sabato 28 marzo 2020

Il Corvo: il ritratto del dolore e della vendetta nel fumetto di James O'Barr


Nel mondo dell'intrattenimento sono stati scritte intere opere sul tema del dolore e soprattutto della vendetta. Libri, fumetti, videogiochi e film di svariati autori hanno messo in risalto quanto sia possibile creare storie di grande significato da dolore dei proprie personaggi, indipendentemente dalle origini e dalle influenze che li hanno creati.

Uno delle opere che mi ha maggiormente colpito in tal senso è "Il Corvo", fumetto creato negli anni '80 da James O'Barr, il quale aveva consegnato ai suoi lettori una pietra miliare di cui ancora oggi se ne parla tanto, senza che passi di moda. "Il Corvo" è stata fonte di ispirazione anche per molti altri autori di fumetti e pellicole cinematografiche. Il successo ottenuto da Eric Draven e dagli altri personaggi di questa storia sono stati tali non solo da creare un'immagine iconica ma anche da indurre il regista Alex Proyas a dirigerne una trasposizione cinematografica nel 1994, con l'interpretazione del compianto Brandon Lee, morto proprio durante le riprese del film (ma questo ne parleremo in un altro articolo). Il lungometraggio è stato poi il passo finale che ha permesso alla versione cartacea di ottenere ancora più successo ed essere conosciuto in tutto il mondo.



L'autore

James O'Barr è nato l'1 gennaio 1960 a Detroit ed è cresciuto fino all'età di sette anni in un orfanotrofio. Da studente ha sviluppato una grande passione per la scultura e la fotografia.

La tragedia che ha sconvolto la sua vita, risale al 1987, quando la sua dolce Beverly fu travolta e uccisa da un pirata della strada totalmente ubriaco. Per cercare di lasciarsi alle spalle la tragedia, O'Barr decise di arruolarsi nei Marines degli Stati Uniti. Negli anni in cui ha vissuto a Berlino da soldato, non solo ha cominciato a lavorare come illustratore di manuali da combattimento ma ha avviato anche la realizzazione delle pagine de "Il Corvo".

A fine anni ottanta è riuscito a pubblicare la sua opera che ha ottenuto grande successo. La sua fama però è cresciuta sempre di più grazie all'omonimo film del 1994, interpretato da Brandon Lee. O'Barr vive attualmente a Dallas, in Texas, ed è padre di due bambini, Erik, nato nel 1992 dal secondo matrimonio e Noelle, dal quarto matrimonio.



La nascita de "Il Corvo"

Il fumetto ha avuto origine prima di tutto dal dolore personale dell'autore James O'Barr. Infatti, la sua fidanzata morì in un tragico incidente stradale, durante il quale fu investita da un pirata della strada. In poco tempo tutti i sentimenti più negativi che un uomo possa nutrire si incastonarono nella figura di O'Barr, afflitto dal dispiacere di non aver potuto far nulla per evitare la tragedia che gli ha portato via la persona a cui teneva di più.

O'Barr cominciò a disegnare le prime tavole de "Il Corvo", fino a quando non decise di approfondire i particolari ispirandosi alla storia di una coppia uccisa a Detroit per una anello da 20 dollari.

Tra il 1988 e il 1989 ci fu la prima pubblicazione del fumetto "Il Corvo", le cui pagine furono poi recuperate e aggiornate dall'autore con il passare degli, fino ad aggiungere sempre più pagine che renderanno la sua opera completa nell'anno 2011. Non a caso, mi ritrovo tra le mani la versione italiana e completa pubblicata da Edizioni Bd Fumetti. Qui è possibile notare l'introduzione della donna in nero che in precedenza non era presente, ma soprattutto sono presenti tutti i flashback principale della vita che Eric aveva passata insieme alla sua Shelly, dei giorni felici culminata nella promessa di matrimonio, prima che tutto finisse male per colpa della malvagità degli esseri umani.
Tra le parti aggiunte in un secondo momento, c'è anche quella del cavallo lucente, l'immagine del senso di colpa sia di Eric sia del suo autore nel non aver potuto far nulla per evitare la morte di Shelly.



La trama

La trama è ormai nota a tutti e ha colpito la maggior parte degli appassionati per la sua semplicità e linearità. L'obiettivo è la vendetta? O'Barr crea dunque un unico filo conduttore, distorto soltanto dai flashback del personaggio, incentrando l'attenzione sull'unico obiettivo di Eric dopo essere risorto: "tutti devono morire".

Nel fumetto ritroviamo Eric già nei panni del "Corvo", accompagnato ovviamente dall'omonimo uccello che spesso gli parla. Nell'arco delle numerose pagine si notano le capacità del protagonista, il quale riesce a reggere qualsiasi confronto fisico con estrema facilità, riuscendo a non risentire dei colpi subiti, essendo immortale (immortalità che durerà fino a quando non avrà portato a termine il proprio piano di vendetta).

Uno dietro l'altro, Eric riesce a uccidere coloro che eliminarono lui e Shelly, la quale fu anche costretta a subire atroci violenze sessuali. Il tutto avvenne in una notte in cui la coppia rimase a piedi per via dell'auto andata in panne. Le uniche persone che poterono soccorrerli furono proprio i loro assassini: Tom Tom, Tin Tin, Funny Boy, Top Dollar e il loro capo T-Bird (nel film il leader della banda è Top Dollar). In questo pezzo che ritrai l'inizio del male firmato O'Barr, vediamo Eric ucciso mentre dà le spalle a T-Bird, poi è costretto a vedere la sua donna stuprata a turno. La scena poi si sposta in ospedale e piano piano il lettore vede il povero malcapitato morire, per poi tornare poco tempo dopo dal mondo dei morti, risvegliato dal richiamo di un corvo. Eric si incammina dunque lungo una strada fatta di sangue e lacrime. Alla fine, dopo aver ucciso T-Bird, in nostro antieroe torna presso la sua tomba, lasciandosi andare per l'ultima volta all'abbraccio dei ricordi che furono, tornando così dalla sua Shelly che aveva ottenuto giustizia.



La figura di Eric nel fumetto

Lungo tutta la storia, Eric si muove come un angelo della morte vero e proprio. Sembra quasi che riesca ad attribuire la fine giusta a ognuno di loro, riuscendo non solo a sottometterli fisicamente ma anche mentalmente. A ciascuno delle sue vittime Eric impone anche la sua filosofia della giustizia e della vendetta, come se cercasse di far capire a loro la gravità dei loro reati. La cosa che più colpisce nel personaggio disegnato da O'Barr è il fatto che riesca ad alternare momenti romantici e di grande umanità (da vedere la scena della piccola Sherri e di sua madre) a momenti di immane mostruosità. Ma del resto, parliamo di un fumetto violento sulla vendetta e l'odio. Ed è proprio qui che O'Barr è riuscito a creare un'opera precisa che non annoia mai, senza inutili sotterfugi per allungare il brodo.

Personalmente, la cosa che più mi ha colpito della storia, sono stati i momenti in cui Eric pensa a Shelly: tutto il dolore e la disperazione sono concentrati in quelle 40 pagine di memorie dell'odio che O'Barr aggiunse molto dopo. Le poesie, la casa, la promessa di matrimonio, i momenti di intimità e quelli di ilarità. Tutto viene distrutto dall'immagine di un Eric dipinto in volto e con il corpo pieno di cicatrici, avvolto tra l'altro in un abbraccio di sé stesso che concentra tutta la rabbia che una persona possa nutrire. Ma non solo rabbia: dolore, dispiacere, sensi di colpa e voglia di tornare indietro. Ma Eric non può tornare indietro e l'unica cosa che può fare e fare il bagno nel sangue dei suoi nemici, fino a che non avrà appagato le suo senso di vuoto.

Per tutto il proseguo della storia, gli unici amici di Eric sono il corvo e un'immagine alternativa della morte, per non parlare di visioni celestiali alternata a manifestazioni macabre del passato e del presente. La donna in nero e il cavallo lucente sono la sintesi dell'animo del protagonista, figlio del suo autore a sua volta affranto dal dolore della perdita.



Il ritratto interiore del dolore e della vendetta

"Il Corvo", in fin dei conti, è questo: la sintesi dei sentimenti più oscuri del suo autore, il quale ha riportato nero su bianco tutto ciò che avrebbe voluto buttar fuori per cercare di lasciarsi alle spalle le sofferenze di una vita martoriata. Ciò che O'Barr vorrebbe essere lo è Eric. Ciò che O'Barr non è in grado di fare si materializza nelle sue tavole, dando un volto e dei nomi ai fantasmi del suo passato. Alla fine poi arriva la redenzione e quello che sembra essere la fine di un incubo.



