domenica 14 giugno 2020

Pallone d'Oro: i vincitori più "strani" della storia



Il Pallone d'Oro 2019 dall'argentino Lionel Messi, attaccante del Barcellona e della nazionale argentina, invoca ancora la vendetta di tutti i tifosi del Liverpool e dei sostenitori di Cristiano Ronaldo. Quello del numero dieci blaugrana è stato il suo sesto riconoscimento ufficiale ma in tanti l'hanno contestato visto che i più si aspettavano una vittoria da parte del difensore dei Reds, Virgil Van Dijk o di uno dei suoi compagni come nel caso di Allison (che in finale di Champions contro il Tottenham fu decisivo con almeno tre interventi fondamentali). 

Ovviamente, questo non mette in dubbio le straordinarie capacità della "Pulce" che da anni segna a raffica e si aggiudica quasi tutte le classifiche cannonieri esistenti in circolazione, ma è innegabile che il suo sia stato un anno un po' strano, caratterizzato dalla clamorosa eliminazione nelle semifinali della scorsa edizione della Champions proprio per mano della squadra di Klopp: dopo il 3 a 0 dell'andata in terra catalana, il Liverpool rimontò aggiudicandosi il pass per la finale con un  sonoro 4 a 0 (gli inglesi erano tra l'altro sprovvisti di mezza squadra titolare). Come se non bastasse, in estate Messi si è dovuto accontentare di una medaglia di bronzo alla fine della Coppa America 2019 in Brasile, dove l'albiceleste è stata eliminata proprio dai verdeoro. Alcune ottime prestazioni tra novembre e dicembre 2019 hanno convinto la giuria di France Football e consegnargli il suo sesto pallone d'oro. Ma quello di Messi non è un caso isolato e sicuramente è anche il minore dei mali visto che tale riconoscimento è stato assegnato anche ai giocatori più improbabili di sempre. Vediamo quali sono.

La nascita del Pallone d'Oro

Il tutto ebbe inizio nel lontano 1956, in un'epoca in cui il calcio si sarebbe finalmente evoluto diventando quello sport spettacolare che noi tutti conosciamo. Il Pallone d'Oro fu assegnato per la prima volta proprio in quell'anno, su idea della rivista francese France Football la cui giuria sarebbe rimasta composta da soli giornalisti fino al 2010 per poi recuperare la sua forma originaria sei anni dopo. 

Per molti anni, questo premio fu consegnato ai giocatori più meritevoli (per modo di dire) di sola nazionalità europea e a chi fosse oriundo (come nel caso di Di Stefano e Sivori, entrambi argentini poi naturalizzati). Solo dal 1995 fu data l'occasione ai calciatori extracomunitari di ambire al Pallone d'Oro e da quel momento i grandi campioni, in particolare quelli del Sud America, hanno potuto competere con i massimi fuoriclasse del vecchio continente. 

Nel 2010, France Football decise che a stabilire il vincitore non fossero soltanto i voti dei giornalisti, ma anche quelli di calciatori e allenatori, creando delle situazioni che hanno favorito lo strapotere di Cristiano Ronaldo e Messi. Non va dimenticato che in quel periodo Pallone d'Oro e Fifa World Player furono fusi per creare, appunto, il Pallone d'Oro Fifa. Quando la rivista francese capì che la nuova formula non era ben vista, nel 2016 decise di tornare sui suoi passi, anche se il risultato non cambiò di molto. 

Vediamo adesso i palloni d'oro più strani e in alcuni casi "regalati" della storia.

