venerdì 11 gennaio 2019

Non temete, sono ancora vivo!



Cari amici,
non temete, sono ancora vivo! E' un periodo molto impegnativo in cui finalmente sono tornato a fare il giornalista dopo due anni (o per lo meno ci sto provando). Non sono nuovo a queste improvvise sparizioni, ma chi mi conosce sa che quando lavoro difficilmente riesco a dedicarmi al blog e a voi tutti! Tra l'altro, si tratta di un periodo in cui sto cercando di studiare un modo per migliorare il mio blog e le mie conoscenze, dato che le visualizzazioni erano anche crollate di parecchio negli ultimi mesi. 

Vi scrivo questo post per riprendere vagamente un po' di attività. Ci vediamo presto! Fate buone cose!

sabato 24 novembre 2018

27 anni senza Freddie Mercury: 15 canzoni per ricordare il leader dei Queen


24 novembre 1991 - 24 novembre 2018
Ahimè, sono ormai passati 27 anni da quando il mondo della musica ha perso quello che probabilmente va considerato come il più grande frontman e cantante rock della storia: Freddie Mercury dei Queen.

Inutile descrivere le gesta e il talento immenso di questo artista, raccontato da centinaia se non milioni di persone su tutti gli strumenti di comunicazione e intrattenimento esistenti. Televisioni, giornali, radio, siti internet, blog, cover band, critici della musica, università e oratori sono ancora oggi i maggiori divulgatori di quell'icona rock che tra gli anni '70 e i primissimi anni '90 ha lasciato un segno indelebile anche nei cuori di chi non è un amante del rock, anche negli animi di chi lo conosceva poco, anche nella mente di chi sapeva ascoltare solo con le orecchi pur sapendo che Freddie Mercury fosse capace di arrivare diritto al cuore.

Freddie Mercury era l'anima, il cuore e la mente di un'epoca che lo vide contraddistinguersi da tanti altri artisti e complessi musicali della sua generazione. Nonostante i Led Zeppelin, i Deep Purple e i Black Sabbath si stessero imponendo nel panorama hard rock riuscendo a gettare le basi per quello che sarà l'heavy metal, c'è da dire che tuttavia i loro leaders non sono mai riusciti a scavalcare la grandezza canora di Mercury, anche perché ognuno si distinse per una capacità singola che lo rendeva migliore degli altri: i Led Zeppelin erano potenza, i Deep Purple completezza, i Black Sabbath oscurità e i Queen... i Queen erano Freddie Mercury (nulla togliendo a un altro pezzo pregiato come Bryan May).

Inutile parlare della sua vita, inutile parlare della sua leggenda, inutile parlare di chi sta al rock come Maradona al calcio o Robert De Niro al cinema. Oggi, nel 27esimo anniversario della sua morte, voglio ricordare Farrokh Bulsara attraverso quelle che per me sono state 15 canzoni migliori della sua ventennale carriera discografica.

Vi ricordo intanto che il 29 novembre al cinema verrà proiettato "Bohemina Rhapsody", il film che narra proprio la vita della rock band inglese.

15) Living On My Own, 1985, Mr. Bad Guy




14) Crazy Little Thing Called Love, 1979, The Game




13) Radio Ga Ga, 1984, dall'album The Works




12) Another One Bites The Dust, 1980, dall'album The Game




11) Under Pressure, 1981, dall'album Hot Space del 1982. Cantata insieme a Davi Bowie




10) I Want To Break Free, 1984, dall'album The Works




9) A Kind Of Magic, 1986, dall'omonimo album




8) Somebody To Love, 1976, dall'album A Day At The Races




7) Don't Stop Me Now, 1978, dall'album The Jazz




6) I Want It All, 1986, dall'album The Miracle




5) Innuedo, 1991, Innuedo




4) We Will Rock You, 1977, dall'album News Of The World




3) We Are The Champions, 1977, dall'album News Of The World




2) Who Wants To Live Forever, 1986, dall'album A Kind Of Magic



1) Bohemian Rhapsody, 1975, A Night At The Opera




SPECIAL TRACK: THE SHOW MUST GO ON


martedì 20 novembre 2018

Super Mario Bros - Il Film: tutta un'altra storia


Super Mario Bros è senza dubbio uno dei videogiochi che abbiamo amato di più e il suo successo è stato tale che, nel tempo, ha convinto la Nintendo a riproporre nuovi capitoli (con conseguenti gadget, giocattoli e articoli di vario genere) disponibili ancora oggi sulle console dell'omonimo marchio di ultima generazione: Super Mario Bros, Super Mario Bros 2, Super Mario Bros 3, Super Mario Land, Super Mario World, Super Mario Land 2, Super Mario 64 e tanti altri ancora fino ad arrivare all'ultimo Super Mario Odyssey per Nintendo Switch. Dalle sale giochi alla Nintendo il passo è sempre stato breve e anche chi non è stato un amante estremo della nota azienda giapponese ha potuto passare un po' del proprio tempo libero nel meraviglioso mondo di Mario.