Curiosità e influenze

La versione fumettistica de "Il Corvo" presenta molte delle influenze culturali dell'autore e dell'epoca in cui ha vissuto. Innanzitutto, lo stile risulta molto alternato da disegni più macabri e "sporchi" a tavole più lucenti e "pulite". Con sporco e pulito si fa riferimento alle scene in cui i tratti somatici dei personaggi risultano molto cupi e macabri per poi diventare più semplici e "umani" in altre circostanze. O'Barr è inoltre bravo ad attribuire a ciascuno dei suoi personaggi una forma di bruttezza o bellezza dettata dalla propria condizione di vita. Funny Boy, ad esempio, all'inizio appare come uno degli elementi di spicco della banda, a dir poco sicuro di sé e con un velo di temerarietà. Poi viene ritratto in maniera perfetta per quello che è: un tossicodipendente che ha paura di ciò che non conosce ed è disposto a tutto pur di sopravvivere.

Tra i massimi punti di riferimento, O'Barr si affida molto dai pittori legati alla corrente dell'impressionismo. Tuttavia, come dichiarato da lui in un'intervista rilasciata a "fumettologica.it", c'è molto della cultura punk rock di quella generazione, anche se sono più evidenti le ambientazioni grottesche presenti nei film di Tim Burton o nella musica dei Cure. Non a caso, il trucco di Eric rimanda tantissimo a quella cultura e crea una maschera che si avvicina di molti ai volti in bianco e nero dei Kiss.

Una lezione di vita: l'importanza dell'arte per esorcizzare i propri demoni

Il fumetto è un'arte e come spesso capita un autore riesce tramite essa ad esorcizzare i propri demoni. Certo, non a tutti è andata bene come a James O'Barr, ma quest'ultimo è stato in grado di parlare di sé in maniera così estrema e grottesca da riuscire a creare una storia diventata di culto per gli amanti di quest'opera indimenticabile.











giovedì 26 marzo 2020

Sport Nike, The Mission 2000: quando Davids e compagni affrontarono i samurai


Dopo un lungo silenzio torna la Puteca di Pakos e lo fa con una cosa leggera e nostalgica, visti anche i tempi recenti in cui il mondo si trova costretto a combattere con la pandemia da covid 19.

Torna la rubrica dedicata ai leggendari spot della Nike, quella in cui gli eroi del calcio della nostra infanzia combattevano tra di loro e contro perfidi nemici in nome del pallone. Proprio il pallone diventa la reliquia da recuperare nella nuova avventura dell'anno 2000.

Il video

Nel 2000 arriva il quarto spot della nota azienda di abbigliamento sportivo. "The mission", infatti, segue "Good vs Evil" (1995), "The Beach" (1997) e "The Airport" (1998). Quest'ultima pubblicità è stata realizzata dalla coppia Wieden e Kennedy, con la direzione di Tarsem Singh, lo stesso regista che nel 1995 diede vita al primo capitolo della saga.

La trama

Un furgone guidato dal carismatico allenatore Louis van Gaal si ferma davanti a un edificio. L'ex allenatore di Ajax e Barcellona ha il compiuto di guidare una squadra di super professionisti a recuperare il nuovo Pallone Nike, tenuto sotto stretto controllo da un esercito di samurai.
L'edifico in questione è infatti un tempio sacro e accedere al suo interno non è facile visto il particolare sistema di sicurezza caratterizzato da allarmi molto sofisticati.

Gli eroi di questa nuova avventura sono alcuni tra i massimi fuoriclasse dell'epoca: Edgar Davids, Pep Guardiola, Andy Cole, Dwight Yorke, Luis Figo, Oliver Bierhoff, Hidetoshi Nakata e il nostro italiano Francesco Totti.

Durante una lunga serie di passaggi, proprio l'olandese della Juventus e Bierhoff riescono ad abbattere l'esercito di samurai, recuperare il pallone Nike e riuscire a scappare dopo che Van Gaal è riuscito a procurarsi un elicottero per la fuga. Non sappiamo gli altri protagonisti che fine abbiano fatto, ma diversi di loro ne hanno prese di santa ragione. L'esplosione del tempio lascia intendere che tutto.



I protagonisti

Passiamo adesso alla scheda dei calciatori e dell'allenatore che hanno preso parte al progetto che in poco tempo diventò un cult e lanciò soprattutto Edgar Davids, consacrandolo come uno dei maestri del freestyle calcistico.


  • Louis Van Gaal: Il capo della spedizione Nike è uno dei più grandi allenatori degli anni '90, uno che si è fatto amare per le sue idee sofisticate del calcio ma anche odiare per il suo carattere non certo docile. Ad Amesterdam, in Olanda, è ricordato come una leggenda visto che vinse la quarta e ultima Coppa dei Campioni firmata Ajax, facendo riferimento tra l'altro a una generazione di calciatori che di lì a poco avrebbe conquistato l'Europa. Tutti giovani, mescolati con qualche campione di esperienza prossimo a concludere la propria carriera. Con quell'Ajax, Van Gaal vinse tutto quello che c'era da vincere, poi nel 1997 lanciò i lancieri per allenare il Barcellona in Spagna: anche qui lasciò il segno, ma non vinse come gli capitò di fare in Olanda. Nel 2000, anno dello spot Nike, Van Gaal passò proprio dai blaugrana alla nazionale di calcio olandese, dove steccò di brutto mancando la qualificazione ai mondiali del 2002. 

  • Edgar Davids: il centrocampista olandese è stata una delle icone del calcio freestyle di quegli anni. A proposito di Ajax, lui era proprio un di quei giovani sui quali Van Gaal costruì le proprie fortune in Olanda e i Europa. Infatti, il mastino Edgar giocava in coppia con un altro ragazzo con le treccine: Clarence Seedorf. Nel 2000 Davids si era affermato in Italia con la Juventus. Dopo essere stato acquistato dal Milan nel 1996, l'olandese aveva deluso le aspettative insieme ad altri compagni provenienti proprio dall'Ajax. L'allenatore bianconero Marcello Lippi però lo volle a Torino e su di lui creò una delle basi più solide del gioco della Juventus. Davids infatti ha militato insieme a Del Piero e compagni dal 1997 al 2004, per poi rompere i rapporti con la società e provare fortuna altrove.

  • Pep Guardiola: non sono sicuro che il tipo con i capelli rasati sia proprio Guardiola, attuale allenatore del Manchester City, ma consultando diversi siti pare che quello intravisto a lanciare un pallone in mezzo alla sala del tempio dei samurai sia proprio l'ex capitano e allenatore del Barcellona. Nel 2000, Pep era ancora un calciatore dei balugrana, ma era ormai ai titoli di coda visto che nella stagione 2001-2002 si trasferì in Italia per vestire la maglia del Brescia (dove poi venne squalificato per doping). In quegli anni comunque Guardiola era reputato uno dei centrocampisti più brillanti e precisi del mondo: non è un caso che i primi veri successi internazionali arrivarono con lui in campo e altri giocatori importanti come Laudrup, Koeman e Stoichkov. L'allenatore era poi un certo Johan Cruijff. Oggi, Guardiola è uno degli allenatori più vincenti e preparati d'Europa (a dirlo è il suo palmares).

  • Andy Cole e Dwight Yorke: non potevano mancare in questo video i Calypso Boys che aveva fatto faville ai tempi del Manchester United sotto la guida di sir Alex Ferguson. Il primo inglese, il secondo del Trinidad e Tobago. In quattro anni che hanno giocato insieme, Cole e Yorke sono stati l'incubo peggiore delle difese e dei portieri di mezza Europa, mettendo gol e grinta in ogni partita che giocavano. Erano amati da tutti e ancora oggi sono considerati come una delle coppie di attaccanti più forti mai viste nel nostro continente. Con i Red Devils hanno vinto la Coppa dei Campioni nella stagione 1998-99.
  • Luis Figo. Poteva mai mancare un pallone d'oro in questa fantastica avventura della Nike? Certo che no ed ecco che Luis Figo. Il portoghese in quell'anno era stato reduce da un buon europeo con la sua nazionale di calcio, fermata in semifinale dalla Francia di Zidane che poi avrebbe vinto il torneo. Il 2000 fu un anno importante per Figo non solo per lo spot Nike e per il pallone d'oro che vinse qualche mese dopo, ma anche per il suo trasferimento dal Barcellona (dove era un indolo) agli acerrimi nemici del Real Madrid: tale passaggio, è considerato ancora oggi come uno dei più grandi tradimenti della storia. Figo con il Real Madrid vince la Champions League, la Supercoppa Europea, la Coppa Intercontinentale e due scudetti. 