1. Stanley Matthews 

Ebbene sì, il primo a vincere il Pallone d'Oro fu Sir Stanley Matthews, calciatore inglese che ha giocato come centrocampista vestendo la maglia di Stoke City, Blackpool e poi concludere la carriera tornando proprio allo Stoke. Gli unici trofei vinti da questo signore sono stati due campionati di Second Division con lo Stoke City nel 1933 e nel 1963. Il suo cuore però è stato particolarmente legato al Blackpool, dove vinse tra l'altro il suo unico premio ufficiale nella First Division inglese (oggi nota come Premier League): una Coppa d'Inghilterra nel 1953. La cosa incredibile e che Matthews si aggiudicò il massimo premio individuale battendo la concorrenza di Di Stefano e Kopa, i quali quell'anno si erano aggiudicati la prima edizione della Coppa dei Campioni (a cui il Blackpool non partecipò nemmeno). Dotato senza dubbio di grandi capacità tecniche, in un periodo storico in cui il club di appartenenza contava ancora poco, Matthews è morto nel 2000 all'età di 85 anni. 


Le tre edizioni successive furono vinte da Di Stefano (2) e Raymond Kopa che si erano aggiudicati anche altre tre Coppe dalla grandi orecchie con la maglia del Real Madrid


2. Josef Masopust

I premi del 1960 e del 1961 andarono a due signori del calcio come Luisito Suarez e Omar Sivori, fuoriclasse che in quegli anni si erano fatti apprezzare per le loro doti tecniche nonostante non fossero riusciti ad affermarsi in Coppa dei Campioni con Barcellona e Juventus. Lo spagnolo era riuscito però ad aggiudicarsi il campionato spagnolo e una Coppa delle Fiere, mentre il bianconero aveva vinto lo scudetto in Italia siglando 25 reti in 27 presenze. Ma a chi toccò nel 1962? Al cecoslovacco Josef Masopust, centrocampista del Dukla Praga, club al quale è stato legato dal 1952 al 1968.

In molti si chiederanno chi diavolo sia costui, in realtà Masopust vale molto più di tanti sospetti palloni d'oro visto che era reduce da una medaglia di bronzo agli europei di calcio Francia 1960, ma soprattutto da un argento ai mondiali cileni del 1962, dove la Cecoslovacchia perse appunto in finale contro i mostri del Brasile. Masopust fu il maggior trascinatore della sua nazionale imponendosi a centrocampo e siglando proprio nell'ultima partita il gol del momentaneo vantaggio contro Vavà, Garrincha e gli altri (se ricordo bene, Pelè la saltò per infortunio). 



3. Lev Jasin (Yashin)

Ci tengo subito a precisare che Yashin era sicuramente degno di essere il primo portiere della storia del calcio a vincere il pallone d'oro. La cosa che però crea curiosità è il fatto che glielo abbiano dato nel 1963, quando il calciatore sovietico aveva vinto gli europei in Francia del 1960 (senza dimenticare un oro alle olimpiadi di Melbourne del '56).

La verità è che France Football si era resa conto della cavolata che stava facendo dato che Yashin era stato candidato al Pallone d'Oro in altre tre edizioni senza però riconoscergli il dovuto prestigio. Tuttavia, è innegabile il fatto che in quegli anni Yashin era una vera e propria figura iconica per l'Unione Sovietica, vista appunto con connotazioni eroiche dato che incarnava anche un esempio di disciplina, ordine e devozione alla madre patria. Per ben 22 anni, onorò la maglia della Dinamo Mosca, con la quale vinse cinque campionati. C'è una cosa che però France Football dovrebbe spiegarci: come mai non ha mai consegnato questo premio a gente come Cudicini, Schmeichel, Buffon, Neuer e Kahn



4. Denis Law

Che negli anni '60 il Manchester United fosse l'unica squadra inglese a fare rumore in Europa era una cosa risaputa, così come è possibile spiegare il Pallone d'Oro di Charlton contro Eusebio o quello di Best (meritato) qualche anno dopo. Eppure, nel 1964 fu la volta dello scozzese Denis Law, attaccante di razza che realizzò 171 reti nella Prima Divisione Inglese con la sola maglia dei Red Devils. Quell'anno Law colpì la giuria di France Football per il suo talento e i gol, ma in quanto a trofei aveva ottenuto ben poco. Si sa che non sono i premi a stabilire che sia i giocatore migliore: c'è però da dire che il secondo posto lo fece Luis Suarez che aveva vinto la Coppa dei Campioni con l'Inter allenata da Herrera.