Nel 1993 i registi Rocky Morton, Annabel Jankel, Roland Joffé e Dean Semler decisero di girare un film su Super Mario Bros, realizzando una pellicola che però aveva ben poco in comune con la trama originale: dimenticate gli otto mondi, i funghi che danno poteri e vite, dimenticate le tartarughe e i Goomba (quelli veri), così come la principessa Peach e il vero Boswer.
Gli adattamenti cinematografici, si sa, spesso costringono a tagliare un sacco di cose rispetto alla storia originale che si sceneggia, infatti, sono innumerevoli le differenze tra il cinema e il mondo dei libri e dei fumetti, figuriamoci quindi cosa poteva mai uscire fuori da un lungometraggio tratto da un videogioco. Super Mario Bros, tra l'altro, è in assoluto il primo film della storia ad essere tratto da un videogioco.
Il film fu dunque realizzato agli inizi degli anni '90 per mano di quattro registi e prodotto da diversi colossi mondiali che oggi, ad eccezione della Nintendo stessa, sono scomparsi per fallimento. Gli attori chiamati per vestire i panni dei fratelli Mario e Luigi furono Bob Hoskin e John Leguizamo, mentre Dennis Hopper vestì i panni di Koopa (Bowser a quanto pare) e a Samantha Matis fu assegnato il ruolo della principessa... Daisy.
I generi su cui verte Super Mario Bros - The Movie sono quelli che i fans potevano aspettarsi, cioè azione, avventura, fantascienza, fantastico e anche un pizzico di commedia. Rispetto al videogame, abbiamo a che fare con un'ambientazione molto vicina alla cultura cyberpunk e di conseguenza completamente distante dai cieli azzurri, dai castelli tenebrosi e dai paesaggi sempre colorati che in precedenza eravamo abituati a vedere dinanzi a un cabinato. Fin dal primo momento, a partire dalla locandina, fu evidente il totale stravolgimento della trama e dei personaggi originali, una decisione tanto macabra quanto necessaria che mandò su tutte le furie i fans e portarono il film ad essere un totale flop ai botteghini (nonostante oggi sia considerato un cult movie).
Passiamo alla trama e poi analizzeremo il tutto.



TRAME A CONFRONTO
Il videogioco di Super Mario Bros aveva una trama semplice: il regno dei funghi, abitato da creature pacifiche come i Toad, è stato assaltato dalla terribile tartaruga gigante Bowser e dal suo esercito composto dai Koopa Troppa e dai Goomba. Bowser rapisce la principessa di questo regno, la graziosa Peach e trasforma tutti gli abitanti in blocchi di mattone. I fratelli italiani, idraulici di professione, Mario e Luigi intervengono per porre fine alla malvagità del loro perfido nemico e liberare la bella principessa. Mario e Luigi compiono la loro missione e decidono di restare nel Regno dei Funghi per proteggerlo dal ritorno di Bowser o dall'arrivo di nuove minacce. In seguito a tali eventi, tra Mario e Peach nasce anche una storia d'amore. Inutile ricordare al lettore che il gioco terminava dopo aver portato a termine gli otto mondi e quindi i 32 livelli che li componevano.


Il film presenta una trama altrettanto semplice e abbastanza scontata, ciò che tuttavia lascia perplessi sono le differenza con il gioco e le scelte discutibili dei registi.
La terra un tempo era abitata dai dinosauri, i quali si estinsero in seguito alla caduta di un meteorite. In realtà , tale catastrofe generò una scissione del mondo in due dimensioni distinte e separate: una abitata da gli essere umani discendenti dalle scimmie e l'altra abitata da umani discendenti dei dinosauri. Milioni di anni dopo, nel XX secolo, nella città di Brooklyn assistiamo una donna che abbandona una creatura in fasce dinanzi a una chiesa, per scappare e trovare rifugio nelle fogne. Le suore raccolgono quella creatura che in realtà è contenuta all'interno di un uovo che, dopo essersi schiuso mostrerà l'insolita nascita di una bambina, la quale, è custode di una strana pietra. La donna che intanto l'aveva abbandonata (a quanto pare per salvarla da una terribile minaccia) trova la morte nelle fogne per mano di un misterioso individuo (Koopa). Vent'anni dopo, la bambina è diventata Daisy Toadstool, studentessa di paleontologia alle prese con il ritrovamento di alcune ossa di dinosauro avvenute proprio sullo stesso terreno dove lo spietato costruttore Scappelli sta effettuando dei lavori edili. Tra i due non scorre buon sangue e Scappelli sembra essere molto pericoloso.

Samantha Matis è la principessa Daisy


Si scopre dunque che a Brooklyn c'erano i dinosauri, ma intanto la stessa metropoli americana è alle prese con le misteriose sparizioni di alcune giovani donne. Nel frattempo, i fratelli idraulici Mario Mario (il maggiore) e Luigi Mario (il minore) cercano di sfruttare ogni minima occasione di lavoro per poter sopravvivere e portare avanti la loro attività ormai sull'orlo del fallimento. Durante una delle loro commissioni, incontrano Daisy alla quale offrono monete per telefonare e un passaggio a casa: la ragazza sospetta di essere inseguita da due loschi individui. In effetti, i due loschi individui si chiamano Iggy e Spike, gli artefici delle sparizioni: la loro missione è trovare la "principessa", alias la bambina portatrice della pietra misteriosa che fu abbandonata ai piedi di una chiesa e raccolta poi dalle suore.

Richard Edson è Spike (a sinistra), mentre Fisher Stevens (a destra) interpreta Spike.


Tra i due "Mario" e Daisy nasce subito una bella amicizia e quella stessa sera decidono di uscire in coppie: Luigi è accompagnato da Daisy mentre Mario porta la sua fidanzata Daniela. Assaliti da forti dubbi sull'identità della principessa e preoccupati per l'ennesimo fallimento, Iggy e Spike rapiscono entrambe le ragazze: portano via Daniela dopo che Mario l'aveva accompagnata a casa e sequestrano Daisy, mentre questa era alle prese con uno scontro notturno contro gli uomini di Scappelli per salvare le ossa di dinosauro. Nonostante il raggiungimento dell'obiettivo, i due cattivi non si rendono conto che la pietra è rimasta in mano agli idraulici.