  • Oliver Bierhoff. Il tedesco diventato famoso per aver avuto la testa più precisa d'Europa. Infatti, i suoi colpi di testa hanno permesso Germania di aggiudicarsi gli Europei del 1996, grazie appunto a due miracoli dell'ex gloria di Udinese e Milan che era entrato nel secondo tempo. La carriera di Bierhoff è stata molto particolare. Dopo aver fatto piangere a suon di gol la serie B con l'Ascoli, fece altrettanto con l'Udinese in Serie A, arrivando ad aggiudicarsi il titolo di capocannoniere nella stagione 1997-98 con 27 reti, a discapito del secondo classificato Ronaldo (il brasiliano). Proprio in quella fortunata annata, l'Udinese finì il campionato al terzo posto, convincendo il Milan di Berlusconi a ingaggiare lo stesso Bierhoff e l'allenatore Zaccheroni. L'avventura rossonera non fu fortunatissima: dopo aver vinto lo scudetto (alla fine di una straordinaria rimonta in classifica), il tedesco lasciò Milano dopo tre stagioni e una media gol che calò inesorabilmente anno dopo anno. Il suo nome però rientra per tanti motivi nei cuori di chi l'ha visto giocare. Nello sport Nike lo vediamo abbattere il capo dei samurai con un tiro al volo: una cosa inverosimile se si pensa che la sua specialità era il colpo di testa. Non importava in che punto del campo di trovasse: quando Bierhoff toccava la palla con quel testone biondo c'era poco fa fare perché nel 90 per cento dei casi era gol.

  • Hidetoshi Nakata. Forse il miglior giapponese mai visto in Italia e in Europa. Nakata è stato uno dei pochi asiatici a fare vedere buone cose con i piedi. Arrivato nel 1998 a Perugia, l'idolo del Sol Levante si mise in mostra segnando subito una doppietta contro la Juventus in un match campionato che vide i bianconeri vincere con fatica in terra Umbra con il risultato di 3 a 4. Nakata conquistò la folla del pallone e la sua consacrazione arrivò nel gennaio 2000 quando la Roma di Sensi lo acquistò per 30 miliardi di lire. L'anno dopo vinse lo scudetto con i giallorossi a discapito della Juventus di Ancelotti. Uno dei suoi gol fu infatti fondamentale nel pareggio in rimonta terminato poi 2-2 proprio contro i bianconeri. L'avventura sotto all'ombra del Colosseo però durò poco. Infatti Nakata passò al Parma, dove vinse una Coppa Italia. In un'occasione è stato anche tra i candidati al Pallone d'Oro. 

  • Francesco Totti. Ultimo (ma non per demeriti ma per ovazione) è il nostro Pupone, leggendario capitano della Roma che vinse lo scudetto nella stagione 2000-2001. Nell'anno di "The Mission", Totti era arrivato ormai al punto più alto della sua carriera nonostante fosse ancora giovane. Aveva infatti conquistato un argento agli Europei del 2000 (persi in malo modo contro la Francia di Zidane) e poi si aggiudicò il tricolore insieme a Nakata, Montella e Batistuta. In quel periodo ebbe anche un paio di nomination al Pallone d'Oro, senza però vincere l'ambito premio. A cavallo tra gli anni '90 e gli anni 2000 (prima dell'infortunio del 2006), Er Pupone era considerato il miglior trequartista al mondo proprio insieme allo stesso Zidane (ancora in forza alla Juventus prima del doloroso passaggio al Real Madrid)

Ecco il link dove vedere il video dello sport Nike "The Mission" del 2000:



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sabato 9 novembre 2019

Contratto linea di casa: occhio a quello che i call center non vi dicono. Ecco i vantaggi e gli svantaggi


call center


Quando ho lavorato come operatore call center, in passato, ho avuto modo di imparare tante cose interessanti su questo mondo, specialmente per quanto riguarda le linee telefoniche di casa (internet e le telefonate per farla breve).

Molti colleghi mi hanno raccontato delle loro passate esperienze, le quali, unite a quello che ho acquisito ai tempi in cui lavoravo come customer care, mi hanno permesso di scoprire il lato "sporco" dei call center, un lato che mi ha portato a odiare quel lavoro e ripromettermi che non lo avrei mai più fatto. Certo, ogni lavoro prevede una parte "sporca", ma quando sottoscrivete un contratto con un operatore al telefono sappiate che tutto quello che vi dice o non è completo o non è vero. Quindi mettetevi comodi:

Ecco tutto quello che i call center non vi dicono quando fate in contratto per interne e telefono a casa


Ecco tutti gli svantaggi e i vantaggi nell'affidarsi a un call center per il contratto internet e telefono
In quanti avete avuto bisogno di cambiare la vostra linea di casa perché le bollette sono troppo salate oppure internetva troppo lento? Quante volte avete perso la pazienza per i numerosi disservizi che il vostro operatore vi provoca per problemi alla centralina o perché ci mettono ancora tanto per attivare la fibra ottica nella vostra zona? Sicuramente siete in tanti, come tutti coloro che invece preferiscono mantenere il proprio contratto piuttosto che rischiare di incappare in qualche offerta peggiore di quella che già si possiede.

Tra queste persone esistono anche coloro che vengono continuamente bombardati a telefono dai call center più disparati presenti in Italia (o in Albania per questioni di server). Tim , Vodafone, Wind, Fastweb ma anche compagnie di depuratori, elettrodomestici e tanto altro. In questo caso, soffermiamoci sui call center e le offerte che, in maniera assillante, vogliono per forza propinarci senza però dirci tutto quello di cui un utente avrebbe veramente bisogno.

Vediamo insieme tutto quello che i call center non vi dicono quando sottoscrivete un contratto per internet e telefono a casa. Partiamo però da alcune sostanziali distinzioni, specialmente tra i negozi fisici e le agenzie telecomunicative.

I vantaggi e gli svantaggi di accettare un nuovo contratto tramite call center

Perché affidarsi a un operatore telefonico

Accettare di avere a che fare con un call center può avere effettivamente dei vantaggi non indifferenti. Ad esempio, le offerte che un operatore vi propone via voce possono riguardare: internet più telefono, solo internet, oppure il pacchetto completo che include una sim per il cellulare.
Questi pacchetti possono aver dei prezzi molto più vantaggiosi rispetto al negozio fisico che potete trovare in piazza o al corso, specialmente per via dei pagamenti rateizzati nei primi due anni, senza dimenticare che modem (e il costo di attivazione) costa molto di meno.

Perché sarebbe meglio andare in un negozio fisico?

Il negozio fisico invece, almeno per alcune compagnie telefoniche e internet, presente prezzi che spesso risultano anche molto cari, se non proprio il doppio rispetto a quanto proposto dal call center.
Tuttavia, un negoziante può seguirvi in qualsiasi momento e quando tratta con voi ci mette la faccia: in sintesi, sapete a chi rivolgervi ogni qualvolta doveste avere un problema con la vostra linea di casa. Se invece sottoscrivere il contratto con un call center, la cosa si fa più complicata.

Il vero volto dei call: l'inganno del prefisso

Uno degli svantaggi dei call center è principalmente il seguente: non sapete con chi avete veramente a che fare e non sapete da dove vi stiano chiamando. Sei sul vostro cellulare (tra l'altro cosa sbagliata) vi compare il prefisso "02" (prefisso di Milano) e vi risponde una signorina con accento meridionale o straniero, non pensiate che si tratti di qualche studente fuori sede che cerca di mantenersi gli studi lavorando per qualche compagnia telefonica o di telecomunicazioni: il trucco sta nel fatto che i sistemi e i server vengono impostati in maniera tale che il prefisso del customer viene cambiato in maniera ciclica allo scopo di non lasciare intendere al cliente da dove provenga la telefonata. In sintesi: un call center che vi chiama con il prefisso "02" in realtà potrebbe trovarsi anche a Palermo.

Questo accade perché molte agenzie sono abusive, oppure sono in regola ma non hanno sottoposto a regolare contratto i loro dipendenti, i quali vengono pagati in maniera misera (anche 200 euro al mese) con la possibilità di ottenere provvigioni al momento dell'attivazione di un contratto. Questo però è un altro discorso.

Adsl o fibra ottica? Chiedete sempre agli esperti

Il customer care si presenta in maniera gentile. Alcuni vanno sparati, altri invece assumono un tono subito amichevole chiedendo in che condizioni di salute vive il potenziale cliente. Ma la cosa che bisogna assolutamente tenere sotto controllo è la domanda "Possiamo fare un controllo della sua attuale linea per vedere se è raggiunto dalla fibra?". In questo caso possono succedere due cose.

La prima: potreste essere coperti da una fibra fino a 100 mega, ma siate sempre consci del fatto che esiste una potenza di segnale, nel senso che non viaggerete mai effettivamente a quella velocità con il vostro internet. Assicuratevi che l'operatore vi dica l'effettivo segnale, poi dopo effettuate un controllo con le vostre stesse mani. In quest'ultimo caso potete andare di persona sul sito della compagnia che avete scelto e verificare se siete davvero raggiunti dalla fibra 100 e se la potenza sia almeno di 40 0 50 mega.