5. Bobby Charlton

Non ci crederete ma nel 1966 il Pallone d'Oro assegnato a Bobby Charlton fece storcere il naso a qualcuno, nonostante lui e l'Inghilterra avessero vinto i mondiali disputati in casa sempre quell'anno. La leggenda del Manchester United vinse per 81 punti contro gli 80 di Eusebio, il quale era stato premiato da France Football un anno prima. 

Secondo molti, il portoghese avrebbe meritato il bis visto che fu capocannoniere a Inghilterra 66, siglando 9 reti a differenza di Charlton che ne aveva fatte solo tre. Come se non bastasse, Eusebio si era laureato re dei bomber anche nella Coppa dei Campioni di quell'anno (vinta per la sesta volta dal Real Madrid) e nel campionato portoghese. Quell'anno, Bobby Charlton trovò soddisfazione solo in quel mondiale, senza vincere una sola classifica dei marcatori (ma giocava molto più arretrato). Tenendo conto che Eusebio era considerato il giocatore europeo più forte, la cosa provocò non poca perplessità. Per carità, questo non mette in dubbio che Charlton sia una leggenda, non a caso solo Wayne Rooney è riuscito a superare il suo record di gol con la maglia dei Red Devils e sempre non a caso fu grazie a lui e a Best se a Manchester arrivò la prima Coppa dei Campioni della storia. Sicuramente meritava un Pallone d'Oro, e forse il momento migliore fu proprio quello.



6. Florian Albert

Nel 1967, Charlton avrebbe potuto bissare il successo del '66 se non fosse stato per Florian Albert, il quale lo staccò di ben 28 punti. Albert, morto nel 2011, è stato attaccante, capitano e leggenda del club ungherese del Ferencvaros, dove militò dal 1958 al 1974 disputando 350 gare e realizzando 258 in terra d'Ungheria. Ancora oggi, in molti si chiedono come sia stato possibile un risultato di quel tipo, dato che Albert militava in un club senza particolari possibilità di affermarsi in ambito internazionale. 

Infatti, nel 1967 la Coppa dei Campioni se l'aggiudicò il Celtic di Jimmy Johnstone, il quale meritò solo la terza posizione secondo i giudici di France Football. Albert però è rimasto nella storia del suo paese per un bronzo alle olimpiadi di Roma 1960 e un altro terzo posto agli europei Spagna 1964. Dotato di una vena realizzativa fuori dal comune, secondo i critici quello per Albert fu una sorta di premio alla carriera. E pensare che a Puskas non gliel'hanno mai dato...




7. Oleh Blochin

Facciamo un salto nel 1975. Fino a un anno prima abbiamo visto mostri sacri come Best, Cruijff, Beckenbauer, Muller e Rivera aggiudicarsi il pallone d'oro a suon di gol, calci alle tibie e soprattutto di voti. Perché si sa che sono sempre i giudici che decidono chi alla fine la spunterà e così accadde nel '75 a Blochin. Chi è questo signore? Semplicemente una leggenda del calcio sovietico (per la precisione ucraino) e della Dinamo Kiev. Quell'anno fece innamorare l'intera Europa vincendo il campionato, la  Coppa delle Coppe e la conseguente Super Coppa Uefa. Le sue prestazioni furono così convincenti da abbattere la concorrenza di Franz Beckenbauer che nel 1975 aveva vinto la secondo Coppa dei Campioni consecutiva con il Bayern Monaco. È stato attaccante della Dinamo Kiev dal '69 all' 88, segnando 211 reti in 433 gare ufficiali nel massimo campionato nazionale. 



