domenica 18 marzo 2018

Il ritorno di Crash Bandicoot: la rinascita di un cult tutto anni '90


La nostalgia, si sa, è una gran canaglia, specialmente se a trentadue anni ti ritrovi ad avere di nuovo a che fare con i miti dell’infanzia, quando da ragazzino smanettavi sul joypad della prima Play Station Sony per dare vita e anima a colui che forse è stato l’eroe di una generazione: Crash Bandicoot, tornato dopo vent’anni al suo massimo splendore grazie al remake per PS4.




La nascita e l'evoluzione

Ideato e creato dagli sviluppatori della Naughty Dog, Andy Gavin e Jason Rubin, con il supporto del disegnatore Charles Zembillas nel 1994, Crash Bandicoot fece la sua prima comparsa nel mondo videoludico il 31 agosto 1996 negli Stati Uniti, per poi giungere in Europa il 2 novembre e in Giappone il 3 dicembre dello stesso anno. Il prodotto ottenne un successo tale da riuscire a vendere oltre 7 milioni di unità in tutto il mondo e permettere ai suoi sviluppatori di ideare un capitolo successivo, ovvero Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back poi seguito da quello che è tutt’ora considerato il migliore capitolo della trilogia, Crash Bandicoot Warped.



Alla ricerca della mascotte mai avuta

Andiamo però con ordine, visto che ci sono molte cose da dire sul nostro amico Crash, personaggio più unico che raro e inimitabile per caratterizzazione. Non è un caso che la sua nascita sia dovuta al fatto che la Sony Play Station era l’unica piattaforma di gioco a non avere ancora una mascotte personale da quando aveva mosso i primi passi nelle case dei suoi estimatori. Mentre la Nintendo e la Sega potevano vantare le figure lungimiranti e intramontabili di Mario Bros e Sonic, la Play Station navigava ancora in alto mare per quanto riguardava una propria figura iconica, nella quale i fans avrebbero potuto rivedersi imitandone gesti, smorfie e parole.


Animali di un altro mondo

La Naughty Dog, dopo diverse collaborazioni con Apple e Sega, pensò che la cosa migliore fosse quella di seguire il modello di Sonic The Hedgehog della stessa Sega e di Taz, il simpatico diavolo della Tasmania ideato dalla Warner Bros e inserito nella serie a cartoni animati dei Looney Tunes. Per questo motivo, Gavin e Rubin inviarono una squadra in Australia per studiare da vicino tre razze di marsupiali: i vombatide, i potoroo e i bandicoot.

La scelta cadde inizialmente sui vombatide e il personaggio venne chiamato Willie the Wombat, ma in realtà si trattò di una soluzione temporanea dato che un personaggio simile era già presente nella serie Tazmania e inoltre gli ideatori reputavano quel nome troppo imbranato e inadatto al risultato finale da loro preventivato.


Il Bandicoot

Di conseguenza, si puntò al bandicoot, da sempre prima scelta indiscussa della Naughty Dog, e venne ingaggiato il disegnatore Charles Zembillas per definirne i contorni e la colorazione da far combaciare con la tecnologia pixel e con la grafica prevista insieme alla Sony. Il nome Crash Bandicoot invece fu scelto da un lato per omaggiare il piccolo animale e dall’altro per far riferimento al fatto che la sua caratteristica peculiare sarebbe stata quella di distruggere le scatole presenti nel gioco.


Crash non è altro che un Perameles gunnii, cioè un bandicoot fasciato orientale appartenente alla famiglia dei marsupiali residente nelle aree dell’Australia meridionale e in Tasmania


Naturalmente, Crash è un animale antropomorfo dall’aspetto simpatico, buffo, divertente e con un particolare che ai suoi fans non ha mai dato fastidio: il mutismo. Secondo Gavin e Rubin, questo gli avrebbe permesso di essere più apprezzato dai giocatori, i quali non avrebbero dovuto aspettarsi nulla dal doppiaggio. Gli unici suoni che Crash emette dalla bocca sono soltanto i versi di dolore che patisce quando viene colpito e/o muore. 