La seconda: occhi all'Adsl. Se la vostra zona non è coperta da una linea in fibra ma dall'Adsl sappiate che sarete vittime della furbata del vostro operatore (naturalmente ben istruito dai suoi formatori): vi dirà che siete "predisposti alla fibra perché essa è stata di recente installata e quindi è in attesa di attivazione del segnale.

Quindi, loro vi inviteranno ad accettare l'offerta dell'Adsl facendovi credere che pagherete sempre quel prezzo (che costa di meno rispetto a chi ha una fibra effettiva) anche al momento dell'attivazione del servizio internet più veloce: non è assolutamente vero perché o non avete nemmeno la predisposizione a una tecnologia più avanzata oppure, se sarà veramente attivata in futuro, la compagnia telefonica centrale vi chiamerà per dirvi che dovete adeguare il vostro pacchetto e quindi pagare di più. In caso di rifiuto continuerete a viaggiare in Adsl pur avendo la fibra, nonostante il customer vi avesse garantito il contrario.

I tempi di attivazione se si fa riferimento a un call center

I call center vi diranno che ci vorrà poco tempo affinché la vostra nuova linea venga attivata: sarete chiamati da tecnico della compagnia, il quale vi avvertirà che in un determinato giorno verrà da voi per montare il modem e attivare la linea.

Niente di più falso: quando un operatore inserisce la vostra richiesta bisognerà prima attendere se siete idonei all'attivazione, poi successivamente sarà un problema della compagnia (ad esempio Fastweb o Tim) quando e come attivare la vostra nuova linea.

Il mito del tecnico a casa

Un altro mito da sfatare è la storia del tecnico: molto spesso, soprattutto se avete accettato un pacchetto "debole", il modem vi arriva via posta e saranno problemi vostri montarlo e farlo funzionare, così come eventuali disservizi. I disservizi, esatto ciò che vi renderanno la vita impossibile se siete stati vittima della cattiveria di qualche call center senza scrupoli: in caso di problemi voi non avrete più contatti con chi vi ha fatto firmare il contratto, ma dovrete chiamare il numero verde della compagnia e aspettare intere ore per ricevere una risposta (la quale non è detto possa darvi esito positivo).

Piccola precisazione: cosa si intende per offerta debole. Si intende che siete coperti da un'Adsl che sarà sempre tale e non potrà mai essere fibra, oppure non siete veramente coperti da un segnale di quella specifica compagnia. Ad esempio, può capitare che la vostra linea sia fuori rete con Tim. In questo caso la Tim potrebbe anche funzionare ma non come un Adsl "in" rete  una fibra.

La registrazione telefonica

Questo è il punto più macabro di chi lavora per un call center. Come tutti sappiamo, quando accettiamo di passare a una nuova linea di casa, dobbiamo autenticare il tutto con una registrazione.
Lo scopo è quello di ottenere il consenso vocale del cliente, il quale non capirà praticamente nulla di quello che andrà ad accettare per via della lettura veloce del suo contratto.

La cosa peggiore però è un'altra. Molto spesso, proprio durante queste registrazioni, l'operatore elimina alcuni punti che potrebbero compromettere l'esito del lavoro. Esempio: se un cliente è positivo a un tipo di fibra che prevede il pagamento obbligatorio di essa dopo il primo anno di attivazione, allora spesso succede che l'operatore riveli al suo interlocutore l'esatto contrario.
Quindi, dopo un anno, il cliente scoprirà di dover pagare di più per poter tenere la fibra, ma in precedenza era all'oscuro di questa cosa.

Alcuni tendono addirittura a non rivelare che oltre al costo del modem c'è anche quello dell'attivazione (che non è la stessa cosa, perché si può avere il modem ma non la linea). Tutti questi dati devono essere obbligatoriamente riportati sia nel contratto sia nella registrazione, ma in questo secondo caso il call center omette i dettagli per far cadere il cliente nella sua trappola.

Come un contratto ad andare in porto se la registrazione è "falsa"?

Ora vi chiederete: come fa allora un contratto ad andare a buon fine se alla fine esso devo finire nella mani dell'azienda? La risposta è semplice: l'operatore fa con voi la registrazione vocale e vi fa credere di aver fatto le scelte giuste, ma poco dopo effettuerà un'altra chiamata registrata dove leggerà il vero contratto a una qualsiasi altra persona, anche un collega, facendo passare quest'ultima come il vero cliente contattato in precedenza. In sintesi, ad esempio alla Fastweb arriverà la richiesta di Mario Rossi ma la registrazione vocale consegnata sarà quella approvata da un'altra persona.

La beffa per il cliente

Dopo questa, saranno problemi del cliente quando scoprirà che nel suo pacchetto ci sono costi aggiuntivi, dettagli o particolari di cui però non era stato informato. Del resto è risaputo che oggi tutti vogliano spendere poco per viaggiare in internet a casa, magari usufruendo di chiamate gratuite sia in Italia sia all'estero dal telefono di casa. Negoziare telefonicamente da questo punto di vista è diventato molto difficile ed è per questo motivo che i call center hanno deciso di giocare d'astuzia, spesso anche in maniera molto sporca.

Esistono call center per bene? Certo

C'è anche da dire però che non tutti i call center sono così, anzi molti sono delle agenzie regolari con personale qualificato e sottoposto a regolare contratto. Avere a che fare con loro significa, a volte, avere dei buoni punti di riferimento in futuro. Tuttavia, è chiaro che avere a che fare con le persone oneste, sia un altro dei tanti privilegi che la vita possa donarci.

Il consiglio dell'esperto

Fate attenzione a quello che fate per voi e la vostra famiglia. Affidarsi a un call center non è sbagliato ma sarebbe sempre un bene muoversi anche in maniera indipendente e informarsi di più su ciò che si può fare per migliorare la propria vita, come nel caso di internet a casa.

sabato 11 maggio 2019

Il lato oscuro di Telegram: dal porno alla droga, tutto a portata di "canale"



Telegram è senza dubbio uno sei servizi di messaggistica istantanea più innovativi presenti in circolazione. Nonostante sia reputata meno alla "moda" rispetto a Whatsapp, in molti lo proferiscono per via della particolare tutela della privacy e soprattutto per la facile condivisione dei contenuti, i quali restano "fermi" sull'app, evitando così di scaricare tutto sullo smartphone e occupare spazio sulla memoria.
Eppure, come documentato negli ultimi anni, Telegram possiede un lato oscuro, qualcosa che si avvicina molto al deep web ma anche alle zone più pericolose dell'animo umano e del mondo. Sul noto prodotto della Telegram Llc è possibile trovare tutto ciò che è considerato sbagliato, scorretto, pericoloso e ingiusto per legge.
Pornografia, pedopornografia, spaccio di droga e addirittura covo di criminali e spacciatori. Questi sono i maggiori appellativi che i media hanno attribuito a Telegram (ovviamente non per colpe sue). Perché? La riposta è semplice: sull'app è possibile creare dei canali che possono essere pubblici o privati. Su quelli privati è possibile accedere solo se l'amministratore è in possesso del numero di cellulare dell'interessato, oppure è necessario fare un lungo di giro di gruppi per poter trovare qualcosa di veramente interessante.
Quelli pubblici, invece, trattano di solito argomento più leggeri. Eppure, alcuni di essi vengono spesso utilizzati come tramite per consentire al "lato oscuro" (per dirla alla Star Wars) di poter espandersi e mettere le mani su quanti più utenti, tenendo ovviamente la situazione sotto controllo su possibili "rompi scatole".
Andiamo però con ordine e vediamo cos'è Telegram e di cosa stiamo parlando.

Telegram: quando nasce e che cos'è

Telegram è un servizio di messaggistica istantanea basato su cloud ed erogato senza fini di lucro dalla società Telegram LLC, una società a responsabilità limitata con sede nel Regno Unito, fondata dall'imprenditore russo Pavel Durov. I client ufficiali di Telegram sono distribuiti come software libero per Android, GNU/Linux, iOS, MacOS, Windows NT e Windows Phone. Caratteristiche di Telegram sono la possibilità di stabilire conversazioni tra due o più utenti, effettuare chiamate vocali cifrate "punto-punto", scambiare messaggi vocali, videomessaggi, fotografie, video, stickers e file di qualsiasi tipo grandi fino a 1,5 gb e opzionalmente effettuare conversazioni cifrate punto-punto tra due utenti (non in chat di gruppo) sulla maggior parte dei client.