Bob Hoskin e John Leguizamo sono i fratelli Mario e Luigi


Durante l'inseguimento, proprio in quel buio sottosuolo, Mario e Luigi scoprono che i due lestofanti hanno oltrepassato un portale nascosto per giungere in un'altra dimensione. I due idraulici decidono quindi di addentrarsi in un modo diverso dal loro, scoprendo una civiltà degradata, discendente dei dinosauri, invasa a tratti da un fungo gigantesco, e governata dal perfido Koopa.
Koppa vuole la pietra perché è il pezzo mancate del meteorite che annientò i dinosauri, mentre la principessa è l'unica a poterne gestire il potere: mettendo insieme tutte queste cose, la dimensione dei dinosauri evoluti potrà quindi ricongiungersi con quella degli umani e permettere a Koopa di sottomettere tutti alla sua volontà. In sintesi, Koopa vuole essere il padrone assoluto del mondo! Tuttavia, va su tutte le furie quando scopre che gli sgherri hanno perso la pietra e quindi l'attenzione si concentra sulla ricerca degli idraulici, i quali, hanno a loro volta perso la pietra e vengono imprigionati nel quartiere generale di Koopa: qui scoprono che esiste una macchina di de-evoluzione che porta forme di vita intelligenti a trasformarti in rettili umanoidi privi di particolari doti intellettive, cioè i Goomba (una delle vittime di tale mutazioni sarà il loro primo alleato, il musicista ribelle... Toad).

Dennis Hopper nei panni di Koopa, un essere discendente dal t


Grazie alla loro furbizia e a un po' di fortuna, Mario e Luigi riescono a fuggire per rimettersi alla ricerca delle pietra che gli era stata rubata da una donna in città. Dopo averla recuperata tornano all'attacco di Koopa per mettere in salvo Daisy, Daniela e tutte le ragazze sequestrate da Iggy e Spike, i quali, essendo stupidi e privi di raziocinio, vengono sottoposti alla macchina dell'evoluzione per diventare più intelligenti: tale risultato (più che positivo) li porterà a maturare la convinzione che Koopa sia un male da estirpare e quindi decideranno di allearsi con gli idraulici.

Mojo Nixon è Toad


Nel frattempo, Daisy scopre di essere la principessa di quel regno e che suo padre fu trasformato da Koopa in un fungo infettivo, mentre sua madre venne assassinata dallo stesso dittatore. La giovane donna conosce il piccolo Yoshi, un piccolo dinosauro fedele ai Toodstool e finito in catene. Tuttavia, sembra che Koopa sia attratto anche fisicamente da Daisy e questo manda su tutte le furie Lena, il suo braccio destro che decide di vendicarsi sottraendo la pietra a Mario e Luigi affinché sia lei a far ricongiungere i due mondi, in maniera tale da riconquistare l'amore e l'interesse del suo superiore.
Quando i destini di tutti i protagonisti si incrociano nuovamente, parte un conflitto finale che vedrà Mario e Luigi trionfare su Koopa, mentre Lena fallirà nel suo obiettivo e troverà la morte. Mario e Luigi vengono acclamati come eroi.




ATTENZIONE: nella versione originale Mario e Luigi tornano nel loro mondo, mentre Daisy resta nel regno dei dinosauri insieme a suo padre che finalmente ha recuperato le proprie sembianze umane. Un giorno però Daisy fa il suo ritorno presentandosi agguerrita e bisognosa dell'aiuto dei suoi amici, così tutti e tre partono per una nuova avventura. Dopo i titoli di cosa, Iggy e Spike incontrano alcuni uomini d'affari giapponesi per proporgli un videogioco da titolo "The Super Koopa Cousins".



DIFFERENZE TRA FILM E VIDEOGIOCO
Nel videogioco di Super Mario Bros e nei suoi sequel che hanno preceduto la proiezione cinematografica, notiamo mondi fantastici e coloratissimi, accompagnati da musiche simpatiche e orecchiabili, in una luogo immaginario chiamato il Regno dei Funghi. Nel film ci troviamo nella Brooklyn degli anni '90 per poi finire del mondo dei dinosauri rappresentato come un posto caotico, oscuro, degradato, retrograda e abbandonato a sé stesso, dove la tirannia del cattivo di turno ha piegato tutta la popolazione al suo volere. Il film si presenta "cattivo", con lineamenti dark e legati alla cultura cyberpunk dell'epoca: il mondo dei dinosauri si presenta comunque tecnologicamente più evoluto rispetto a quello umano. Non ci sono quindi castelli, non ci sono piattaforme volanti, tartarughe da sgusciare o funghi bipedi da schiacciare, ma solo una vasta cerchia di umani (alcuni mezzi rettili) e creature riconducibili alla preistoria. Insomma, all'occhio dello spettatore, Super Mario Bros - The Movie suscita bene o male lo stesso impatto visivo e nostalgico di pellicole come Robocop, Terminator e anche le Tartarughe Ninja del 1990. Ad ogni modo, i fans del personaggio si trovano davanti a un prodotto decisamente diverso, pur se risulta logico pensare che all'epoca fosse impossibile riportare fedelmente un gioco così lungo e di difficile concezione cinematografica come Super Mario.