8. Allan Simonsen

Si tratta dell'unico calciatore della regione scandinava a vincere il Pallone d'Oro: l'anno era il 1977 quando l'attaccante del Borussia Monchegladbach alzò al cielo l'ambito riconoscimento individuale. Secondo alcuni, il danese Simonsen fu premiato in quell'occasione solo perché France Football non riuscì a farlo né prima né dopo. Non a caso i suoi rivali furono Kevin Keegan del Liverpool (vincitore della Champions con gli indimenticabili Reds di Bob Paisley) e un certo Michel Platini che giocava nel Nancy. 

Perché Simonsen meritò quel pallone d'oro e sconfisse Keegan? Perché nella finale di Coppa dei Campioni di quell'anno, si trovarono faccia a faccia Liverpool e Borussia Monchegladbach, quindi proprio Keegan e Simonsen. Come dico io spesso, a volte non sono i trofei a renderti un campione e a fare di te un dio. 

È indubbio a questo punto nutrire la certezza che sia stato un calciatore importante visto che durante la sua intera militanza con il Monchegladbach vinse due Coppe Uefa (75 e 79) e tre scudetti. Nel 1979 passerà al Barcellona dove si leverà qualche altra soddisfazione. Non a caso, la battaglia per quell'edizione fu dura perché Simonesen vinse 74 punti, contro i 71 e i 70 degli avversari. Sicuramente una figura importante nelle terre di Danimarca e Germania.



9. Kevin Keegan (1979)

Che Kevin Keegan fosse uno degli attaccanti più forti d'Europa è assolutamente fuori discussione. Eppure, dopo aver vinto tutto con il Liverpool com'è possibile che abbia ottenuto due palloni d'oro consecutivi con l'Amburgo? Possiamo capire certamente il primo visto che ci fu il trasferimento dall'Inghilterra alla Germania con tanto di Coppa dalle grandi orecchie vinta insieme al mentore Bob Paisley, ma l'anno dopo France Football gli rinnovò la fiducia premiandolo nonostante la squadra tedesca non avesse partecipato ad alcuna competizione europea. Forse bastò lo scudetto vinto nella stagione 1978-1979 per accontentare tutti. Del resto la concorrenza non fu proprio delle migliori visto che Rumenigge (secondo) e Krol (terzo) non avevano fatto certamente di meglio in quel periodo. 



10. Paolo Rossi

So che in tanti starete bestemmiando in questo preciso momento. Per alcuni questa menzione di Pablito Rossi sarà vista come un mero gesto blasfemo e qualcuno magari mi incolperà di incompetenza. Che Paolo Rossi sia un mito del calcio italiano è assodato ma sappiamo che il pallone d'oro del 1982 gli fu dato per aver trascinato l'Italia al trionfo dei mondiali in Spagna (alla fine del quale fu anche capocannoniere). Sicuramente da lì ci fu la rinascita dell'attaccante che tre anni dopo vincerà la Coppa dei Campioni con la Juventus, ma sostanzialmente l'acuto più grande di Rossi è stato quello, tra l'altro in un anno che lo vide lontano dai campi di gioco per squalifica. Nessuno avrebbe scommesso su di lui. Nessuno tranne Bearzot. Nel 1982, tra l'altro, la concorrenza non fu manco così pericolosa visto che Tigana e Elkjaer si piazzarono rispettivamente in seconda e terza posizione. 



11. Igor Belanov

Dopo i tre palloni d'oro di Platini, nel 1986 toccò a un altro figlio dell'Unione Sovietica: Igor Bjelanov, il quale vinse il campionato e la Coppa delle Coppe battendo in finale l'Atletico Madrid di Luis Aragones. Di quella competizione europea, Belanov fu capocannoniere insieme al connazionale Blochin (anche lui pallone d'oro nel 75).



