venerdì 12 aprile 2024

Manga - Gigantomachia di Kentaro Miura


Manga - Gigantomachia di Kentaro Miura. Ecco una breve recensione sul penultimo manga del compianto autore di Berserk.

Gigantomachia: il mito greco nel manga di Miura

Gigantomachia è il penultimo manga realizzato da Kentaro Miura prima di morire. In precedenza, avevamo dato uno sguardo a "Il re lupo", "La leggenda del re Lupo" e "Japan" (con sceneggiatura di Buronson) ma adesso è giusto scrivere qualcosa su Gigantomachia, lavoro scritto e disegnato dall'autore dopo Berserk e prima di Duranki. L'opera è stata prima serializzata sulla rivista Young Animal tra il 2013 e il 2014, poi pubblicata in un unico volume dalla casa editrice Hakusensha il 29 luglio 2014. In Italia, Gigantomachia fece il suo esordio il 7 maggio 2015, grazie a Planet Manga Panini Comics che di recente ha nuovamente ristampato tutti i manga di Miura.


Il titolo Gigantomachia è stato tratto dal mito greco della lotta dei Giganti contro gli Dei dell'Olimpo. Miura, ancora una volta, ha dimostrato di essere stato sempre molto affascinato dalla cultura dei paesi europei e nel caso in questione ha voluto immergersi nel fascino del mondo ellenico. Tuttavia, Gigantomachia è una storia a sé che vede i protagonisti, Delos e Prome, muoversi in un mondo distrutto da una catastrofe e ambientato almeno cento milioni di anni nel futuro. Lui è un ex gladiatore esperto di wrestling, dotato di un cuore puro e semplice ma anche di una forza fuori dal comune; lei invece è una ragazzina in possesso di poteri eccezionali che le permettono di essere riconosciuta in quanto "spirito". I due vagano nel deserto fino a quando non si imbattono nella tribù dei myuu (uomini insetto, anche se nello specifico si tratta di coleotteri) e nella loro guerra contro gli hyuu (umani) che possono godere dell'appoggio di un gigante. Delos e Prome (nomi che rimandano a luoghi geografici reali) si lasciano coinvolgere dagli eventi, dato che il loro obiettivo consiste proprio nel cercare i giganti dell'Olimpo e combatterli uno ad uno per ristabilire l'ordine del mondo. 

Gigantomachia può essere riconosciuta come opera di Miura appena il lettore sfoglia la prima pagina del manga. Lo stile ultimo dell'autore giapponese è inconfondibile, così come quello dei suoi collaboratori che l'hanno accompagnato fino alla fine del suo viaggio. Le ambientazioni, gli sguardi, le battaglie e l'anatomia dei vari personaggi sintetizzano il percorso fumettistico di Miura dai tempi del primo Berserk fino all'evoluzione di quest'ultimo, passando naturalmente per la saga del Re Lupo e Japan: guerrieri solitari, obiettivi consolidati, ideologie carismatiche, scenari post-apocalittici e condottieri capaci di coinvolgere le folle sono da sempre onnipresenti. 


A differenza dei suoi predecessori, Gigantomachia si presenta come un manga più "leggero" e sicuramente molto più adattato anche ai più piccoli. Pur essendoci scene di combattimento straordinarie, Miura ha evitato massacri, sbudellamenti e stupri: essi vengono intesi dal lettore solo attraverso i racconti del popolo oppresso degli uomini-scarabeo ma non sono stati disegnati. Gigantomachia si impone agli occhi del lettore come uno straordinario fantasy, capace di immergersi nel mito greco e negli scenari post-apocalittici che da sempre hanno influenzato la crescita artistica di Miura (Mad Max e Hokuto No Ken insegnano). 

Delos è personaggio puro di cuore, potente, sensibile, generoso e carismatico con un passato violento per via dei combattimenti da gladiatore. Egli può essere definito come l'unione di tanti personaggi creati dal maestro: Guts, Pipin (Berserk), Iba, Benkey, Kublai (Il re lupo) e Katsuji Yashima (Japan) rivivono in totale armonia in un solo individuo che accentua i loro pregi ed esorcizza i loro difetti e lati oscuri. Se Guts è da sempre noto come il guerriero nero accecato dalla vendetta e intenzionato a fermare la Mano di Dio, se Iba è colui che deve contribuire a portare avanti la storia del mondo in Oriente prendendo il posto di Gengis Kahn, se Katsuji sarà colui intento a rigettare le basi per la rinascita del Giappone allora Delos rappresenta la speranza per la fondazione di un mondo nuovo, muovendosi a mo' di messia salvifico insieme a Prome che gli fa sia da spalla sia da motore propulsore. 

Proprio la giovane Prome è l'elemento che include la classica vena ironica di Miura, basata su piccoli siparietti comici, battute sia leggere sia taglienti e qualche situazione ambigua. Tuttavia, Prome si rivela come colei che può rendere tutto possibile, decidendo cosa sia giusto e invitando la gente a riflettere sul futuro del mondo. Ella rappresenta la mente, Delos la forza: il classico ma mai scontato connubio perfetto. 


La sceneggiatura è precisa e diretta, con una lettura che procede spedita e infatti Gigantomachia può essere letto anche in pochi minuti nonostante conti 232 pagine. Non a caso, questo manga è completo e Miura decise di lanciare il progetto per il fatto che sapeva come trattarlo e quando concluderlo: la pubblicazione infatti durò un anno. Purtroppo, oltre a Berserk, il mangaka ha lasciato incompiuto anche Duranki che vedremo nelle prossime puntate.

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