Il pelo è prevalentemente arancione e quindi diverso rispetto a quello della sua specie di appartenenza, mentre il petto tende verso il bianco e il giallo. Non ha collo, è leggermente “gobbo” ed è stato vestito con un paio di jens a tre quarti, scarpe da ginnastica e guanti. Per anni tutti noi ci siamo chiesti che animale fosse effettivamente il nostro Crash: in molti avevamo nutrito la convinzione che fosse una volpe, mentre qualcun altro non aveva escluso l’ipotesi che si trattasse di un coyote o di un lupo. 

Grazie allo sviluppo di internet e dei contenuti diffusi sul web attraverso siti internet, blog e wikipedia è stato possibile scoprire l’arcano, eppure, nessuno avrebbe mai giurato che si trattasse di un bandicoot anche perché… chi cazzo l’aveva mai visto un bandicoot? Ma soprattutto come si fa a rendere un animale, così vicino a un topo, più simile a un cane? Va bene, poco importa, Crash resta sempre quel coglione tamarro che noi tutti ameremo per sempre.



Crash Bandicoot: il primo capitolo

Riprendiamo la narrazione trattando finalmente i tre videogiochi.
Il primo capitolo, Crash Bandicoot, ci spiega anche come sia nato il protagonista all’interno della trama. Il perfido dottor Neo Cortex, insieme al suo assistente Nistrus Brio, ha ideato una macchina capace di trasformare gli animali in creature antropomorfe, quindi simili agli esseri umani. Crash è proprio uno degli esperimenti dei due scienziati e, nel momento in cui Cortex cerca di fargli il lavaggio del cervello con una macchina non ancora perfettamente collaudata, riesce a scappare. 

Tuttavia, i cattivi riescono a bloccare la sua ragazza, Tawna Bandicoot, ragion per cui il nostro eroe dovrà tornare indietro per salvarla, ma non prima di aver affrontato 33 livelli, sconfitto 6 boss e aver attraversato tre isole che rimandano direttamente alle atmosfere australiane. Ad aiutarlo ci penserà il nobile stregone Aku Aku, ovvero una maschera animata di sola energie spirituale il cui compito sarà quello di proteggere Crash dai colpi dei nemici: se durante il gioco viene assimilato per bene tre volte, Aku Aku permetterà al giocatore di uccidere i nemici camminandoci sopra, rendendo così Crash invulnerabile solo per qualche secondo.

Crash è in grado di attaccare i nemici girando su stesso per generare un vortice simile a quello di Taz o saltandogli sopra. Durante ogni livello si possono raccogliere i frutti Wumpa: ogni cento frutti il giocatore potrà ottenere una vita. Oltre ai frutti e ai nemici (che ovviamente non possono mai mancare), Crash può imbattersi anche nei bonus e in diversi tipologie di scatole:
  • quelle di legno che contengono la frutta Wumpa;
  • quelle metalliche;
  • quelle contenenti Aku Aku;
  • quelle riportanti un punto interrogativo e che contengono più frutta o una sorpresa;
  • quelle con il punto esclamativo che servono ad attivare altre scatole;
  • le casse tnt, ovvero quelle che esplodono dopo tre secondi dalla loro attivazione;
  • la cassa freccia che funziona da trampolino e puoi essere distrutta;
  • la cassa freccia metallica;
  • la cassa elastica sulla quale si può saltare per ben dieci volte prima che si rimpa;
  • la cassa di Crash, contente una vita extra;
  • la cassa C che corrisponde al Checkpoint;
Nel primo capitolo della saga, le scatole sono importanti perché servono a raccogliere le gemme bianche e quelle colorate. Quest’ultime sono fondamentali per poter accedere a livelli segreti che permetteranno al giocatore di completare il gioco al cento per cento.