Per quanto riguarda i personaggi bisogna fare un discorso più lungo. Partiamo proprio da Mario e Luigi. Secondo me, scegliere Bob Hoskin per interpretare Mario è stata una mossa in parte azzeccata e in parte sbagliata. Bob Hoskin in quel periodo era reduce da importanti successi come Chi Ha Incastrato Roger Rabbit e Hook, quindi si poneva come la superstar per eccellenza del cast. Inoltre, essendo non particolarmente alto, in carne e in perfetta sintonia con un bel paio di baffi, Hoskin poteva essere effettivamente la figura più adatta per interpretare una delle più famose icone della cultura pop degli anni '80. Il mio unico dubbio sta nel fatto che il vero Mario sia un personaggio giovane e non un cinquantenne mezzo calvo già fidanzato con un'estetista di almeno vent'anni più giovane di lui. Di conseguenza, scegliendo di puntare su un Mario adulto e maturo, sembra logica la scelta dei registi di non ricostruire la relazione amorosa con la principessa Peach, la quale in questo film viene sostituita da Daisy. Scelte indubbiamente sagge che però vanno in contrasto con le aspettative dei fans e le conseguenze si sono viste specialmente se andiamo ad analizzare le recensioni negative da parte degli esperti. Inoltre la cosa che più fa male e sapere che il Mario di Bob Hoskin soffre di vertigini: com'è possibile che proprio Super Mario soffra di vertigini quando era abituato a saltare da una piattaforma all'altra consapevole di poter precipitare in uno dei numerosi burroni presenti nei capitoli della Nintendo? Come se non bastasse, possiamo dimenticare i suoi leggendari salti perché lui e Luigi riescono a spiccare il "volo" utilizzando degli speciali scarponi meccanici trovati in una discoteca. Inverosimile anche il mondo in cui trovano le loro famose divise di colore rosso blu e verde blu.


Luigi è l'esatto contrario dello spilungone baffuto visto nei videogiochi. Nel film è interpretato da John Leguizamo (al suo primo film come attore protagonista). Luigi è il fratello minore di Mario, tra loro due sembrano esserci a occhio e croce almeno una ventina di anni di differenza, ma nell'opera originale sappiamo che è suo fratello gemello minore. Lui si mostra più agile del fratello maggiore ma è affetto da mille insicurezza che vengono meno nel momento in cui scopre di essere sentimentalmente legato a Daisy.


Passiamo adesso a Daisy.
Daisy è una delle principesse legate al mondo di Super Mario Bros e Nintendo. La sua prima comparsa risale al 1989 in Super Mario Land per Nintendo Game Boy. In questo capitolo della saga, Mario deve liberare il regno di Sarasaland dall'invasione di una forza aliena che ha ipnotizzato e rapito Daisy. Nel film del 1993 Daisy è praticamente l'erede di un regno che, per quanto risulti diverso dall'originale, dovrebbe comunque appartenere a Peach dato che si parla dei Toad e dei Goomba. In ogni caso, i dinosauri sono una mera invenzione della regia. Siccome la storia originale vede nascere l'intreccio amoroso tra Luigi e Daisy, ecco che allora riusciamo a dare una spiegazione sulla scelta di puntare sulla loro storia d'amore e non su quella tra Mario e Peach, anche perché appare surreale vedere un cinquantenne pelato andare alla conquista del cuore di una giovane principessa bionda e dagli occhi azzurri. Ad ogni modo, questo resta uno dei maggiori stravolgimenti.



E Koopa? Chi è Koopa? O meglio, i registi sapevano cosa significava chiamare il cattivo del film Koopa? Dennis Hopper, altro attore importante famoso per un film come Easy Rider, dovrebbe incarnare quello che in realtà è Browser dato che, quest'ultimo, nella serie videoludica viene rappresentato come un'enorme tartaruga dotata di aculei sul guscio, un paio di corna sulla testa, artigli affilati e bracciali chiodati, oltre al fatto che è capace di sputare fuoco. I Koopa in realtà sono le tartarughe che fanno parte dell'esercito di Bowser e che cambiano capacità a secondo delle situazioni. Anche in questo caso, i dinosauri non è che c'entrino molto...


Tutto sbagliato anche sui Goomba, i quali, non sono creature rettili umanoidi, bensì funghi porcini bipedi disegnati con grandi occhi, enormi sopracciglia e vistose zanne. Poi c'è Toad, che nel film viene rappresentato come un cantante ribelle del mondo dei dinosauri poi de-evoluto in un gigantesco rettile umano privo di intelletto. In realtà, Toad è un fungo umano dotato di grande intelligenza, fedele suddito del Regno dei Funghi e grande alleato di Super Mario.






L'unica creatura ad essere realmente legata al mondo dei dinosauri è il piccolo Yoshi, anche se nel videogioco non è un fedele suddito del re ma è semplicemente uno dei personaggi che permette a Mario di poter interagire con altre creature e sfruttarle durante il livello.

Una citazione non poteva mancare anche per Iggy e Spike, anch'essi testuggini della serie videoludica apparsi nel film come nipoti di Koopa.