12. Jean-Pierre Papin

Il 1991 fu l'anno del delirio visto che quel Pallone d'Oro se lo giocarono tre giocatori inattesi. Papin, Savicevic e Pancev: tre giocatori che furono gli assoluti protagonisti di una stagione che vide il primo arrivare in finale di Coppa dei Campioni con l'Olympique Marsiglia e perdere ai rigori contro i secondi, militanti nella Stella Rossa di Belgrado. Alla fine, ad aggiudicarsi il premio di France Football fu il francese a discapito di Savicevic (secondo) e Pancev (terzo). 

A convincere i giornalisti fu il fatto che Papin aveva vinto anche il campionato e si era aggiudicato il titolo di capocannoniere sia in Europa che in Francia.
Vincerà la Champions quando passerà al Milan, ma la sua esperienza italiana non sarà così convincente: dopo due anni partirà per vestire la maglia del Bayern Monaco. Tra l'altro, oltre a lui, anche Savicevic e Pancev si trasferirono in Italia (un anno prima a dirla tutta): il primo si affermò nel Milan, il secondo fu un flop all'Inter. 



13. Van Basten (1992)

Marco Van Basten è forse il numero 9 più forte che si sia mai visto in Italia (e forse anche nel resto d'Europa). I primi due palloni d'oro furono meritatissimi, mentre sul terzo a fare la differenza è stata forse l'intensa vena realizzativa che ne caratterizzò il campionato di Serie A 1991-92: l'olandese segnò 25 gol in 31 partite ma lui e il Milan non disputarono al Coppa dei Campioni a causa di una squalifica inflitta dall'Uefa per via di alcuni disordini verificatisi durante una partita contro il Marsiglia. Nel 1992, dietro a Van Basten si piazzarono il bulgaro Stoickov che vinse la prima storica Champions con il Barcellona e Bergkamp che aveva vinto la Coppa Uefa con l'Ajax. Van Basten è pur sempre Van Basten. 




14. Stoickov

Personalmente, non credo che il Pallone d'Oro del 1994 lo meritasse al 100% il bulgaro del Barcellona Hristo Stoickov o Stoichkov. Certamente era un campione di alto livello e aveva vinto tanto con i blaugrana. Senza ombra di dubbio fu il migliore calciatore dei Mondiali Usa 94... il migliore dopo ovviamente Roberto Baggio. I giudici di France Football però premiarono lui che vinse tra l'altro anche il titolo di capocannoniere della massima competizione mondiale tra nazioni e in precedenza aveva vinto un campionato spagnolo. Ad avere un peso importante forse è stato il fatto che aveva sfiorato il premio due anni prima, anche perché nel 94 Maldini aveva vinto la Champions con il Milan di Capello, classificandosi così terzo secondo i giudici della rivista francese.



15. George Weah

George Weah è il giocatore che tutti abbiamo amato e che nessuno poteva odiare. Il liberiano fu il primo calciatore extraeuropeo ad aggiudicarsi il Pallone d'Oro, proprio nell'anno in cui la competizione individuale tra calciatori fu aperta anche tra tesserati di altri continenti. Weah lo vinse nell'anno in cui sfiorò la finale di Champions (diventandone capocannoniere) e passò dal Psg al Milan. 

Che Weah fosse un top player e meritevole del Pallone d'Oro non c'è assolutamente dubbio. Il dubbio che però in tanti hanno è che France Football abbia deciso di darglielo proprio per aprire al meglio l'ingresso dei non europei all'interno di questa paradossale sistema: paradossale perché a dirla tutta, nel 1995 il pallone d'oro avrebbe potuto vincerlo anche Jari Litmanen (fenomenale attaccante dell'Ajax che vinse la Coppa dei Campioni contro il Milan).
Ad ogni modo, contestare la vittoria della Pantera Nera sarebbe un reato, quindi mi sono limitato ad analizzare solo un po' i contorni.



16. Mattias Sammer


Nel 1996 tutto il mondo si rese conto che Weah aveva meritato il pallone d'oro del 95 non solo perché fu devastante tecnicamente e fisicamente, ma perché France Football assegnò l'edizione successiva al giocatore più improbabile di sempre, anche più improbabile di Sir Matthews del Blackpool: Mattias Sammer.