Storia

Telegram è stato fondato nel 2013 dai fratelli Nikolai e Pavel Durov, i fondatori del social network russo VK. I fondatori hanno annunciato che la società Telegram LLC è un'organizzazione non a scopo di lucro non collegata a VK e con sede a Berlino. Nikolai ha creato il nuovo protocollo MTProto sul quale Telegram è basato mentre Pavel ha fornito sostegno finanziario e infrastrutture attraverso il suo fondo denominato Digital Fortress.
Il 24 febbraio 2014 un fork FOSS-friendly di Telegram è stato aggiunto su F-Droid. Il 24 marzo 2014 Telegram ha annunciato di aver raggiunto i 35 milioni di utenti attivi mensilmente e 15 milioni di utenti giornalieri, il 15 settembre 2015 c'erano 60 milioni di utenti attivi al mese. Nel mese di febbraio 2016 si sono raggiunti i 100 milioni di utenti attivi mensili, 350 000 nuovi utenti al giorno e 15 miliardi di messaggi scambiati giornalmente. A febbraio 2018 i download giornalieri dell'app su Android e iOS si assestavano rispettivamente a oltre 500 000 e circa 100 000.

Caratteristiche

I client ufficiali di Telegram sono software libero. Il codice sorgente del lato server invece non è stato rilasciato. Ciò significa che non è possibile verificare la segretezza delle conversazioni effettuate sul cloud e non è possibile fornire in proprio questo servizio di messaggistica (ad esempio da un proprio server).
I messaggi inviati sono salvati sul cloud di Telegram, così da garantire la sincronizzazione istantanea. Il risultato consente all'utente di poter accedere ai messaggi da diversi dispositivi contemporaneamente, inclusi tablet e computer.
Quando si registra, l'utente può scegliere se permettere ad altri di cercarlo inserendo il nickname scelto durante la registrazione preceduto da "chiocciola" nella barra di ricerca. Questa funzione facoltativa consente ad altri di cercare l'utente su Telegram senza conoscere necessariamente il suo numero di telefono.
Dalla versione 3.9, i messaggi inviati si possono modificare fino a due giorni dall'invio.

Le Chat

Le chat sono di due tipi:
  • Chat cloud (classiche): la chat utilizza una cifratura client-server, ovvero è cifrata dal dispositivo fino ai server di Telegram e viceversa. Quindi la conversazione dovrebbe restare salvata in maniera cifrata sui server di Telegram per poter essere sincronizzata fra più dispositivi (es. smartphone, tablet, PC). La chat classica permette l'invio di messaggi di testo, messaggi vocali, videomessaggi, posizione GPS attuale, coordinate GPS sulla mappa, contatti e qualsiasi tipo di file di dimensione massima di 1,5 GB.
  • Chat segrete: la chat utilizza una cifratura end-to-end (o detta punto-punto), ossia è cifrata fra i due dispositivi coinvolti nella conversazione. Di conseguenza la conversazione non rimane salvata sui server di Telegram. Se da un lato queste conversazioni sono notevolmente più sicure dal punto di vista della privacy, da un lato occorre sapere che di conseguenza la chat non può essere sincronizzata fra più dispositivi ma si può visualizzare solo dal dispositivo dal quale è stata avviata. Le chat segrete utilizzano lo scambio di chiavi Diffie-Hellman e permettono di impostare un "timer di autodistruzione", ossia un determinato intervallo di tempo trascorso il quale un messaggio, dopo che è stato visualizzato dal destinatario, viene cancellato. Le chat segrete attualmente non funzionano sulla versione Web e su Telegram Desktop, mentre sono fruibili sui client mobile, vari client alternativi e su Telegram per Mac..

I Gruppi

I gruppi di Telegram possono contenere fino a 200 000 membri, è possibile impostare amministratori con permessi selezionabili (Cambiare le info del gruppo, Eliminare messaggi di altri utenti, Bloccare/limitare utenti, Invitare utenti tramite link, Aggiungere amministratori) e cambiare i permessi degli utenti (Inviare messaggi, Inviare media, Inviare sticker e GIF, Inviare link con anteprima, Inviare sondaggi, Aggiungere membri, Cambiare le info del gruppo, Fissare messaggi). Di default nei gruppi i nuovi membri non possono vedere tutta la cronologia dei messaggi, a meno che non venga abilitata dalle impostazioni o il gruppo non sia reso pubblico, e la stessa è condivisa per tutti gli utenti, di conseguenza i messaggi cancellati dall'utente stesso o da un admin scompaiono anche per tutti gli altri (gli admin possono eliminare tutti i messaggi, gli utenti solo i propri, i messaggi eliminati e modificati sono accessibili per due giorni dagli admin nel registro delle "Azioni recenti" per due giorni). Come in tutte le chat, è possibile modificare i propri messaggi entro 48h dall'invio. La lista degli utenti è ordinata per l'ultima attività piuttosto che per l'ultimo accesso. I gruppi possono essere resi pubblici impostando un username, in tal modo sarà possibile trovarli dalla ricerca e leggere i messaggi senza unirsi. Se un membro lascia un gruppo, può essere riaggiunto solo da un contatto reciproco.

I Canali

I canali, nati a settembre 2015, sono chat in cui chiunque sia amministratore può inviare messaggi ai membri del canale, anche se questi ultimi non possono rispondere né commentare. Un canale può contenere un numero illimitato di iscritti e può essere pubblico o privato; al canale pubblico si può associare un indirizzo link e un username, ricercabile dalla funzione di ricerca dell'app, mentre per quello privato viene generato un link con 22 caratteri alfanumerici casuali.
Dopo l'aggiornamento di luglio 2017 gli amministratori hanno accesso a singole funzioni abilitabili e disabilitabili singolarmente come l'invio, la modifica e la cancellazione dei messaggi, la modifica della descrizione del canale o l'aggiunta di nuovi utenti/amministratori.

I Bot

Da giugno 2015 Telegram ha introdotto una piattaforma per permettere, a sviluppatori terzi, di creare i Bot. I Bot sono degli account Telegram, gestiti da un programma, che offrono molteplici funzionalità con risposte immediate e completamente automatizzate.
Dal 4 gennaio 2016 è disponibile una nuova modalità inline per i bot, che permette di utilizzare un bot semplicemente citandolo con il proprio username in qualsiasi chat (chat cloud, canali e gruppi).


Modi di ricerca e i canali: i minori e la pornografia

Su certi aspetti, Telegram è un po' un'estensione di Instagram o Twitter: star e vip dello spettacolo (e non solo) spesso creano canali Telegram per poter aumentare il livello di condivisione delle loro foto, così da potersi accaparrare ogni media per far crescere la propria immagine.
Non è un segreto che l'app scateni anche le fantasie sessuali dei più maliziosi, i quali cercano di propositi canali collegati a noti siti porno per evitare di accedere a internet e nel contempo occupare memoria sul cellulare. Anche se sembra difficile crederlo, su Telegram è possibile trovare canale dedicati a noti domini come Brazzers, YouPorn, Xvideos, BangBros e tanti altri ancora.
Il porno non è illegale, specie se un adulto fa quello che ne vuole. Tuttavia, il problema è proprio quello: ai minorenni chi ci pensa? Tra l'altro, non va dimenticato che a creare i canali e i gruppi più sinistri di Telegram, spesso possono essere sia adulti sia minorenni in cerca di amicizia e interazioni.
Il canale Telegram di Scuola Zoo, famoso mezzo di intrattenimento per adolescenti, spesso viene utilizzato come tramite per consigliare canali porno, anche amatoriali. Tali consigli però sono temporanei, nel senso che vengono poi eliminati per tornare a dare spazio a meme e demotivational. 
Proprio partendo da una base così semplice, accedendo a un solo gruppo o canale hard, è possibile accedere a un mondo sterminato di contenuti a luci rosse dove a volte, oltre alle classiche donne mature o alle note pornoattrici, è possibile imbattersi davanti a foto che ritraggono ragazze al di sotto dei 18 anni nude o seminude.


Gli utenti scambiano foto di donne nude senza il loro consenso

Ecco cosa rende Telegram un vero e proprio covo di depravati. Come raccontato anche da Tpi.it, Telegram può gtrasformarsi in una sorta di paradiso terrestre per chi non vuole farsi scoprire, specie per chi diffonde foto di donne senza il loro consenso. 
Già il programma Mediaset "Le Iene" e la testata Wired, provarono a infiltrarsi in queste comunità, scoprendo cose molto interessanti. Tempo fa esisteva (e non si sa se esiste ancora) un canale chiamato Canile 2.0 e le cagne erano appunto le povere donne che erano soliti a denigrare senza alcun ritegno.
Attivato nel 2016, questo canale contava oltre 2mila utenti ed era crittografato: in sintesi per trovarlo era necessario ricevere un invito da parte di uno degli iscritti o degli amministratori. Le Iene e Wired scoprirono che oltre a donne adulte, venivano prese di mira anche delle minorenne: ragazze di 14 anni che andavano al liceo.
“È tutto quello che ho”, scrive un tale dopo aver inviato la foto di una ragazzina. “È ancora minorenne, sta ora in secondo liceo”, spiega. Le minorenni pare siano particolarmente apprezzate sul gruppo. “W le minorenni maiale”, scrive un signore, “Mi fa salire il pedofilo”, scrive un altro.
C'è addirittura chi inneggiava allo stupro, incuranti dei reati in cui possono incorrere. Dopo l'inchiesta di Wired e delle Iene, oltre al contributo di qualche utenti trovatosi per sbaglio in quel canale, le reazioni degli amministratori di Canile 2.0 non sarebbero state delle migliori e le offese ai "moralisti" non mancarono.
C'è anche chi ha avuto la brillante idea, negli ultimi tempi, di creare un canale intitolato "Non sapevo fosse minorenne", il quale ha fatto perdere le sue tracce forse perché raggiunto da qualche segnalazione. Fatto sta che questo canale era caratterizzato da foto di minorenni in bikini o che lasciavano comunque spazio all'immaginazione attraverso pose "vedo non vedo".