CRITICHE E CONTROVERSIE
Il film fu un flop terrificante e la critica non lo risparmiò per via del pessimo adattamento (a mio parere necessario, anche se si poteva evitare di mettere in piedi l'intero progetto). Il film costò ai produttori ben 48 milioni di dollari, ma ne incassò soltanto 21, andando molto al di sotto delle aspettative. Soltanto la Nintendo e qualche testata giornalistica furono in grado di esprimere pareri positivi. Fatto sta che oggi, nonostante la bassa risonanza degli anni '90, oggi Super Mario Bros -  The Movie è considerato un cult.
Resta però la certezza che per gli attori del cast fu un'impresa alquanto ardua prendere parte al film per via delle manie di grandezza e del carattere scontroso dei coniugi Rocky Morton e Annabel Jankel, i quali portarono così tanto all'esasperazione il povero Hoskin al punto da costringerlo a presentarsi brillo sul set.

domenica 18 novembre 2018

Il suicidio di Topolino: la leggenda dell'episodio perduto


Topolino è sicuramente uno dei personaggi più amati e rappresentativi del mondo dell'intrattenimento, infatti, a novant'anni esatti dalla sua nascita, continua a riempire le nostre vite con le sue interessanti storie grazie a un incalcolabile numero di cortometraggi, lungometraggi e vivaci fumetti ancora oggi acquistabili in edicola. Eppure, come in molti sapete, da un bel po' di tempo sul web gira un video del leggendario topo antropomorfo (nato dalla matita di Walt Disney nel 1928) protagonista di una situazione tanto macabra quanto raccapricciante ma che di certo lancia un'importante riflessione su alcune tematiche che tra poco vedremo.

Stando alla leggenda e alle mille voci che circolano sul suo conto, il corto apparterrebbe effettivamente alla Disney e sarebbe stato realizzato negli anni '30, ma non fu mai diffuso sul mercato per via dei suoi contenuti disturbanti. Alcune persone, in particolare un critico cinematografico che lo aveva analizzato per un suo saggio, si sarebbe tolto la vita sparandosi in bocca.
Non vi nego che con questo video non ho di certo fatto la scoperta dell'acqua calda e vi confesso di averlo visto insieme a due amici durante il tempo libero, senza risentire i suoi effetti disturbanti a livello psicofisico. Tuttavia, per quanto sia falso il fatto che questo corto possa indurre alla morte, è comunque vero che la sua visione possa impressionare negativamente lo spettatore.
Vi starete chiedendo perché ho deciso di recuperare questa argomento proprio quando Mickey Mouse compie gli anni. Il motivo è semplice: pur non sapendo se il video appartenga effettivamente alla Disney, resta tuttavia innegabile che lo stesso Walt Disney fosse un personaggio ambiguo e famoso per le decine di messaggi subliminali (a sfondo sessuale, politico o massonico) presenti all'interno delle sue opere. Tra l'altro, per quanto la magia Disney sia effettivamente immensa, resta difficile credere che le creazioni della nota multinazionale statunitense siano prettamente educative e questo possiamo dedurlo da alcuni corti alquanto strambi come ad esempio il Paperino Nazista o episodi curiosi sullo stesso Topolino che vi invito a visionare nell'interessante articolo del mio amico e collega MikiMoz:  I 10 cortometraggi di Topolino più scorretti   (basta cliccare sul titolo linkato)




IL VIDEO
Il Suicidio di Topolino non ha una trama. Si tratta di un video di circa dieci minuti strutturato in due parti. Durante la prima vediamo Topolino camminare in orizzontale sullo schermo, attraversando con sguardo nostalgico una lungo stradone pieno di alberi e case. In sottofondo, ascoltiamo una musica strana e stonata, come se qualcuno stesse arrangiando un pezzo al pianoforte. Dopo circa tre minuti, l'episodio sembra terminare e lo schermo si colora interamente di nero per quasi un minuto. Ad un certo punto, Topolino e lo sfondo sbucano di nuovo ma con aspetti che tendono a cambiare in maniera sconvolgente nei cinque minuti a seguire. Il volto del protagonista si fa sempre più inquietante per via di un ghigno che assumerà connotati sempre più macabri e disturbanti. Le case appaiono distrutte e fatiscenti, mentre le fiamme avvolgono il resto della scena. La musichetta iniziale non c'è più e con il passare di minuti si odono suoni sinistri e incomprensibili, fino ad arrivare a urla strazianti che proiettano lo spettatore in un vero incubo. Il passo di Topolino si fa più veloce, il suo volto diventa più brutto con quel sorriso diabolico e frutto di un disturbo che prende sempre più piede. Nel momento in cui questi terribili particolari esplodono tutti insieme alla loro massima potenza, proprio quando il mondo sembra pronto alla fine, vediamo Topolino afferrare una siringa e infilzarsela velocemente in un braccio (credo, la scena è troppo veloce), per poi cadere rovinosamente a terra privo di vita. Topolino è morto e nessuno avrebbe mai pensato di vedere una scena simile. Dulcis in fundo, al centro della strada, proprio vicino al povero protagonista ormai esanime, appare per pochi secondi una figura demoniaca che rimanda senza dubbio al satanismo o all'Apocalisse. Il corto finisce con un messaggio in cirillico che tradotto in italiano significa "Le viste dell'Inferno riportano dentro chi le vede".

Perché pensare che questa opera sia riconducibile a Disney e non sia un corto realizzato da qualcun altro? Lo stile non è molto lontano da quello originale e soprattutto, l'apparizione del demonio alla fine del video ci ricorda tanto una scena del film "Le avventure di Bianca e Bernie" che, nella sua prima versione poi riveduta, lascia chiaramente spazio alla figura di una demonessa che compare per un brevissimo istante durante una manovra aerea dei due protagonisti. E' comunque certo che Disney fosse un personaggio fuori dal comune, così come i suoi disegnatori che non di certo non avevano nulla da invidiargli in fatto di follia e bizzarria.
Tuttavia, mi viene da pensare che questo video non sia così negativo come sembri. Sono evidenti tematiche che probabilmente gli autori consideravano come i peggiori mali del mondo: la depressione, la tossicodipendenza e il degrado umano, tutti aspetti che riconducono alla tanto temuta fine del genere umano. Topolino è un personaggio di successo e sa che il mondo, il suo mondo, prima o poi cambierà e questo potrebbe portarlo a vivere una vita fatta di ricordi e nostalgia, sentimenti che  potrebbero trasformarsi in un stato depressivo che lo potrebbero portare a fare la fine di tante altre star di successo. Del resto, egli si colpisce con quella che sembra essere una siringa e non è un caso che il suo aspetto tenda a regredire così come succede a chi è colpito da astinenza alle droghe.