Il centrale difensivo tedesco del Borussia Dortmund fu insignito del premio grazie alla vittoria ottenuta agli Europei del 1996, ottenuta tra l'altro ai supplementari con una doppietta di Oliver Bierhoff. La giuria della rivista francese gli riconobbe le buone prestazioni e qualche gol importante, eppure però questo non spiega perché darlo proprio a lui  visti i nomi che circolarono quell'anno: c'erano Litmanen e Del Piero che si erano contesi la Coppa dei Campioni (il filandese grida ancora vendetta per l'anno prima), oppure quello di Klismann che vinse la Coppa Uefa con il Bayern Monaco facendo sfracelli. E invece, secondo e terzi si posizionarono Ronaldo il Fenomeno (che al secondo anno al Psv aveva segnato molto meno) e Alan Shearer per le ottime partite disputate in nazionale agli Europei. 
Una cosa è certa: l'edizione 1996 del Pallone d'Oro rimarrà uno dei più grandi misteri della storia. E meno male che a Sammer non l'hanno premiato pure nel 97 dopo aver vinto la Champions League con i gialloneri.



17. Luis Figo

Sono fermamente convinto che Luis Figo, ex gloria di Barcellona e Real Madrid, abbia meritato il pallone d'oro del 2000. Tuttavia, non si possono non ascoltare le opinioni di quelli un po' più scettici e vi spiego il perché. 

Nell'intero anno, il portoghese incantò tutti, specialmente agli Europei che si disputarono in Belgio e Olanda, dove lui e il Portogallo furono eliminati in semifinale dalla Francia. Eppure, Luis Figo brillò solo sul piano tecnico ma non per i trofei. Infatti, non vinse nulla e in molti storsero il naso perché avrebbero preferito che la scelta ricadesse ancora sullo juventino Zidane o su un degli italiani, in particolare il difensore Alessandro Nesta e l'attaccante Francesco Totti, senza dimenticare delle menzioni onorevoli per Toldo e Cannavaro. Alla fine, dietro a Figo finiranno il 21 della Juventus e l'ucraino Shevchenko che aveva fatto impazzire la Serie A vincendo la classifica cannonieri al suo primo anno al Milan



18. Ronaldo il Fenomeno (2002)

Non me ne vogliate, ma per me Ronaldo il Fenomeno ha meritato solo a metà il Pallone d'Oro del 2002. Nel 1997 era il giocatore più forte del mondo e non si discute che prima degli infortuni nessuno potesse competere con lui. Luiz Nazario de Lima avrebbe potuto avere una bancarella di premi e mostrarli alla festa del paese, ma nel 2002 c'è molto di più dietro agli 8 gol che lo resero campione del mondo e capocannoniere di quegli stranissimi mondiali nippocoreani.

Ronaldo era reduce da un anno in cui perse lo scudetto con l'Inter all'ultima giornata, mostrando importanti miglioramenti dopo due anni di infortuni e dolori. Eppure si vedeva che la ripartenza era lenta per lui. Ai mondiali infatti, Scolari decise di sfruttarlo unicamente come prima punta, evitando di costringerlo a giocare come ai vecchi tempi. In una rosa composta da geni del calcio come l'allora emergente Ronaldinho, l'ormai consacrato Rivaldo e terzini di tutto rispetto come Roberto Carlos e Cafu, il Fenomeno poté riscattare le umiliazioni di Francia '98 e dimenticare i dispiaceri del 5 maggio nerazzurro da protagonista in prima linea.

Dopo il trasferimento dall'Inter al Real Madrid, Ronaldo aveva già perso il pass per la Super Coppa Uefa e alla fine si presentò ala finale di Coppa Intercontinentale trovandosi il letto già pronto. A mio parere, se vogliamo ragionare con gli stessi parametri di Rossi, allora Ronaldo ha meritato il pallone d'oro, ma non dobbiamo dimenticare che in quell'annata Roberto Carlos vinse Champions League, Mondiale, Super Coppa Uefa e Coppa Intercontinentale. 