Le star dei social che "vendono" il loro corpo a pagamento

I malintenzionati che sfruttano Telegram per i loro macabri scopi, riescono addirittura a far girare le foto di adult model o influencer che di solito mostrano i loro corpi senza veli attraverso siti internet personali a pagamento. Su Instagram ad esempio, ci sono molte ragazze, diventate dei veri e proprio fenomeni del web e desiderate da migliaia di italiani, che mettono a disposizione video e foto hot solo attraverso bonifici bancari.
Ebbene qualcuno qualcuno ha avuto la brillante idea di smantellare i loro piani riuscendo a procurarsi questi contenuti e a farli girare nel lato oscuro di Telegram (o del Deep Web). 


Telegram e il mercato delle Armi in Siria


Nel luglio 2017, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, bloccò ogni tipo di rifornimento ai ribelli siriani, mentre la Gran Bretagna fermò l’addestramento delle milizie anti-Assad. Trovandosi con le spalle al muro, i guerriglieri si ritrovarono a corso di armi e munizioni, ma qualcosa presto cominciò a bollire nella loro testa
Telegram diventò infatti luogo di offerte e domande di pistole, fucili, proiettili, persino droni e piccoli cingolati, da usare durante le offensive nei territori occupati in Medio Oriente. Gli oggetti in questione proverrebbero da un giro di passaparola e passamano tra i diversi gruppi armati ma anche da scorte incontrollate targate Usa. 
In pochi mesi, Telegram divenne punto di riferimento per i miliziani perché mai avevano sentito il bisogno di rifornirsi in autonomia di armamenti, quando era compito degli alleati distribuirne in lungo e in largo.
Non si può negare però che lo staff e il team di sicurezza del servizio si messaggistica istantanea spesso intervengano per chiudere questi canali, ma la mole di lavoro è così tanta che a volte risulta impossibile riuscire a scovare ogni lato pericoloso dell'app. Gli addetti ai lavori, infatti, fanno molta fatica a scovare contenuti illegali sulla sua piattaforma, visto il successo che ha avuto e la particolare tecnologia su cui si basa, quella crittografica appunto, che rende molto difficile risalire alla vera identità di ogni account e ai post scambiati privatamente.


Telegram e il mercato della droga

Ce n'è per tutti, anche per il mercato della droga. Gli spacciatori infatti sono riusciti a spostarsi dal Dark Web a social come Telegram e addirittura Whatsapp. In passato, i continui controlli da parte delle forze dell'ordine, avevano permesso a quest'ultima addirittura di prendere il controllo dei server e smantellare enormi sistemi di narcotraffico.
Le cose sono tuttavia peggiorate quando alcuni trafficanti hanno iniziato a vendere al propria merce sui programmi di Instant Messaging, tramite un semplice meccanismo: si parte da normali forum in cui viene postato l'indirizzo di una certa stanza, ad esempio su Telegram.
Quest'ultima, garantita dal sistema di crittografia, resta attiva per qualche ora o al massimo per alcuni giorni, dopodiché viene chiusa e si ricomincia da zero, tramite passaparola. In questo modo per le forze dell'ordine infiltrarsi o risalire la catena di comando è indubbiamente più difficile, ma non impossibile.

Telegram Italia consiglia

Ciliegina sulla torta, c'è anche il sito internet di Telegram Italia che, oltre a consigliare i migliori canali, dedica spazio anche a quelli porno o comunque spinti. Guardare per credere sul sito internet.
In sintesi, se volete spingervi oltre fatelo comunque con una certa cognizione di causa, perché trovarsi anche per sbaglio o per un attimo su uno di questi strumenti, potrebbe comportare rischi anche per chi non avrebbe voluto agire in cattiva fede.

venerdì 11 gennaio 2019

Non temete, sono ancora vivo!



Cari amici,
non temete, sono ancora vivo! E' un periodo molto impegnativo in cui finalmente sono tornato a fare il giornalista dopo due anni (o per lo meno ci sto provando). Non sono nuovo a queste improvvise sparizioni, ma chi mi conosce sa che quando lavoro difficilmente riesco a dedicarmi al blog e a voi tutti! Tra l'altro, si tratta di un periodo in cui sto cercando di studiare un modo per migliorare il mio blog e le mie conoscenze, dato che le visualizzazioni erano anche crollate di parecchio negli ultimi mesi. 

Vi scrivo questo post per riprendere vagamente un po' di attività. Ci vediamo presto! Fate buone cose!

sabato 24 novembre 2018

27 anni senza Freddie Mercury: 15 canzoni per ricordare il leader dei Queen


24 novembre 1991 - 24 novembre 2018
Ahimè, sono ormai passati 27 anni da quando il mondo della musica ha perso quello che probabilmente va considerato come il più grande frontman e cantante rock della storia: Freddie Mercury dei Queen.

Inutile descrivere le gesta e il talento immenso di questo artista, raccontato da centinaia se non milioni di persone su tutti gli strumenti di comunicazione e intrattenimento esistenti. Televisioni, giornali, radio, siti internet, blog, cover band, critici della musica, università e oratori sono ancora oggi i maggiori divulgatori di quell'icona rock che tra gli anni '70 e i primissimi anni '90 ha lasciato un segno indelebile anche nei cuori di chi non è un amante del rock, anche negli animi di chi lo conosceva poco, anche nella mente di chi sapeva ascoltare solo con le orecchi pur sapendo che Freddie Mercury fosse capace di arrivare diritto al cuore.

Freddie Mercury era l'anima, il cuore e la mente di un'epoca che lo vide contraddistinguersi da tanti altri artisti e complessi musicali della sua generazione. Nonostante i Led Zeppelin, i Deep Purple e i Black Sabbath si stessero imponendo nel panorama hard rock riuscendo a gettare le basi per quello che sarà l'heavy metal, c'è da dire che tuttavia i loro leaders non sono mai riusciti a scavalcare la grandezza canora di Mercury, anche perché ognuno si distinse per una capacità singola che lo rendeva migliore degli altri: i Led Zeppelin erano potenza, i Deep Purple completezza, i Black Sabbath oscurità e i Queen... i Queen erano Freddie Mercury (nulla togliendo a un altro pezzo pregiato come Bryan May).

Inutile parlare della sua vita, inutile parlare della sua leggenda, inutile parlare di chi sta al rock come Maradona al calcio o Robert De Niro al cinema. Oggi, nel 27esimo anniversario della sua morte, voglio ricordare Farrokh Bulsara attraverso quelle che per me sono state 15 canzoni migliori della sua ventennale carriera discografica.

Vi ricordo intanto che il 29 novembre al cinema verrà proiettato "Bohemina Rhapsody", il film che narra proprio la vita della rock band inglese.

15) Living On My Own, 1985, Mr. Bad Guy






14) Crazy Little Thing Called Love, 1979, The Game





13) Radio Ga Ga, 1984, dall'album The Works





12) Another One Bites The Dust, 1980, dall'album The Game





11) Under Pressure, 1981, dall'album Hot Space del 1982. Cantata insieme a Davi Bowie





10) I Want To Break Free, 1984, dall'album The Works





9) A Kind Of Magic, 1986, dall'omonimo album





8) Somebody To Love, 1976, dall'album A Day At The Races





7) Don't Stop Me Now, 1978, dall'album The Jazz





6) I Want It All, 1986, dall'album The Miracle





5) Innuedo, 1991, Innuedo





4) We Will Rock You, 1977, dall'album News Of The World





3) We Are The Champions, 1977, dall'album News Of The World





2) Who Wants To Live Forever, 1986, dall'album A Kind Of Magic




1) Bohemian Rhapsody, 1975, A Night At The Opera





SPECIAL TRACK: THE SHOW MUST GO ON



martedì 20 novembre 2018

Super Mario Bros - Il Film: tutta un'altra storia


Super Mario Bros è senza dubbio uno dei videogiochi che abbiamo amato di più e il suo successo è stato tale che, nel tempo, ha convinto la Nintendo a riproporre nuovi capitoli (con conseguenti gadget, giocattoli e articoli di vario genere) disponibili ancora oggi sulle console dell'omonimo marchio di ultima generazione: Super Mario Bros, Super Mario Bros 2, Super Mario Bros 3, Super Mario Land, Super Mario World, Super Mario Land 2, Super Mario 64 e tanti altri ancora fino ad arrivare all'ultimo Super Mario Odyssey per Nintendo Switch. Dalle sale giochi alla Nintendo il passo è sempre stato breve e anche chi non è stato un amante estremo della nota azienda giapponese ha potuto passare un po' del proprio tempo libero nel meraviglioso mondo di Mario.