Tornando alla trama, Crash riesce a sconfiggere tutti i boss (Papu Papu, Ripper Roo, Koala Kong, Pinstripe, N. Brio) e si ritrova dunque faccia a faccia con Cortex, ingaggiando uno scontro straordinario a bordo di un dirigibile. Crash riesce a battere l’avversario e a farlo precipitare nel vuoto, infine, riuscirà finalmente a riabbracciare la fidanza Tawna. Il gioco finisce con loro due che si allontanano a bordo dello stesso dirigibile di CortexAncora oggi, Crash Bandicoot, è considerato l’episodio più difficile di tutti.




Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back

Nel secondo capitolo, Crash Bandicoot 2: Cortex Strikes Back del 1997, sono cambiate un po’ di cose: Crash è stato dotato anche di scivolata e schiacciata che gli permettono così di completare il suo bagaglio di attacchi, ma Twana non c’è più. Stando alle fonti più attendibili, la procace e sensuale compagna di Bandicoot sarebbe stata rimossa per via del suo sex appeal e quindi sostituita da un’altra figura femminile, cioè Coco Bandicoot, sorella minore di Crash

Alcuni fans accaniti della saga hanno diffuso la notizia che Twana sia scappata con uno dei nemici di Crash, Pinstripe, voce poi smentita per via di altre piccole apparizioni della bella marsupiale antropomorfa nei capitoli successivi. Da quanto possiamo saperne, è probabile che Crash e Twana stiano ancora insieme. Dal canto suo, la piccola Coco invece si mostra come l’esatto opposto della “cognata”: magrolina, decisamente meno prosperosa, bionda allo stesso modo, carina ma più semplice ed estremamente intelligente. Passiamo alla trama.

Dopo la disfatta del primo capitolo, Cortex riesce a sopravvivere e insieme a un nuovo alleato, il dottor N.Gin, scopre che al mondo esistono 26 cristalli rosa il cui poter potrà permettergli di attivare il nuovo Cortex Vortex, insieme a una stazione spaziale, per poter sottomettere tutta l’umanità al suo volere. Cortex però è in possesso di un solo cristallo e per trovare gli altri 25 decide di rivolgersi proprio a Crash, visto che non può più avvalersi di N.Brio che gli ha voltato le spalle. 

Cortex convince Crash di essere diventato una persona buona e che i cristalli servano per salvare la Terra dall’allineamento dei mondi che minaccia di distruggere la razza umana. Il marsupiale accetta dunque di affrontare una nuova avventura lunga 25 livelli, esattamente come i cristalli. I livelli sono divisi in cinque Warp Room che, a sua volta, contiene cinque livelli. Ogni cinque livelli il giocatore dovrà affrontare un boss. I livelli non sono più tipicamente “australiani” e “spiaggeschi” perché Crash imparerà a muoversi anche tra giungle piene di insidie e mondi ghiacciati, i cui nemici sono opossum, tartarughe, trichechi e pinguini.

Nella lista dei boss ci sono state altrettante novità poiché solo il folle canguro Ripper Roo è stato confermato, mentre i Komodo Bros, Tiny Tiger ed N.Gin hanno preso il posto dei cattivi che avevano calcato le scene del primo capitolo. Il ruolo di Coco, consiste nel redarguire il fratello dalle parole dell’inaffidabile Cortex, mettendolo ripetutamente in guardia dai suoi bei discorsi e dalla sua improvvisa redenzione dai peccati del passato.

Guarda caso, Coco dimostrerà di aver ragione quando durante la trama rispunta una nostra vecchia conoscenza: il dottor N. Brio che rivela a Crash le vere intenzioni di Cortex. Per salvare il mondo e contrastare il potere dei cristalli. Il giocatore può muoversi in due modi: o terminare il gioco raccogliendo prima i cristalli (tanto il lieto fine c’è sempre) e raccogliere tutte le gemme in un secondo momento, oppure cercare ambo le cose e muoversi di pari passo. 