Voi cosa ne pensate? Per non urtare i più sensibili non pubblicherò il video in questo mio articolo. Se qualcuno fosse interessato, sappiate (o già lo sapete) che si può tranquillamente trovare in giro per il web, anche su Youtube.
Se siete particolarmente sensibili, vi consiglio di evitare (anche se il lo reputo uno stronzata).











venerdì 16 novembre 2018

Memorie in ripostiglio: Commodore Amiga 600, la mia collezione di floppy disc


Che il ripostiglio di casa mia fosse ancora pieno di meraviglie legate alla mia infanzia è un fatto risaputo, ma arrivare a credere che sia il Paese delle Meraviglie allora mi fa capire che a 32 anni una persona può essere ancora capace di stupirsi.
In un angolo di un armadio ho trovato una collezione che pensavo perduta, cioè i videogiochi in formato floppy disc del mio Amiga 600, tutti contenuti all'interno di uno scatolo un tempo appartenuto a un joystick. Ebbene, la stragrande maggioranza di essi sono riusciti a sopravvivere alle intemperie del tempo e non hanno perso né colore né impatto visivo. Purtroppo, non ho avuto modo di provarli dato che dovrei mettere tutto sottosopra per montare il vecchio pc home e rituffarmi in lungo viaggio nel passato. Ad ogni modo, convinto di non avere più questi piccoli reperti, tempo fa pubblicai un articolo, Commodore Amiga 600 i miei primi videogiochi (Parte I), dove provai a parlare dei videogiochi a cui più era legato cercando di sfruttare la memoria e le risorse del web. Adesso però posso continuare il mio piccolo lavoro e riprendere da dove ero rimasto.





E' doveroso ricordare senza indugi una piccolo capolavoro come Toki, un platform game creato dalla TAD Corporation nel 1989 e che ognuno di noi ha avuto modo di conoscere nelle sale giochi, Atari, Sega Megadrive e ovviamente Amiga. Si tratta di una specie di Tarzan che viene trasformato in una scimmia e vede la propria compagna rapita da un potente stregone: l'obiettivo è superare sei lunghi livelli per salvare la propria amata e recuperare le proprie sembianze umane.






Hook-Capitano Uncino: Sì amici miei, su Amiga 600 (e non solo) è stato possibile rivivere la magia dell'omonimo film di Steven Spielberg guidando il nostro amato zio Robin Williams, il quale dovrà ripercorrere le stesse tappe della pellicola cinematografica per salvare i propri figli e riscoprire il proprio passato. Per andare avanti era necessario cambiare ripetutamente floppy dato che il prodotto era diviso in quattro parti.




Poteva mai mancare un classico del fumetto come Tex Willer? Certo che no! Infatti il mercato videoludico dell'epoca non fece mancare agli utenti un videogioco interamente dedicato al noto ranger texano nato dalla matita di Giovanni Luigi Bonelli.




Restando sui personaggi famosi dei film e dei fumetti, è giusto menzionare anche Indiana Jones and The Last Crusade, pubblicato nel 1989 dalla LucasFilm Game e dalla U.S.Gold.
Il videogame è semplicemente un rifacimento del famoso film che completò la prima indimenticabile trilogia con protagonista il grande attore Harrison Ford.



E non finisce qui...





Guai però a dimenticare un capolavoro della Sega come Shadow Dancer, cioè il famoso ninja bianco impegnato a sgominare un'organizzazione criminale insieme al suo fedele cane. Il giocatore può sfruttare la piattaforma a scorrimento orizzontale utilizzando shurinken, la spada (ma solo in caso di combattimento ravvicinato con il nemico) e saltando da una zona all'altra.




Sfido io a trovare qualcuno che non conosca Mercs, noto videogame prodotto dalla Capcom e pubblicato nel 1990 per sale giochi, console e Amiga 600. Il giocatore dovrà impersonare uno dei valorosi soldati di un corpo speciale intento ad eliminare un esercito di pericolosi terroristi.




Parliamo ora di Back To The Future III che riprende i fatti del terzo capitolo della fortuna saga cinematografica di Robert Zemeckis. In sostanza, il gioco è diviso in quattro livelli dove Martin e Doc dovranno ripercorrere alcuni punti salienti della trama originale: salvare Clara, vincere al tiro al bersaglio, combattere contro Buford e usare il treno per tornare nel presente. Questa piccola chicca fu pubblicata per numerose piattaforme come Sega, Nintendo, Atari, Commodore, Amiga e risale al lontano 1991.




