Il cinema è da sempre la materializzazione dei nostri sogni grazie al fatto che è l'unico strumento di intrattenimento (a parte la tv) capace di dare a una storia tutto quello che serve: sonorità, dinamicità ma soprattutto realtà.
In quanti spesso abbiamo pensato a una proiezione filmica del nostro fumetto o manga preferito, di un libro che ci ha tanto affascinati oppure di una cartone animato o anime che ci è piaciuto così tanto da diventare un'ossessione? Ebbene, a volte è meglio non desiderare cose simili, soprattutto se l'opera è tanto complessa quanto lunga da poter essere racchiusa in una singola pellicola cinematografica.
Il problema tuttavia non è da ricondurre solo ai tempi di produzione cinematografica ma in particolar modo al budget che una major può avere a disposizione, concretizzando spesso la scellerata idea di realizzare adattamenti scadenti e lontani anni luce dalla trama originale di un prodotto, così lontani da stravolgere ogni particolare di quell'opera e tirare fuori qualcosa che si trova a metà strada tra il basfemo e la violenza psicologica.
Uno degli esempi più eclatanti riguarda Hokuto No Ken, cioè il mitico Ken Il Guerriero, probabilmente l'anime che ha lasciato maggiormente il segno negli anni '80 per le tematiche profonde che gli hanno permesso di essere più volte recuperato nel tempo con nuovi manga e nuovi adattamenti animati. Un vero e proprio cult, un mito intramontabile che nel 1995 fu lanciato nel mercato home video dal regista Tony Randel (Hellraiser II) con il titolo Fist Of The North Star (in italiano Il Ritorno di Kenshiro).