Come nel primo videogioco, esistono le gemme bianche e quelle colorate utili per sbloccare una sesta Warp RoomUna volta scoperto il doppio gioco di Cortex, Crash lo affronterà di nuovo e lo sconfiggerà durante un lungo inseguimento spaziale per poi usare le gemme insieme a N.Brio e disintegrare il Cortex Vortex con un laser.

Crash Bandicoot 2 superò negli incassi il primo e mise d’accordo tutti in quanti migliore dal punto di vista della grafica, della giocabilità ma soprattutto della difficoltà.




Crash Bandicoot 3: Wuarped


Ed eccoci finalmente al 1998, anno di uscita di Crash Bandicoot 3, più noto come Warped, considerato da tutti come il miglior risultato di sempre da parte della Naughty Dog in merito alle avventure del folle ma simpatico bandicoot

In questo capitolo, l’ultimo dell’era PS1, il giocatore non si limita solo a far correre e saltare Crash, ma può anche guidarlo a bordo di una moto, cavalcare un dinosauro (in Crash 2 a dire il vero andava in groppa agli orsetti polari), andare nelle profondità marine e dare anche spazio alla sorella Coco, giocabile in alcuni livelli che la vedono protagonista insieme a un cucciolo di tigre lungo la muraglia cinese o impegnata a guidare una moto d’acqua in mezzo al mare tra pirati e squali. Il vero colpo di genio però è stato potenziare ulteriormente i poteri del protagonista: ogni cinque livelli e un boss, Crash ottiene un potere nuovo capace di spingerlo oltre i suoi limiti.

Andiamo con ordine. Dopo un’altra bruciante sconfitta, Cortex precipita sulla terra distruggendo una statua che imprigionava il potente Uka Uka, stregone cattivo e fratello di Aku Aku. Insieme al dottor Nefarious Tropy, il cui potere è quello di padroneggiare il tempo, i due antagonisti escogitano un piano per la conquista della terra facendo riferimento al “Tornando del Tempo”, un meccanismo azionabile soltanto con i 25 cristalli. Aku Aku comprende che il ritorno del fratello rappresenti una minaccia incalcolabile per tutti, perciò convoca Crash e Coco per incamminarsi verso una nuova e avvincente avventura.

Crash e Coco dovranno muoversi tra cinque mondi raffiguranti dieci epoche diverse: Europa Medievale, Atlantide, Muraglia Cinese del XVII secolo, Preistoria, Oceano Pacifico, Paesi Arabi, gli Stati Uniti degli anni ‘50, gli Stati Uniti del futuro, l’antico Egitto, la Prima Guerra Mondiale (dove Crash e Coco potranno pilotare un aereo).

Per quanto riguarda i boss, ci sono state più conferme e pochi cambi ma la possibilità di ottenere un premio speciale una volta averli sconfitti:
  • Tiny Tiger: sconfiggerlo vale la Superschiacciata o Superpanciata;
  • Dingoldile: doppio salto;
  • N. Tropy: sconfiggerlo permette di allungare i tempi del tornado;
  • N.Gin: un bazooka;
  • Neo Cortex: super velocità.
Per ottenere tutti questi poteri è necessario terminare il gioco raccogliendo per intero solo i cristalli, ma dopo questo passaggio il divertimento aumenta perché il giocatore viene messo in condizione di raccogliere le gemme, sbloccare nuovi livelli e ottenere reliquie del tempo usufruendo proprio di questi nuovi vantaggi che gli permetteranno di ottenere un finale alternativo.
La trama la potete immaginare da soli e lo sconto finale vedrà coinvolti anche Aku Aku e Uka Uka.