Nel 1993 i registi Rocky Morton, Annabel Jankel, Roland Joffé e Dean Semler decisero di girare un film su Super Mario Bros, realizzando una pellicola che però aveva ben poco in comune con la trama originale: dimenticate gli otto mondi, i funghi che danno poteri e vite, dimenticate le tartarughe e i Goomba (quelli veri), così come la principessa Peach e il vero Boswer.
Gli adattamenti cinematografici, si sa, spesso costringono a tagliare un sacco di cose rispetto alla storia originale che si sceneggia, infatti, sono innumerevoli le differenze tra il cinema e il mondo dei libri e dei fumetti, figuriamoci quindi cosa poteva mai uscire fuori da un lungometraggio tratto da un videogioco. Super Mario Bros, tra l'altro, è in assoluto il primo film della storia ad essere tratto da un videogioco.
Il film fu dunque realizzato agli inizi degli anni '90 per mano di quattro registi e prodotto da diversi colossi mondiali che oggi, ad eccezione della Nintendo stessa, sono scomparsi per fallimento. Gli attori chiamati per vestire i panni dei fratelli Mario e Luigi furono Bob Hoskin e John Leguizamo, mentre Dennis Hopper vestì i panni di Koopa (Bowser a quanto pare) e a Samantha Matis fu assegnato il ruolo della principessa... Daisy.
I generi su cui verte Super Mario Bros - The Movie sono quelli che i fans potevano aspettarsi, cioè azione, avventura, fantascienza, fantastico e anche un pizzico di commedia. Rispetto al videogame, abbiamo a che fare con un'ambientazione molto vicina alla cultura cyberpunk e di conseguenza completamente distante dai cieli azzurri, dai castelli tenebrosi e dai paesaggi sempre colorati che in precedenza eravamo abituati a vedere dinanzi a un cabinato. Fin dal primo momento, a partire dalla locandina, fu evidente il totale stravolgimento della trama e dei personaggi originali, una decisione tanto macabra quanto necessaria che mandò su tutte le furie i fans e portarono il film ad essere un totale flop ai botteghini (nonostante oggi sia considerato un cult movie).
Passiamo alla trama e poi analizzeremo il tutto.



TRAME A CONFRONTO
Il videogioco di Super Mario Bros aveva una trama semplice: il regno dei funghi, abitato da creature pacifiche come i Toad, è stato assaltato dalla terribile tartaruga gigante Bowser e dal suo esercito composto dai Koopa Troppa e dai Goomba. Bowser rapisce la principessa di questo regno, la graziosa Peach e trasforma tutti gli abitanti in blocchi di mattone. I fratelli italiani, idraulici di professione, Mario e Luigi intervengono per porre fine alla malvagità del loro perfido nemico e liberare la bella principessa. Mario e Luigi compiono la loro missione e decidono di restare nel Regno dei Funghi per proteggerlo dal ritorno di Bowser o dall'arrivo di nuove minacce. In seguito a tali eventi, tra Mario e Peach nasce anche una storia d'amore. Inutile ricordare al lettore che il gioco terminava dopo aver portato a termine gli otto mondi e quindi i 32 livelli che li componevano.


Il film presenta una trama altrettanto semplice e abbastanza scontata, ciò che tuttavia lascia perplessi sono le differenza con il gioco e le scelte discutibili dei registi.
La terra un tempo era abitata dai dinosauri, i quali si estinsero in seguito alla caduta di un meteorite. In realtà , tale catastrofe generò una scissione del mondo in due dimensioni distinte e separate: una abitata da gli essere umani discendenti dalle scimmie e l'altra abitata da umani discendenti dei dinosauri. Milioni di anni dopo, nel XX secolo, nella città di Brooklyn assistiamo una donna che abbandona una creatura in fasce dinanzi a una chiesa, per scappare e trovare rifugio nelle fogne. Le suore raccolgono quella creatura che in realtà è contenuta all'interno di un uovo che, dopo essersi schiuso mostrerà l'insolita nascita di una bambina, la quale, è custode di una strana pietra. La donna che intanto l'aveva abbandonata (a quanto pare per salvarla da una terribile minaccia) trova la morte nelle fogne per mano di un misterioso individuo (Koopa). Vent'anni dopo, la bambina è diventata Daisy Toadstool, studentessa di paleontologia alle prese con il ritrovamento di alcune ossa di dinosauro avvenute proprio sullo stesso terreno dove lo spietato costruttore Scappelli sta effettuando dei lavori edili. Tra i due non scorre buon sangue e Scappelli sembra essere molto pericoloso.

Samantha Matis è la principessa Daisy


Si scopre dunque che a Brooklyn c'erano i dinosauri, ma intanto la stessa metropoli americana è alle prese con le misteriose sparizioni di alcune giovani donne. Nel frattempo, i fratelli idraulici Mario Mario (il maggiore) e Luigi Mario (il minore) cercano di sfruttare ogni minima occasione di lavoro per poter sopravvivere e portare avanti la loro attività ormai sull'orlo del fallimento. Durante una delle loro commissioni, incontrano Daisy alla quale offrono monete per telefonare e un passaggio a casa: la ragazza sospetta di essere inseguita da due loschi individui. In effetti, i due loschi individui si chiamano Iggy e Spike, gli artefici delle sparizioni: la loro missione è trovare la "principessa", alias la bambina portatrice della pietra misteriosa che fu abbandonata ai piedi di una chiesa e raccolta poi dalle suore.

Richard Edson è Spike (a sinistra), mentre Fisher Stevens (a destra) interpreta Spike.


Tra i due "Mario" e Daisy nasce subito una bella amicizia e quella stessa sera decidono di uscire in coppie: Luigi è accompagnato da Daisy mentre Mario porta la sua fidanzata Daniela. Assaliti da forti dubbi sull'identità della principessa e preoccupati per l'ennesimo fallimento, Iggy e Spike rapiscono entrambe le ragazze: portano via Daniela dopo che Mario l'aveva accompagnata a casa e sequestrano Daisy, mentre questa era alle prese con uno scontro notturno contro gli uomini di Scappelli per salvare le ossa di dinosauro. Nonostante il raggiungimento dell'obiettivo, i due cattivi non si rendono conto che la pietra è rimasta in mano agli idraulici.

Bob Hoskin e John Leguizamo sono i fratelli Mario e Luigi


Durante l'inseguimento, proprio in quel buio sottosuolo, Mario e Luigi scoprono che i due lestofanti hanno oltrepassato un portale nascosto per giungere in un'altra dimensione. I due idraulici decidono quindi di addentrarsi in un modo diverso dal loro, scoprendo una civiltà degradata, discendente dei dinosauri, invasa a tratti da un fungo gigantesco, e governata dal perfido Koopa.
Koppa vuole la pietra perché è il pezzo mancate del meteorite che annientò i dinosauri, mentre la principessa è l'unica a poterne gestire il potere: mettendo insieme tutte queste cose, la dimensione dei dinosauri evoluti potrà quindi ricongiungersi con quella degli umani e permettere a Koopa di sottomettere tutti alla sua volontà. In sintesi, Koopa vuole essere il padrone assoluto del mondo! Tuttavia, va su tutte le furie quando scopre che gli sgherri hanno perso la pietra e quindi l'attenzione si concentra sulla ricerca degli idraulici, i quali, hanno a loro volta perso la pietra e vengono imprigionati nel quartiere generale di Koopa: qui scoprono che esiste una macchina di de-evoluzione che porta forme di vita intelligenti a trasformarti in rettili umanoidi privi di particolari doti intellettive, cioè i Goomba (una delle vittime di tale mutazioni sarà il loro primo alleato, il musicista ribelle... Toad).

Dennis Hopper nei panni di Koopa, un essere discendente dal t


Grazie alla loro furbizia e a un po' di fortuna, Mario e Luigi riescono a fuggire per rimettersi alla ricerca delle pietra che gli era stata rubata da una donna in città. Dopo averla recuperata tornano all'attacco di Koopa per mettere in salvo Daisy, Daniela e tutte le ragazze sequestrate da Iggy e Spike, i quali, essendo stupidi e privi di raziocinio, vengono sottoposti alla macchina dell'evoluzione per diventare più intelligenti: tale risultato (più che positivo) li porterà a maturare la convinzione che Koopa sia un male da estirpare e quindi decideranno di allearsi con gli idraulici.