Per ora è tutto! Nel caso voleste consultare altri imperdibili videogiochi della mia e della vostra infanzia basta cliccare QUI






giovedì 15 novembre 2018

Spot Nike, The Airport 1998: lo spettacolo brasiliano e il tormentone Mas Que Nada


Anno 1998, i mondiali di calcio in Francia sono ormai vicini e la nazionale brasiliana è considerata come la favorita per la vittoria finale, oltre a essere catalogata come la squadra più forte in assoluto.
Ronaldo, Romario, Leonardo, Denilson, Rivaldo, Cafu, Roberto Carlos, Dunga, Aldair e tanti altri erano i giocatori che ogni ct avrebbe voluto avere a disposizione in quel periodo, specie se si tiene conto che quel Brasile era anche campione in carica e che di lì a poco avrebbe disputato tre finali consecutive. Erano gli uomini del momento, ognuno militante in un club importante, ognuno super titolato campione, ognuno desideroso di non fermarsi mai.
In quell'anno, proprio in occasione dei mondiali, la Nike Football mise in piede uno spot straordinario intitolato "The Airport", dove gli uomini di Mario Zagallo diedero vita a un divertente siparietto che accese ulteriormente la già calda aria che si respirava in quei giorni ormai lontani e carichi di nostalgia.

I nostri protagonisti si ritrovano in un aeroporto britannico, dove aspettano annoiati il loro volo. L'attesa si fa più lunga del previsto e il Fenomeno Ronaldo decide di risvegliare gli animi dei compagni tirando fuori un pallone da calcio dal proprio borsone. E' inutile dirvi che i presenti assisteranno a un minuto e trenta secondi di puro delirio.
Ronaldo comincia a palleggiare e l'azione si svolge prima all'interno dell'aeroporto, poi all'esterno e infine di nuovo all'interno per l'atto conclusivo. Ovviamente, ai giochi prendono parte anche altri amati campioni come Denilson (autore di giocate formidabili), Roberto Carlos (con i suoi lanci ad effetto) e Romario (che dimostra le due doti da bomber infilando anche un metal detector). Si intravedono altri membri della seleçao che purtroppo non sono riuscito a riconoscere, ma i protagonisti principali sono stati quelli elencati poco fa, in particolar modo Ronaldo.
Durante l'azione si intravede anche un compiaciuto Eric Cantona, primo indiscusso eroe della saga della Nike Football e ormai ritiratosi dai campi gioco da circa un anno (era esattamente l'11 maggio 1997).
La pubblicità si conclude con un esilarante Ronaldo che semina il panico tra poliziotti intenti a fermarlo, compagni di squadra vogliosi di abbatterlo e un pubblico estasiato dal suo estro tecnico. Tuttavia, proprio quando si trova dinanzi a una porta formata da due paletti di metallo, il Fenomeno cicca clamorosamente centrando in pieno uno dei due paletti, lasciando attoniti i suoi estimatori e anche sé stesso.
ECCO IL VIDEO:



Questo nuovo capitolo della Nike Football eguagliò il successo dei suoi predecessori e lanciò un tormentone come Mas Que Nada di Sergio Mendes.


C'è però da aggiungere che questa pubblicità non portò molta fortuna al Brasile in occasione di Francia 98. Gli uomini di Zagallo giunsero in finale per la seconda volta consecutiva ma, alla vigilia del match, Ronaldo si sentì improvvisamente male, rischiando addirittura di perdere la vita a causa di violente convulsioni. Nonostante la malattia, il numero 9 interista scese il giorno dopo in campo apparendo come l'ombra di sé stesso. Il Brasile perse quella finale 3-0 e da lì cominciò la crisi dello stesso Ronaldo che passerà i quattro anni successivi a combattere contro terribili infortuni che ne segnarono non poco la carriera. Per sua fortuna, si rifarà nel 2002 tornando protagonista e vincendo nuovamente la Coppa del Mondo contro la Germania durante i mondiali in Giappone e Corea del Sud: tale evento sancirà anche il suo passaggio dall'Inter al Real Madrid dove diventerà campione del mondo anche a livello di club. Per Ronaldo, "The Airport" è stata terza presenza su tre all'interno degli spot del grande colosso mondiale.

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mercoledì 14 novembre 2018

Il mio omaggio a Stan Lee: alcuni miei numeri di Spiderman


Per circa due giorni ho pensato se valesse la pena dedicare un post al compianto Stan Lee. Certo, un blogger con la passione del fumetto non può non parlare di zio Stan, sarebbe come chiedere alla buon'anima di Gianni Brera di non raccontare il calcio. Tantissimi sono stati gli articoli, gli omaggi e i pensieri al creatore di alcuni dei più grandi supereroi dell'universo Marvel, anche da parte di chi non lo conosceva per nulla, a tal punto da ricordarlo come il padre di Batman... Batman? Vabbè, è risaputo che ormai gli ignoranti e gli imbecilli avranno sempre parola in capitoli di libri che non hanno mai letto (ammesso che sappiano anche leggere).
La scomparsa di Stan Lee mi ha un po' messo a disagio, forse per via del personaggio che era, per i tanti cameo all'interno dei film Marvel o perché era semplicemente uno di noi. Insomma, Stan Lee per arrivare dov'era arrivato è stato prima di tutto un ragazzo pieno di sogni e speranze, uno che certamente sapeva il fatto suo. Ha creato uomini eccezionali con super-poteri e super-problemi, ma ai nostri occhi Spiderman, Hulk, Iron Man, Daredevil e gli X-Men (o meglio alcuni di loro) saranno sempre la materializzazione cartacea di tutto ciò che ogni ragazzino ha sempre desiderato essere.

Non parlerò della vita di Stan Lee perché lo hanno già fatto in centinaia se non in migliaia. Non vi starò a dire quali sono stati i suoi meriti e quanto sia stato potente il suo impatto sull'opinione pubblica. Non parlerò di cose che ormai tutti avete sempre saputo o avete appena appreso. Preferisco tirar fuori un paio di volumi di Spiderman, gli unici che sono riuscito a strappare dal mio copioso ripostiglio ancora stracolmo di giocattoli, libri, fumetti, console e forse tante altre cose di cui ignoro ancora l'esistenza.