Altri videogiochi della saga


Dopo il successo mondiale del Crash Bandicoot Warped, seguito dalla simpatica versione automobilistica di Crash Team Racing, accadde però qualcosa di inaspettato. Con l’uscita della PS2, la Naughty Dog cedette il format alla Eurocom, la quale elaborò nuovi capitoli della saga che però non ottennero la stessa considerazione e lo stesso successo dei primi tre. 

L’aspetto dei personaggi mutò in maniera considerevole e le capacità di Crash diventarono più limitate per non parlare della giocabilità che aveva raggiunto livelli a dir poco deludenti e anche fastidiosi. Esempi lampanti sono stati Crash Bandicoot: L’Ira di Cortex e il disastroso Crash Twinsanity. Tutto il resto fu invece un contorno fatto da videogiochi organizzati a tornei come Crash Bash, Crash Tag Team Racing ecc.

Un mito, una leggenda, un eroe e un amico sembravano dunque essere spariti del tutto. Dei pomeriggi passati e far volare quel bandicoot, che tanto bandicoot sembrava non essere, non era rimasto nulla, nemmeno la polvere. La Play Station 3 aveva fatto intanto il suo ingresso sul mercato, ma la Eurocom non produsse nuovi episodi giocabili del marsupiale e dei suoi amici. La Naughty Dog intanto continuava a dedicarsi a Jak prima e ad Uncharted dopo.


Il Remake: Brash Bandicoot N.Sane Trilogy


All’improvviso, dopo l’ingresso della Play Station 4 ecco che Crash Bandicoot fa la sua comparsa in Uncharted 4, dove si intravedono i livelli dei primi tre videogiochi. Qualcosa scosse il mondo dei nostalgici, convinti che Crash stesse per tornare e infatti, nel 2017 è stato annunciando la remaster di Crash Bandicoot in un’unica trilogia da giocare tutta d’un fiato.

Il 30 giugno 2017, Crash Bandicoot: N.Sane Trilogy ha fatto la sua comparsa esercitando un impatto straordinario su milioni di videgiocatori, anche in chi è troppo piccolo per poter ricordare le gesta della prima versione. In pratica, è stato possibile rivivere le prime avventure con un grafica aggiornata, più recente e con non poche differenze ma fondamentali in relazione alle possibili esigenze degli utenti e ai tempi che sono certamente diversi rispetto agli anni ‘90. 

In sei mesi, il remake ha venduto oltre tre milioni di copie e risulta essere la remaster di maggior successo della PS4, a tal punto da indurre i suoi creatori a rilasciarlo anche per Nintendo, Xbox e per la prima volta su piattaforme Microsoft.



Quando si dice che certi miti non moriranno mai.

4 commenti:

  1. Io amo il primo e terzo capitolo.
    Ma ti dirò, ancora di più amo Crash Team Racing, che avevo comprato anche sul Playstation Store XD

    E niente, cito questo titolo per ricollegarmi alle mascotte: con Crash ci stavano riuscendo a fare un Mario, vedi anche Team Racing /Mario Kart. Ma lo hanno abbandonato per anni, ora ripreso solo con questa trilogia...

    Moz-

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  2. I capitoli successivi per ps2 non sono stati realizzati dalla Naughty Dog e il risultato della Eurocom è stato a dir poco scadente. Delusioni a non finire

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  3. È un articolo ben descritto e ben spiegato. Hai chiarito alcuni dubbi che avevo e nutrito diverse curiosità; non immaginavo affatto che Gavino e Rubin si fossero ispirti ai cartoni animati della Warner Brothers

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    1. Mi era sfuggito il commento. Comunque sì, soprattutto Tazmania è stato fondamentale per gli sviluppatori di Crash. Loro avevano da sempre nutrito l'idea di puntare sul bandicoot ma inizialmente avevano voluto sperimentare il wombat per capire se la loro scelta potesse essere effettivamente buona: il wombat come animale è troppo corpulento e un personaggio simile era già presente in Tazmania. Il resto venne da sé

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