Mojo Nixon è Toad


Nel frattempo, Daisy scopre di essere la principessa di quel regno e che suo padre fu trasformato da Koopa in un fungo infettivo, mentre sua madre venne assassinata dallo stesso dittatore. La giovane donna conosce il piccolo Yoshi, un piccolo dinosauro fedele ai Toodstool e finito in catene. Tuttavia, sembra che Koopa sia attratto anche fisicamente da Daisy e questo manda su tutte le furie Lena, il suo braccio destro che decide di vendicarsi sottraendo la pietra a Mario e Luigi affinché sia lei a far ricongiungere i due mondi, in maniera tale da riconquistare l'amore e l'interesse del suo superiore.
Quando i destini di tutti i protagonisti si incrociano nuovamente, parte un conflitto finale che vedrà Mario e Luigi trionfare su Koopa, mentre Lena fallirà nel suo obiettivo e troverà la morte. Mario e Luigi vengono acclamati come eroi.




ATTENZIONE: nella versione originale Mario e Luigi tornano nel loro mondo, mentre Daisy resta nel regno dei dinosauri insieme a suo padre che finalmente ha recuperato le proprie sembianze umane. Un giorno però Daisy fa il suo ritorno presentandosi agguerrita e bisognosa dell'aiuto dei suoi amici, così tutti e tre partono per una nuova avventura. Dopo i titoli di cosa, Iggy e Spike incontrano alcuni uomini d'affari giapponesi per proporgli un videogioco da titolo "The Super Koopa Cousins".



DIFFERENZE TRA FILM E VIDEOGIOCO
Nel videogioco di Super Mario Bros e nei suoi sequel che hanno preceduto la proiezione cinematografica, notiamo mondi fantastici e coloratissimi, accompagnati da musiche simpatiche e orecchiabili, in una luogo immaginario chiamato il Regno dei Funghi. Nel film ci troviamo nella Brooklyn degli anni '90 per poi finire del mondo dei dinosauri rappresentato come un posto caotico, oscuro, degradato, retrograda e abbandonato a sé stesso, dove la tirannia del cattivo di turno ha piegato tutta la popolazione al suo volere. Il film si presenta "cattivo", con lineamenti dark e legati alla cultura cyberpunk dell'epoca: il mondo dei dinosauri si presenta comunque tecnologicamente più evoluto rispetto a quello umano. Non ci sono quindi castelli, non ci sono piattaforme volanti, tartarughe da sgusciare o funghi bipedi da schiacciare, ma solo una vasta cerchia di umani (alcuni mezzi rettili) e creature riconducibili alla preistoria. Insomma, all'occhio dello spettatore, Super Mario Bros - The Movie suscita bene o male lo stesso impatto visivo e nostalgico di pellicole come Robocop, Terminator e anche le Tartarughe Ninja del 1990. Ad ogni modo, i fans del personaggio si trovano davanti a un prodotto decisamente diverso, pur se risulta logico pensare che all'epoca fosse impossibile riportare fedelmente un gioco così lungo e di difficile concezione cinematografica come Super Mario.

Per quanto riguarda i personaggi bisogna fare un discorso più lungo. Partiamo proprio da Mario e Luigi. Secondo me, scegliere Bob Hoskin per interpretare Mario è stata una mossa in parte azzeccata e in parte sbagliata. Bob Hoskin in quel periodo era reduce da importanti successi come Chi Ha Incastrato Roger Rabbit e Hook, quindi si poneva come la superstar per eccellenza del cast. Inoltre, essendo non particolarmente alto, in carne e in perfetta sintonia con un bel paio di baffi, Hoskin poteva essere effettivamente la figura più adatta per interpretare una delle più famose icone della cultura pop degli anni '80. Il mio unico dubbio sta nel fatto che il vero Mario sia un personaggio giovane e non un cinquantenne mezzo calvo già fidanzato con un'estetista di almeno vent'anni più giovane di lui. Di conseguenza, scegliendo di puntare su un Mario adulto e maturo, sembra logica la scelta dei registi di non ricostruire la relazione amorosa con la principessa Peach, la quale in questo film viene sostituita da Daisy. Scelte indubbiamente sagge che però vanno in contrasto con le aspettative dei fans e le conseguenze si sono viste specialmente se andiamo ad analizzare le recensioni negative da parte degli esperti. Inoltre la cosa che più fa male e sapere che il Mario di Bob Hoskin soffre di vertigini: com'è possibile che proprio Super Mario soffra di vertigini quando era abituato a saltare da una piattaforma all'altra consapevole di poter precipitare in uno dei numerosi burroni presenti nei capitoli della Nintendo? Come se non bastasse, possiamo dimenticare i suoi leggendari salti perché lui e Luigi riescono a spiccare il "volo" utilizzando degli speciali scarponi meccanici trovati in una discoteca. Inverosimile anche il mondo in cui trovano le loro famose divise di colore rosso blu e verde blu.


Luigi è l'esatto contrario dello spilungone baffuto visto nei videogiochi. Nel film è interpretato da John Leguizamo (al suo primo film come attore protagonista). Luigi è il fratello minore di Mario, tra loro due sembrano esserci a occhio e croce almeno una ventina di anni di differenza, ma nell'opera originale sappiamo che è suo fratello gemello minore. Lui si mostra più agile del fratello maggiore ma è affetto da mille insicurezza che vengono meno nel momento in cui scopre di essere sentimentalmente legato a Daisy.


Passiamo adesso a Daisy.
Daisy è una delle principesse legate al mondo di Super Mario Bros e Nintendo. La sua prima comparsa risale al 1989 in Super Mario Land per Nintendo Game Boy. In questo capitolo della saga, Mario deve liberare il regno di Sarasaland dall'invasione di una forza aliena che ha ipnotizzato e rapito Daisy. Nel film del 1993 Daisy è praticamente l'erede di un regno che, per quanto risulti diverso dall'originale, dovrebbe comunque appartenere a Peach dato che si parla dei Toad e dei Goomba. In ogni caso, i dinosauri sono una mera invenzione della regia. Siccome la storia originale vede nascere l'intreccio amoroso tra Luigi e Daisy, ecco che allora riusciamo a dare una spiegazione sulla scelta di puntare sulla loro storia d'amore e non su quella tra Mario e Peach, anche perché appare surreale vedere un cinquantenne pelato andare alla conquista del cuore di una giovane principessa bionda e dagli occhi azzurri. Ad ogni modo, questo resta uno dei maggiori stravolgimenti.



E Koopa? Chi è Koopa? O meglio, i registi sapevano cosa significava chiamare il cattivo del film Koopa? Dennis Hopper, altro attore importante famoso per un film come Easy Rider, dovrebbe incarnare quello che in realtà è Browser dato che, quest'ultimo, nella serie videoludica viene rappresentato come un'enorme tartaruga dotata di aculei sul guscio, un paio di corna sulla testa, artigli affilati e bracciali chiodati, oltre al fatto che è capace di sputare fuoco. I Koopa in realtà sono le tartarughe che fanno parte dell'esercito di Bowser e che cambiano capacità a secondo delle situazioni. Anche in questo caso, i dinosauri non è che c'entrino molto...


Tutto sbagliato anche sui Goomba, i quali, non sono creature rettili umanoidi, bensì funghi porcini bipedi disegnati con grandi occhi, enormi sopracciglia e vistose zanne. Poi c'è Toad, che nel film viene rappresentato come un cantante ribelle del mondo dei dinosauri poi de-evoluto in un gigantesco rettile umano privo di intelletto. In realtà, Toad è un fungo umano dotato di grande intelligenza, fedele suddito del Regno dei Funghi e grande alleato di Super Mario.






L'unica creatura ad essere realmente legata al mondo dei dinosauri è il piccolo Yoshi, anche se nel videogioco non è un fedele suddito del re ma è semplicemente uno dei personaggi che permette a Mario di poter interagire con altre creature e sfruttarle durante il livello.

Una citazione non poteva mancare anche per Iggy e Spike, anch'essi testuggini della serie videoludica apparsi nel film come nipoti di Koopa.





CRITICHE E CONTROVERSIE
Il film fu un flop terrificante e la critica non lo risparmiò per via del pessimo adattamento (a mio parere necessario, anche se si poteva evitare di mettere in piedi l'intero progetto). Il film costò ai produttori ben 48 milioni di dollari, ma ne incassò soltanto 21, andando molto al di sotto delle aspettative. Soltanto la Nintendo e qualche testata giornalistica furono in grado di esprimere pareri positivi. Fatto sta che oggi, nonostante la bassa risonanza degli anni '90, oggi Super Mario Bros -  The Movie è considerato un cult.
Resta però la certezza che per gli attori del cast fu un'impresa alquanto ardua prendere parte al film per via delle manie di grandezza e del carattere scontroso dei coniugi Rocky Morton e Annabel Jankel, i quali portarono così tanto all'esasperazione il povero Hoskin al punto da costringerlo a presentarsi brillo sul set.