L'Uomo Ragno Classic 44.
Ebbene, i più esperti avranno già capito di cosa io voglia parlare in questo nuovo articolo.
Uomo Ragno o Clone Ragno? La saga del clone è stata probabilmente quella che mi ha appassionato più di ogni altro filo narrativo legato al nostro amico Spidey. Per circa tre anni (mese in più, mese in meno) Peter Parker e i suoi lettori sono andati letteralmente al manicomio per capire chi fosse realmente Spiderman.
Tutto risale agli anni in cui Gwen Stacy morì e venne riportata in vita, o meglio fu clonata, dal professor Miles Warren, docente universitario di fisica nonché mentore di Peter Parker. Warren era segretamente innamorato di Gwen e quando venne a conoscenza della sua morte sfruttò tutte le sue conoscenze per completare le ricerche sulla clonazione. I risultati arrivarono ben presto e la bella Gwen tornò a nuova vita mantenendo buona parte dei suoi ricordi. Tuttavia, quando Parker la rivide entrò in uno stato confusionale che lo indusse a cercare la verità sul ritorno della donna che aveva tanto amato: in lui riaffiorano i sensi di colpa.
Nel frattempo, Warren è diventato lo spietato Sciacallo e farà di tutto per rendere impossibile la vita di Tessiragnatele, a tal punto da catturarlo con l'inganno e riprodurre un suo clone perfetto, dotato dei suoi stessi ricordi. Questa parte della storia si conclude con la morte dello Sciacallo e del clone di Spiderman, mentre la copia di Gwen andrà via per rifarsi una vita. A Peter Parker, invece, rimarranno mille dubbi inerenti la sua identità: o morto il vero lui o l'altro?


Passiamo ora a L'Uomo Ragno Classic numero 45 dell'ottobre 1994. Non c'è molto da aggiungere, tranne gli epici scontri con Schocker e l'Uomo Sabbia che naturalmente si concludono con la vittoria di Spidey. Questo numero però è importante perché, a partire dalle primissime pagine, osserviamo Spiderman liberarsi del clone (o presunto tale, gettandolo in una ciminiera). Da qui in avanti, il nostro eroe fronteggerà una lunga serie di conflitti interiori che lo indurranno a maturare la convinzione di essere il vero Peter/Spidey per via dei sentimenti che prova e che ogni giorno lo portano a combattere il male per il bene dei suoi cari.





Per anni tutto procede come previsto, fino a quando non fa il suo ritorno quello stesso clone di cui Spiderman si era liberato alla fine degli scontri con lo Sciacallo. Questo clone è noto ai più come Ben Reilly, il quale si tinge i capelli di biondo, si spaccerà per cugino di Peter e diventerà il nuovo Spiderman (in precedenza era il Ragno Rosso) dopo aver scoperto di essere il vero Parker. Le cose cambiano e intanto i due cloni dovranno accettare le conseguenze dei loro destini: la morte di zia May e il matrimonio tra Peter e Mary Jane (che intanto aspetta una bambina). Ben incassa l'amaro conto della sua esistenza, mentre Peter (scopertosi il vero clone) abbandona la scena da super-eroe per dedicarsi interamente alla famiglia e al lavoro.



I numeri 223, 224, 225.
Nel 223 ritroviamo un mondo Marvel reduce dal conflitto contro Onslaught. Numerosi eroi come Capitan America, Thor, Iron Man, gli X-Men e i Fantastici 4 hanno perso la vita per salvare il genere umano. Tra i sopravvissuti troviamo Ben e Daredevil, i quali, ingaggiano una terribile lotta contro le famiglie mafiose di New York, intente a massacrarsi affinché soltanto una prenda il controllo della città. In loro aiuto c'è anche Jimmy Six, figlio del potente criminale Fortunato. Normale amministrazione, se non fosse per il fatto che, nei numeri 224 e 225, la saga del clone vede finalmente la sua fine.
Il redivivo Norman Osborn torna nei panni del Goblin e attacca i due "cugini". Ben si sacrifica per salvare Peter e questi vede il suo corpo ridursi in polvere: è la prova che pone fine a ogni dubbio e che dimostra che Ben è sempre stato il clone.
Peter Parker tornerà ad essere Spiderman ma la sua vita verrà sconvolta dalla tragica morte di sua figlia, nata priva di vita dopo il parto. Il resto è storia che in molti conosciamo. Personalmente, la mia raccolta dei numeri si è conclusa proprio in quel periodo per tutta una serie di cause che non starò ora a raccontare.







Ricordate come cominciava ogni capitolo della versione Classic? Stan Lee presenta LO STUPEFACENTE UOMO RAGNO.
Come dare torto a quelle vignette? Spiderman non solo è il più famoso, il più amato e forse anche il più riuscito tra i figli del vecchio Stan, ma è probabilmente il supereroe che ha saputo meglio relazionarsi con intere generazioni di adolescenti che nella maggior parte dei casi si sono rivisti nelle sue avventure ma specialmente negli episodi di vita quotidiana: gli amori, le delusioni, le superiori, il bullismo, il riscatto, l'odio, i rimorsi, la vendetta e il senso di giustizia.
Da un grande potere derivano grandi responsabilità: Stan Lee permise a zio Ben di pronunciare quelle parole perché lui per primo sapeva di avere tra le mani un grande potere, quello di far sognare milioni di persone e infondere in loro un messaggio di speranza nonostante le tante avversità che ognuno di noi può incontrare lungo il cammino della vita. Il resto, è solo questione di super poteri...

ADDIO STAN LEE!