19. Pavel Nedved

Per me Pavel Nedved meritò senza ombra di dubbio il Pallone d'Oro 2003. È innegabile però che tale riconoscimento sarebbe dovuto andare anche a Paolo Maldini (terzo) o perché no al devastante Henry (secondo). A questo punto, se proprio vogliamo dirla tutta, personalmente avrei assegnato il premio a Inzaghi, il quale fece sfracelli in Europa massacrando chiunque. Purtroppo però Super Pippo cominciò la seconda metà dell'anno molto male a causa dei primi infortuni che ne condizioneranno la carriera e quindi addio sogni di gloria.

Fatta questa premessa, Nedved fu il calciatore più devastante di tutti quell'anno e sia in campionato sia in Europa spazzò via gli avversari con la sua "Furia cIeca". Peccato che però non disputò la finale di Manchester per squalifica, altrimenti sarebbe stato un anno veramente da coronare. Per quanto riguarda Maldini è assolutamente vero che meritava di più, ma se vogliamo dirla tutta, Maldini avrebbe meritato almeno un pallone d'oro già negli anni '90, poi se pensiamo a Sammer... allora France Football ce l'aveva proprio con l'ex capitano di Milan e nazionale italiana. 




20. Messi (2010)

Messi e Cristiano Ronaldo sono sicuramente i due calciatori più forti del nuovo millennio. I loro primi palloni d'oro sono stati meritati, un po' meno però alcuni dei titoli vinti negli anni successivi al 2008 e al 2009.

Nel 2010, l'argentino del Barcellona vinse il pallone d'oro nonostante i suoi gol non fossero serviti per permettere al Barcellona di riconfermarsi in Europa: infatti i blaugrana furono eliminati dall'Inter di Mourinho, con la Pulce letteralmente umiliata da Zanetti, Samuel e Cambiasso. Al mondiale poi fu una delusione totale insieme a tutta la brigata albiceleste guidata da un Maradona allo sbaraglio.
Eppure, la nuova giuria di France Football lo diede al 10 catalano, abbattendo la concorrenza di Xavi e Iniesta.

A dirla tutta, quel pallone d'oro lo avrebbe meritato Diego Milito grazie ai gol segnati in tutte le finali disputate dall'Inter del Triplete. Tuttavia, l'allora ct dell'Argentina, Diego Armando Maradona, lo portò ai mondiali in Sudafrica come panchinaro, preferendogli il giovane Higuain del Real Madrid. A peggiore le cose per "el principe" furono gli infortuni che lo penalizzarono per tutta la stazione 2010/2011: addio pallone d'oro. 

Un altro interista che dovette fare i conti con la malasorte fu l'olandese Wesley Snijder, anche lui tra gli eroi dei successi nerazzurri. Vista la caduta di Milito, in molti erano convinti che avrebbe vinto lui quel pallone d'oro: Scudetto, Coppa Italia, Champions League, finale dei mondiali, Super Coppa Italiana e Mondiale per Club. Un palmares di tutto rispetto che non avrebbe dovuto creare dubbi, ma alla fine anche l'olandese iniziò male la nuova stagione e fu penalizzato. 
Saltati i due interisti, tutti riponevano le proprie speranze in Iniesta (autore del gol che consentì alla spagna di laurearsi campione del mondo) e il compagno di squadra Xavi: i due arrivarono rispettivamente secondo e terzo alle spalle di Messi. 

21. Messi (2012)

Un altro mezzo regalo Messi lo ricevette anche nel 2012, anno in cui lui e il Barcellona furono clamorosamente eliminati in semifinale dall'improbabile Chelsea di Di Matteo (che poi trionfò anche in finale) e persero il campionato contro il Real Madrid di CR7.

