tanto tirar su famiglia con lui. Buck però è amante della libertà ma tuttavia accetta la richiesta di aiuto del fratello per farsi le ossa e trovare anche una buona scusa per stare lontano dal lavoro. Nonostante i suoi metodi siano alquanto discutibili, lo zione riesce a cavarsela come meglio può con i nipoti, utilizzando soluzioni e sistemi di certo non proprio educativi. Eppure, stringe subito un bel rapporto con i più piccoli, con i quali ne combina di tutti i colori, mostrandosi però disposto a tutto per il loro bene. Maizy ad esempio è una bambina "maschiaccio" con problemi di condotta, mentre Miles è il classico bambino che deve fare i conti con il bulletto delle medie: per loro Buck è pronto a mettersi contro anche la preside della scuola, la quale lamenta il brutto carattere di Maizy


Buck affronta una serie di situazioni in maniera a dir poco comica, tra cui portare i bambini al suo bowling preferito, fare enormi frittelle per il compleanno di Miles, cacciare un clown ubriaco dalla festa e mettendo il bucato ad asciugare in forno, non riuscendo a usare l’asciugatrice. Chi gli crea invece qualche problema è la ribelle Tia, la figlia maggiore dei Russell: è ribelle, perennemente arrabbiata con tutto e con tutti ma soprattutto non accetta che lei debba essere seguita da un soggetto strano come il fratello del padre. 

Buck è comunque un vecchio volpone con tanti anni di esperienza alle spalle, infatti nutre grandi sospetti nei confronti di Bug, il fidanzato di Tia, il quale gli dà impressione di essere interessata a lei solo per questioni sessuali: sarà proprio questo argomento a creare l'input per un futuro legame tra i due. Insomma, "Io e zio Buck" è una commedia di fine anni '90 dimenticata ma che a rivederla ti fa pensare a una pellicola invecchiata abbastanza bene, dato che essa fa da preludio a tante altre opere del genere che andranno alla conquista degli anni '90: in particolare il legame tra Buck e il giovane Miles profuma come una sorta di preludio a "Mamma ho perso l'aereo", film ambientato sempre in un ambiente domestico dove questa volta Culkin non può affidarsi a nessuno. 


Per il resto si può definire un film per ragazzi perché sostanzialmente "Io e zio Buck" non è la storia del personaggio interpretato dal vecchio John ma di tre ragazzini e dei problemi che quest'ultimi sono costretti ad affrontare ogni giorno. Per questo motivo si tratta anche di un lungometraggio per la famiglia che parla della famiglia, cioè dell'importanza che ogni singolo organo di un nucleo consanguineo può avere anche in minima parte, nonostante i difetti evidenti e i pregi nascosti. Sarà proprio Buck l'anello di congiunzione tra Tia e sua madre perché ogni figlio ha bisogno inesorabilmente del genitore, al di là delle incomprensioni e delle discrepanze. Il cuore trionfa su ogni cosa facendo esplodere l'amore nel momento giusto, quando tutto sembra crollare addosso a una normale e nel contempo difficile famiglia americana. Un bambino ha problemi con i bulli? Una ragazzina è vittima della preside troppo severa? Un'adolescente è succube di un fidanzato stronzo? Qual è il problema? Ci pensa zio Buck, colui che rappresenta la soluzione a ogni male, quel punto di riferimento (che mai ti aspetteresti) pronto a cambiare le carte in tavola e le vite di chi lo circonda. Buck è bontà d'animo all'ennesima potenza ma non rinnega momenti da "duro": questi sono gli elementi fondamentali che è pronto a impartire (in qualche modo) ai nipoti perché la vita devi prendertela così come viene, senza però rinunciare alle cose e alle persone importanti.

Miles deve diventare un bambino coraggioso. Maizy una bambina educata. Tia deve semplicemente lasciarsi andare e capire che sta diventando una donna che di certo non può farsi trovare impreparata al cospetto delle insidie della vita. "Io e zio Buck" sembra una commedia campata in aria ma invece nasconde tanti messaggi e altrettanti significati che in realtà sono percettibili già durante la prima visione. Non parliamo di un capolavoro, sicuramente in quel periodo sono state partorite anche commedie più belle, eppure questo film viene ancora ricordato dai nostalgici e da coloro che hanno avuto il coraggio di immergersi nella cultura di fine anni '80 e inizio anni '90. 

Il successo però c'è stato e questo lo testimonia il fatto che tra il 1990 e il 1991 fu realizzata negli Stati Uniti una serie televisiva (per la precisione una sit-com) basata proprio sul film: si tratta di "Mio zio Buck" caratterizzata da un totale di 22 episodi naturalmente interpretati da attori diversi.

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7 commenti:

  1. Film simili, molto semplici eppure profondi e funzionali, non ne fanno più.
    Era proprio un'altra epoca: si raccontava una storia (con più storie) e ci si riusciva anche con personaggi in cui identificarsi^^

    Moz-

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    1. Un format un po' sopravvissuto in qualche serie tv, tipo "Friends", "Everwood"...

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  2. John Candy, era un mostro di simpatia oltre che di bravura, se n'è andato veramente troppo presto. Sai che questo non devo averlo mai visto però?

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  3. Sarò una delle poche a non averlo mai guardato 😌 _Silvia_

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  4. Bel film, consigliatissimo per chi cerca una parentesi spensierata e che al tempo stesso affronta tematiche interessanti di quell'età...
    John Candy morì a distanza di settimane da Massimo Troisi: per un bel pezzo mi passò la voglia di vedere film in quel maledetto 1994.

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  5. John Candy era un grande, i suoi film li vedevo tutti.

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  6. Ricordo sì, abbastanza passaggi televisivi per almeno una visione, che dispiacere poi sarà perdere John Candy.

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