Proprio Cristiano Ronaldo fu un tantinello penalizzato visto che era fresco di scudetto e aveva ottenuto una medaglia di bronzo agli Europei del 2012 disputatisi in Ucraina e Polonia. Questo però non bastò alla giuria che preferì premiare per la terza volta consecutiva l'argentino, andando di nuovo a discapito di Iniesta e Xavi che avevano vinto l'ennesima coppa con la nazionale di calcio spagnola: almeno uno di loro due poteva essere premiato. 




22. Cristiano Ronaldo (2013)

Se CR7 aveva avuto qualche possibilità l'anno prima, nel 2013 ha finalmente ricevuto un trattamento speciale come il rivale Messi. È vero che in quell'anno segnò più di tutti (come era successo anche alla Pulce), ma il non vincere nulla può avere un peso specifico sopratutto se quel pallone d'oro avrebbe dovuto vincerlo uno tra Ribery, Robben e Lewandowski. 
Il francese e l'olandese, infatti, furono i protagonisti assoluti di un Bayern Monaco che concluse la stagione 2012/2013 con il Triplete. Il polacco invece aveva trascinato il Borussia Dortmund in finale massacrando da solo il Real Madrid di Mourinho in semifinale. L'ultima gara di quella Champions vide le due compagini tedesche affrontarsi: i bavaresi alla fine vinsero 2 a 1. 
Ancora una volta però qualcuno non fu d'accordo e sul podio finirono Cristiano Ronaldo, Messi e Ribery, mentre gli altri due furono lasciati fuori da ogni possibilità di vittoria.



23. Luka Modric

Tengo subito a precisare che in realtà Modric ha pienamente meritato quel pallone d'oro. La cosa che in questa circostanza va analizzata è il parametro utilizzato per l'assegnazione finale. Non ha senso dare al croato il pallone d'oro a discapito di Ronaldo quando nel 2010 fu dato a Messi a discapito di Iniesta: entrambi hanno disputato la finale e alla fine lo spagnolo non fu premiato nonostante un mondiale lo avesse vinto, mentre Modric perse la finale del 2018 contro la Francia. 
È vero che il centrocampista del Real Madrid aveva vinto la terza Champions consecutiva ma se dai il Pallone d'Oro a Modric (che resta un fuoriclasse), allora dovevi darlo anche uno degli spagnoli. 

24. Lionel Messi (2019)

L'ultimo pallone d'oro a Messi è stato poi qualcosa di imbarazzante. Oggi molti lo giustificano parlando del numero di gol, eppure, quando Henry abbatteva le difese avversarie di tutta l'Europa, non mi pare che France Football lo abbia premiato, così come non è successo a Eto'o o a qualcun altro. 

Il pallone d'oro oggi è diventata una moda che serve a tenere in piedi i giocatori che colpiscono anche da un punto di vista collegato all'immagine. CR7 è il bello senza taguaggi, esempio di devozione all'allenamento e al lavoro; Messi invece il ragazzo più grezzo, pieno di tatuaggi nonché la perfetta controparte del portoghese. Un dualismo perfetto che non si vedeva da tempo immemore, anzi, forse non si era mai visto prima. 














4 commenti:

  1. Bene Pablito, mi manca Pirlo.

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  2. Quello di Sammer continua ad essere un vero mistero, e dire che molti difensori sicuramente migliori non lo vinsero mai, vedi Maldini e Baresi...

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    1. Sammer è un mistero ma soprattutto è stata la dimostrazione che i nostri difensori non li amavano per nulla. Maldini in particolare avrebbe dovuto vincerne almeno due ma alla fine France Football ha aspettato il mondiale della vita di Cannavaro (per me meritato).

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  3. Tra i portieri Buffon ebbe la sfortuna di avere davanti Cannavaro, Neuer lo avrebbe meritato di sicuro.
    Comunque Maldini e Baresi non hanno vinto mai il pallone d'oro ed è una cosa clamorosa..

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